CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 736/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - RANDAZZO -TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di rimozione della deliberazione della Giunta regionale n. 37/19 del 2015 che, in tema di trasporto pubblico non di linea, impone ai comuni l'applicazione di norme nazionali inefficaci.

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I sottoscritti,

premesso che, con la legge quadro n. 21 del 15 gennaio 1992, sono state emanate specifiche disposizioni finalizzate a disciplinare il settore dei servizi di trasporto pubblico non di linea, svolti tramite taxi o noleggio di vettura con conducente;

premesso, altresì, che l'articolo 29, comma 1 quater, del decreto legge n. 207 del 2008, convertito in legge n. 14 del 2009, ha introdotto sostanziali modifiche alla legge n. 21 del 1992 e alla disciplina del settore di trasporto pubblico non di linea, la cui efficacia è stata sospesa, immediatamente dopo la loro approvazione, in quanto ritenute contrastanti con l'ordinamento vigente per diversi profili di criticità sia sotto il profilo costituzionale che comunitario;

rilevato, in particolare, che il decreto legge n. 5 del 2009, convertito nella legge n. 33 del 2009, ha previsto la sospensione dell'efficacia delle disposizioni in materia di trasporto di persone mediante autoservizi non di linea, contenute nella legge n. 14 del 2009, prescrivendo che: "1. Nelle more della ridefinizione della disciplina dettata dalla legge 15 gennaio 1992, n. 21, in materia di trasporto di persone mediante autoservizi non di linea, da effettuare nel rispetto delle competenze attribuite dal quadro costituzionale e ordinamentale alle regioni ed agli enti locali, l'efficacia dell'articolo 29, comma 1-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, è sospesa fino al 30 giugno 2009.";

rilevato, altresì, che successivamente la sospensione dell'efficacia delle disposizioni della legge n. 14 del 2009 è stata ulteriormente prorogata e che a oggi il legislatore non ha provveduto alla ridefinizione complessiva della disciplina dettata dalla legge n. 21 del 1992, così come stabilito e previsto dalla legge n. 33 del 2009;

evidenziato che la sospensione dell'efficacia delle disposizioni dettate dalla legge n. 14 del 2009 in materia di trasporto pubblico non di linea è subordinata all'introduzione di nuove norme finalizzate a ridefinire la disciplina di settore e, in particolare, a impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia;

evidenziato, infatti, che il decreto legge n. 40 del 2010 convertito in legge n. 73 del 2010, come modificato dal decreto legge n. 210 del 31 dicembre 2015, all'articolo 2, comma 3, nel disporre l'ulteriore e ultima proroga della sospensione dell'efficacia delle disposizioni suddette fino al 31 dicembre 2016, stabilisce che: "con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate, entro e non oltre il 31 dicembre 2016, urgenti disposizioni attuative, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia. Con il suddetto decreto sono, altresì, definiti gli indirizzi generali per l'attività di programmazione e di pianificazione delle regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi.", subordinando, altresì, l'attività di programmazione e pianificazione degli enti regionali alla emanazione di un decreto di cui a oggi non vi è traccia;

preso atto che, al contrario, la Regione, con deliberazione di Giunta regionale n. 37/19 del 21 luglio 2015, ha approvato le linee guida per la redazione dei regolamenti comunali per l'esercizio di trasporto pubblico non di linea (taxi e noleggio con conducente), prevedendo che i comuni adeguino i loro regolamenti in materia, recependo disposizioni di legge la cui efficacia è sospesa per volontà del legislatore nazionale, violando la legge n. 73 del 2010 che prevede che ciò possa avvenire solo a seguito dell'emanazione di un decreto che definisca gli indirizzi generali ai quali le regioni debbono attenersi;

dato atto che l'applicazione delle nuove disposizioni contenute nella legge n. 14 del 2009 sono state ritenute fortemente penalizzanti per il comparto del trasporto pubblico non di linea, che annovera circa 80.000 imprese distribuite sul territorio nazionale, dallo stesso legislatore che immediatamente dopo con legge n. 33 del 2009, ne ha sospeso l'efficacia nelle more di una ridefinizione complessiva e più razionale della disciplina di settore;

