CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 770/A

INTERROGAZIONE TUNIS, con richiesta di risposta scritta, in relazione agli interventi da parte della Regione in merito al mancato utilizzo della lingua sarda nei media e nella scuola.

***************

Il sottoscritto,

premesso che:
- nel 1998, l'Italia ha ratificato la convenzione quadro sulla protezione delle minoranze nazionali che prevede, tra le altre cose, forme di tutela e valorizzazione delle lingue minoritarie;
- in base a tale convenzione, a cadenza triennale, una commissione all'uopo istituita dal Consiglio d'Europa, denominata "Comitato consultivo di controllo della convenzione quadro di protezione delle minoranze nazionali", verifica lo stato di attuazione di quanto ivi previsto;
- da notizie di stampa, riportate sull'Unione sarda del 24 giugno 2016, il comitato in parola, a seguito di attività ispettiva, ha verificato gravi carenze nella tutela di diverse lingue minoritarie, tra cui il sardo, che non avrebbe il dovuto spazio sia nei media che nelle istituzioni scolastiche;

rilevato che:
- in rappresentanza della Sardegna, a luglio 2015 è stato convocato a Roma, dal comitato consultivo di controllo della convenzione quadro di protezione delle minoranze nazionali, in qualità di esperto e al fine di relazionare sullo stato della minoranza linguistica sarda in rapporto alle politiche statali, il dott. Giuseppe Corongiu, responsabile dell'Associazione "Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale";
- in base all'incontro tenuto a Roma tra il rappresentate e i componenti del Comitato del Consiglio d'Europa, si è arrivati a verificare come, in Italia, la tutela delle lingue minoritarie non sia assolutamente garantita, così come previsto dalla convenzione quadro di protezione delle minoranze nazionali, entrata in vigore in Italia nel 1998;
- a seguito di tale incontro, lo stesso rappresentate del "Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale" sollecitò, attraverso una comunicazione scritta, la Regione a collaborare e farsi parte attiva anche nei confronti dello Stato, affinché si ponesse rimedio a una situazione di mancata tutela della lingua sarda, che è stata poi evidenziata anche dal comitato in parola, nella relazione trasmessa recentemente al Governo;

considerato che:
- parrebbe che l'unico attore che abbia difeso le legittime istanze delle minoranza linguistica sarda sia stato il "Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale" mentre, la Regione, nonostante l'invito fatto dalla stessa associazione, sarebbe rimasta assolutamente inerme;
- il recente giudizio, espresso dalla Comitato consultivo di controllo della convenzione quadro di protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d'Europa, denota e rende ancora più evidente la totale assenza di politiche di tutela della lingua sarda da parte della Regione, che pare non si sia neppure attivata, nonostante la richiesta scritta fatta nei confronti del Presidente Pigliaru e dell'Assessore Firinu, al fine di collaborare con l'associazione in modo da rafforzare le legittime istanze del popolo sardo che, infatti, sono state accolte dal comitato in parola,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se siano a conoscenza delle motivazioni che hanno portato il comitato consultivo di controllo della convenzione quadro di protezione delle minoranze nazionali a esprimere un giudizio negativo sulla politica di tutela delle minoranze linguistiche e, in particolare, del sardo, soprattutto nell'ambito dei media e della scuola;
2) quali azioni intendano intraprendere, nei confronti del Governo, al fine di sollecitare, così come parrebbe sia stato già da tempo richiesto anche dall'associazione "Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale", al fine di garantire quanto previsto dalla convenzione quadro di protezione delle minoranze nazionali, ratificata nel 1998 dall'Italia, per tutelare e valorizzare la lingua sarda.

Cagliari, 29 giugno 2016