CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 757/A

INTERROGAZIONE FORMA - COLLU - COMANDINI - COZZOLINO - MANCA Gavino - SOLINAS Antonio - TENDAS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di rivedere i criteri di accreditamento per le strutture private che erogano servizi di diagnostica di laboratorio così come stabiliti dalla deliberazione della Giunta regionale n. 18/13 del 5 aprile 2016.

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I sottoscritti,

premesso che:
- con deliberazione n. 18/13 del 5 aprile 2016 la Giunta regionale ha recepito l'accordo del 23 marzo 2011 tra il Governo, le regioni e le province autonome sul documento recante "Criteri per la riorganizzazione delle reti di offerta diagnostica di laboratorio";
- la riorganizzazione della rete regionale dell'offerta diagnostica di laboratorio risulta coerente con quanto disposto dall'articolo 1, comma 796, lettera o), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e rientra anch'essa nel quadro più generale della riorganizzazione del Servizio sanitario regionale che attualmente vede impegnate la Giunta e il Consiglio regionale;

constatato che:
- il nuovo modello organizzativo di cui all'Allegato B della deliberazione della Giunta regionale n. 18/13 del 2016 prevede, al punto 3, i criteri per il rilascio o la conferma dell'accreditamento dei laboratori e più specificatamente stabilisce che: "L'accreditamento può essere rilasciato o confermato alla strutture che raggiungano una "soglia minima di attività" di 200.000 esami di laboratorio base complessivamente erogati/anno (...). Tale soglia deve essere garantita dai laboratori attualmente accreditati (...) entro dodici mesi dalla approvazione del presente atto. Nel caso di laboratori specialistici (es. microbiologia, virologia, ematologia, microscopia clinica, citopatologia, istopatologia, genetica medica etc.) tale soglia minima dovrà essere raggiunta in 36 mesi dalla approvazione del presente atto, purché sia già garantito un volume minimo di 100.000 esami di laboratorio specialistico complessivamente erogati/anno";
- i laboratori diagnostici pubblici e privati che non raggiungano le soglie minime di esami stabilite per il mantenimento dell'accreditamento devono obbligatoriamente aggregarsi e organizzarsi in rete secondo un modello "hub and spoke" costituito da cooperative, strutture consortili, ATI anche di tipo pubblico-privato costituite in soggetto giuridico;

considerato che:
- per quanto attiene ai laboratori privati, il sistema regionale presenta una cinquantina di strutture attualmente accreditate, la maggior parte delle quali risultano ampiamente distanti dalla soglia minima di prestazioni individuata per la conferma dell'accreditamento, talvolta in conseguenza delle recenti riduzioni dei tetti di spesa assegnati dalla stessa Regione alle aziende sanitarie locali;
- il numero di prestazioni previste per l'accreditamento (n. 200.000 esami di laboratorio/anno) in sede di Conferenza Stato-regioni del 23 marzo 2011 risulta altamente destabilizzante per l'intero sistema regionale di offerta diagnostica di laboratorio, specialmente per i laboratori privati, e rischierebbe di pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi di efficacia ed efficienza, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dei laboratori,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:
1) prima di adottare la deliberazione della Giunta regionale n. 18/13 del 2016 sia stata fatta una ricognizione puntuale dei laboratori privati attualmente accreditati e del numero di prestazioni annue da loro effettuate, per comprendere quali ricadute il recepimento tal quale dell'accordo del 23 marzo 2011 avrebbe avuto sul sistema dei laboratori diagnostici privati in Sardegna;
2) ritengano opportuno intervenire tempestivamente per rimodulare le soglie minime di attività necessarie per l'accreditamento al fine di scongiurare le difficoltà che determinerebbe l'obbligo per i laboratori privati di associarsi e il rischio di chiusura di molti di essi.

Cagliari, 10 giugno 2016