CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 765/A

INTERROGAZIONE BUSIA - DESINI, con richiesta di risposta scritta, per sollecitare informazioni in merito allo stato di attuazione della centrale regionale di committenza, spiegazioni in ordine al rapporto con l'istituenda Azienda sanitaria unica regionale e per conoscere quali iniziative si intendano adottare per sostenere l'assegnazione del personale necessario per garantirne il funzionamento.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'articolo 37 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) dispone, salvo deroghe per importi minori alla soglia comunitaria, che le stazioni appaltanti non in possesso della qualificazione di cui all'articolo 38 possono acquisire lavori, servizi e forniture facendo ricorso a centrali di committenza qualificate;
- l'articolo 37, comma 4, del decreto legislativo n. 50 del 2016, dispone che i comuni non capoluogo di provincia procedono all'acquisizione di lavori, beni e servizi ricorrendo, tra le altre ipotesi, a una centrale di committenza o a soggetti aggregatori qualificati;
- la centrale di committenza costituisce un modulo organizzativo, uno strumento di raccordo tra amministrazioni privo di una propria individualità e non un centro formale di imputazione autonomo e rientra di diritto nel registro delle stazioni appaltanti qualificate istituito presso l'Autorità nazionale Anticorruzione (ANAC) ai sensi dell'articolo 38 del decreto legislativo n. 50 del 2016;
- la centrale regionale di committenza nasce nel 2007 come centro di acquisto territoriale ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2, come modificato dall'articolo 1, comma 9, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3, con il compito di razionalizzare la spesa per beni e servizi delle pubbliche amministrazioni del territorio regionale, migliorare l'efficienza, la semplicità e la trasparenza dei processi di acquisto e accrescere la competitività del sistema produttivo e la libera concorrenza del mercato della fornitura;

preso atto che:
- il Servizio della centrale regionale di committenza è stato designato come soggetto aggregatore per la Regione, secondo quanto previsto dall'articolo 9 del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito con legge 23 giugno 2014, n. 89;
- l'ANAC ha accolto la richiesta della Regione per la designazione del Servizio provveditorato della Direzione generale degli enti locali e finanze (ora Servizio della centrale regionale di committenza), che opera come centro di acquisto territoriale per tutta la pubblica amministrazione presente nell'Isola, comprese le aziende del servizio sanitario, di essere inserita nell'elenco dei soggetti aggregatori che svolgono attività di centrali di committenza, iscritti all'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti - elenco dei soggetti aggregatori approvato con delibera ANAC n. 58 del 22 luglio 2015, successivamente integrata dalla delibera ANAC n. 125 del 10 febbraio 2016;
- il Servizio della centrale regionale di committenza, oltre a diverse convenzioni quadro, ha avviato l'espletamento di procedure di gara in materia sanitaria relativamente a beni inseriti nelle categorie merceologiche di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 dicembre 2015;
- con deliberazione n. 20/18 del 12 aprile 2016, la Giunta regionale ha dato mandato alle strutture tecniche competenti all'utilizzo della piattaforma SardegnaCAT quale sistema unico di accesso per le procedure di evidenza degli interventi di Asse I del progetto Iscol@;
- al momento, per quanto consta, risultano in servizio presso il Servizio della centrale regionale di committenza della Direzione generale degli enti locali solamente tredici dipendenti a fronte di un fabbisogno complessivo di primo funzionamento stimato in 40 unità;
- con l'entrata in vigore della legge regionale 25 novembre 2014, n. 24 recante "Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione" è stato istituito il sistema Regione, composto dall'Amministrazione regionale e dagli enti e agenzie individuate con l'atto di indirizzo dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione e sono stati resi più flessibili gli istituti della mobilità del personale all'interno del sistema Regione;
- con la deliberazione 2 ottobre 2015, n. 48/8, la Giunta regionale ha definito i criteri, le procedure e le modalità per attivare, nell'immediato, la mobilità interna al sistema Regione al fine di destinare delle figure professionali necessarie ad alcune Direzioni generali per il perseguimento degli obiettivi individuati dalla Giunta regionale secondo le seguenti priorità: priorità 1 protezione civile, incolumità delle persone, rischio meteorologico e rischio idraulico - DG protezione civile, DG lavori pubblici, DG distretto idrografico; priorità 2 sanità - riforma sanitaria - DG sanità; priorità 3 centrale unica di committenza - DG enti locali; priorità 4 istruzione - Tutti@Iscola, DG pubblica istruzione;
- con la medesima deliberazione si disponeva che i movimenti tra direzioni generali dell'Amministrazione dovessero avvenire prescindendo dal nulla osta della direzione generale di appartenenza, mentre quelli tra amministrazioni diverse previo parere della amministrazione di appartenenza;
- con nota prot. n. 28916 del 19 novembre 2015 la Direzione generale dell'organizzazione e del personale ha attivato il procedimento di mobilità interna per le diverse direzioni generali indicate come prioritarie, indicando in 23 le risorse umane necessarie per il Servizio della centrale regionale di committenza (4 funzionari tecnici, 8 funzionari amministrativi e 11 istruttori tecnici e amministrativi);
- con determinazione n. 6464/230 del 3 marzo 2016, la Direzione generale dell'organizzazione e del personale ha pubblicato le graduatorie del personale da assegnare alle direzioni indicate come prioritarie, specificando che, nel caso di dipendenti in servizio presso direzioni oggetto di rafforzamento, la mobilità fosse comunque condizionata al rilascio del nulla osta del direttore generale della struttura di appartenenza;
- ad oggi solo cinque dipendenti collocati utilmente in graduatoria sono stati assegnati al Servizio, anche a causa delle forti resistenze da parte delle strutture di appartenenza dei dipendenti collocati in graduatoria;