dato atto, altresì, che se sono note le condivisibili motivazioni che, dal 2009 a oggi, fino al 31 dicembre 2016, hanno indotto il legislatore nazionale a prorogare la sospensione degli effetti delle modifiche contenute nella legge n. 14 del 2009 alla legge n. 21 del 1992, appaiono, invece, incomprensibili e oscure le motivazioni che hanno portato l'Assessore regionale dei trasporti a formulare una proposta di deliberazione approvata dalla Giunta regionale, che viola il disposto della legge n. 73 del 2010, nella parte in cui subordina ogni attività di programmazione e pianificazione delle regioni all'emanazione di un decreto che definisca gli indirizzi generali della disciplina di settore, a oggi non emanato;

sottolineato il negativo impatto che l'applicazione della disposizioni contenute nella legge n. 14 del 2009 a oggi sospese avrebbe per le 80.000 imprese del settore del trasporto pubblico non di linea;

sottolineata, altresì, la preoccupazione per l'applicazione solo in Sardegna di norme particolarmente afflittive del settore per stessa ammissione del legislatore nazionale, la cui efficacia è sospesa nel resto del territorio nazionale in applicazione di una legge dello Stato, ma non sul nostro territorio regionale sulla base di inaccessibili e non chiare valutazioni di economia dei trasporti;

osservato che la deliberazione della Giunta regionale n. 37/19 del 21 luglio 2015 appare in contrasto anche con il parere della direzione generale del Ministero dei trasporti del 31 marzo 2016, che, nel fugare ogni dubbio interpretativo al riguardo, conferma la sospensione dell'efficacia delle disposizioni contenute nella legge n. 14 n. 2009, modificative della legge n. 21 del 1992;

osservato, altresì, che "a fortiori" la posizione della Giunta regionale e dell'Assessore dei trasporti appaiono incomprensibili e nettamente in contrasto con il dato normativo nazionale e con i recentissimi orientamenti di prassi forniti dal Ministero dei trasporti;

evidenziato che la deliberazione illegittima aumenta la confusione applicativa delle vigenti norme, creando rilevanti problemi ai comuni e disagi alle aziende, con conseguenti disservizi che danneggiano l'utenza e l'immagine complessiva del prodotto turistico sardo, favorendo peraltro l'abusivismo,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione al fine di conoscere:
1) quali siano le motivazioni che hanno indotto la Giunta regionale ad approvare la deliberazione n. 37/19 del 21 luglio 2015 che, violando le norme che dispongono la sospensione dell'efficacia delle modifiche alla legge n. 15 del 1992 in materia di trasporto pubblico non di linea, previste dalla legge n. 14 del 2009 e ignorando i recentissimi orientamenti di prassi espressi al riguardo dal Ministero dei trasporti, impone ai comuni l'adeguamento dei propri regolamenti in applicazione di una norma la cui efficacia è sospesa su tutto il territorio nazionale, con grave nocumento per le imprese sarde del comparto;
2) se e in che termini l'Amministrazione regionale intenda porre rimedio ai problemi a oggi creati rimovendo la deliberazione di Giunta regionale n. 37/19 del 21 luglio 2015 adottata in palese contrasto con il dato normativo nazionale e con i recentissimi orientamenti di prassi del dicastero dei trasporti;
3) se vi sia contezza da parte della Giunta regionale e, in particolare, dell'Assessorato regionale dei trasporti delle negative conseguenze dell'applicazione di una legge che lo stesso legislatore nazionale ha ritenuto di dover sospendere nelle more di una più razionale e complessiva ridefinizione della disciplina di settore;
4) quali siano le motivazioni e le valutazioni che stanno alla base della deliberazione di Giunta regionale n. 37/19 del 21 luglio 2015 che ha condotto l'Assessore regionale dei trasporti a conclusioni diametralmente opposte rispetto a quelle del legislatore nazionale;
5) quali siano le strategie formulate dall'Amministrazione regionale a sostegno del comparto delle imprese che svolgono il servizio di trasporto pubblico non di linea nel rispetto della legge quadro n. 15 del 1992.

Cagliari, 6 maggio 2016