CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 776/A

INTERROGAZIONE SATTA, con richiesta di risposta scritta, sulla gravissima situazione che si sta verificando in quasi tutti i paesi rivieraschi dall’inizio della stagione turistica 2016.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- in Sardegna e, in particolare, nel mio paese di origine Buddusò, esistono centinaia di aziende che praticano la vendita itinerante di prodotti tipici sardi, in particolare salumi, formaggi e pane;
- a causa del poco lavoro, piuttosto che chiedere assistenzialismo o mettersi in fila per un posto fisso, durante la stagione autunnale, invernale e primaverile, con grandissimi sacrifici varcano il Tirreno tutte le settimane esportando questi nostri prodotti sia nella penisola che in alcune nazioni europee;
- ho sempre ritenuto encomiabile tale scelta imprenditoriale che consente a centinaia di famiglie di vivere dignitosamente grazie al sacrificio di questi nostri conterranei che, anche a causa del caro traghetti, alcune volte tornano a casa ogni due settimane, rimanendo così lontani dai propri cari e dalle proprie case;
- ora, anche a ragion veduta, durante il periodo estivo data la presenza sulla nostra isola di milioni di turisti, questi commercianti svolgono la loro attività di vendita itinerante in tutte le località sarde maggiormente frequentate, riuscendo quindi in questo breve periodo a far rientro a casa la sera;
- in questi giorni apprendo, tuttavia, che in numerosissime località, i sindaci, con ordinanze più o meno valide, stanno impedendo a tali commercianti di poter lavorare e provvedono attraverso la polizia locale o, talvolta, ricorrendo alle altre forze di polizia, a farli sgomberare impedendogli di lavorare;

posto che la legge regionale n. 5 del 2006, consente il libero svolgimento dell’attività di tentata vendita itinerante a tutti coloro che siano in possesso di regolare licenza e che rispettino appieno le norme igienico sanitarie, salvo poi consentire ai comuni e agli enti di regolare in merito alle giornate, agli orari e alle modalità, ma non consente di vietare del tutto tali attività,

chiede di interrogare l’Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per riferire:
1) se sia a conoscenza della situazione descritta;
2) se sia possibile che i comuni, senza neppure un regolamento approvato dal Consiglio comunale possano con altri atti impedire il commercio ambulante itinerante su tutto il territorio di loro competenza;
3) se può, lo stesso assessorato, attraverso i suoi uffici, emanare direttive che chiariscano ai comuni le loro prerogative in materia, definendo una volta per tutte quali delimitazioni e/o divieti hanno il potere di imporre e quali no in base alla legge regionale n. 5 del 2006;
4) qualora fosse il caso, promuovere urgentemente, visto che la stagione balneare è già abbondantemente iniziata, un incontro chiarificatore e risolutore fra i rappresentanti di categoria, degli enti locali e dello stesso assessorato, affinché vengano nuovamente individuate le linee guida che consentano il regolare svolgimento dell’attività;
5) qualora ce ne fosse il bisogno, chieda agli stessi comuni, che ritengono l’operato dei commercianti ambulanti poco consono alla fruizione delle vacanze e alla quiete dei vacanzieri, di dotarsi di un regolamento che possa, come previsto dall’articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica n. 267 del 2000, fissare degli orari ed eventualmente anche dei giorni stabiliti per esercitare tale attività.
Si chiede, inoltre, agli stessi, di rimuovere eventuali atti che abbiano imposto arbitrariamente il divieto assoluto dello svolgimento di tali attività.

Cagliari, 1° luglio 2016