rilevato che:
- la mancata assegnazione di risorse umane rischia di pregiudicare il buon funzionamento della struttura e non consente attualmente al Servizio della centrale di committenza di garantire il rispetto della programmazione delle procedure da espletare in qualità di soggetto aggregatore, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sopra citato (obbligatorie per le annualità 2016 - 2017), nonché accettare ulteriori deleghe sia da parte delle direzioni della stessa amministrazione centrale che da altre amministrazioni che dovessero avere la necessità di ricorrere ad un soggetto qualificato, ex articolo 38 del decreto legislativo n. 50 del 2016;
- ad oggi non è stata ancora adottata la deliberazione di Giunta regionale che indirizzi le singole direzioni generali dell'Amministrazione regionale a delegare l'attività predetta in capo al Servizio della centrale regionale di committenza;
- il processo di mobilità deve essere accompagnato da una contestuale revisione dell'organizzazione dei servizi e dei settori delle direzioni generali al fine di ripartire razionalmente le risorse umane all'interno delle singole direzioni e contrastare la cronica carenza di personale lamentata da tutte le direzioni generali (si veda a tal proposito la sproporzione rimarcata dall'Assessore nella deliberazione della Giunta regionale n. 33/8 tra dotazione organica e richieste di personale);
- l'articolo 41 della legge regionale n. 2 del 2015, rinvia al 20 giugno 2016 il termine per l'applicazione da parte degli enti locali della Sardegna della aggregazione e centralizzazione degli acquisti di beni, servizi e lavori, ricorrendo ad una delle modalità individuate dall'articolo 37, comma 4, del decreto legislativo n. 50 del 2016;

tenuto conto che:
- la realizzazione del progetto della centrale regionale di committenza rappresenta uno dei punti del programma regionale di sviluppo 2014-2019; nell'ambito della sezione 6.4. Semplificazione, ove il punto 6.4.12 dispone che, al fine di portare a regime l'esperienza del CAT si rende necessario realizzare il progetto della centrale regionale di committenza, anche mediante un rafforzamento in termini di risorse umane e finanziarie dedicate, che consenta di contenere la spesa mediante la definizione di strategie comuni di acquisto, l'aggregazione e la standardizzazione della domanda, semplificando ed accelerando nel contempo il processo di acquisto delle amministrazioni e degli enti beneficiari dell'intero territorio regionale;
- il risparmio totale del programma di razionalizzazione degli acquisti gestito dalla centrale regionale di committenza, una volta entrato a regime, è stato stimato in circa 100 milioni di euro (pari al 10 per cento della spesa complessiva per beni e servizi delle amministrazioni ed enti del territorio regionale) - deliberazione della Giunta regionale n. 33/8 con la quale si quantificavano in oltre 4 milioni di euro (circa il 21 per cento della spesa affrontata) i risparmi realizzati con le iniziative sperimentali già completate;
- la specializzazione nello svolgimento dell'attività amministrativa rappresenta un indice di qualità della stessa e consente nel tempo di diminuire anche il contenzioso in materia, con conseguente risparmio delle spese di giudizio nei casi di soccombenza;

considerato che:
- la Giunta regionale ha recentemente presentato il disegno di legge n. 321 "Istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5)";
- l'articolo 2, comma 1, lettera c) del disegno di legge dispone che l'Azienda sanitaria unica regionale, sulla base degli atti di indirizzo della Giunta regionale e dell'Assessorato competente in materia di sanità, svolge le funzioni, tra le altre, di accentramento, per quanto di competenza di tutte le aziende sanitarie della Sardegna, dei processi di aggregazione della domanda di beni e servizi e di approvvigionamento degli stessi;
- la centrale regionale di committenza ha già cominciato ad espletare le prime gare in materia sanitaria e rappresenta, al momento, l'unico soggetto in possesso delle prescritta qualificazione,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sollecitare informazioni in merito allo stato di attuazione della centrale regionale di committenza, spiegazioni in ordine al rapporto con l'istituenda Azienda sanitaria unica regionale e per conoscere quali iniziative intendano adottare per sostenere l'assegnazione del personale necessario per garantirne il funzionamento.

Cagliari, 16 giugno 2016