CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 778/A

INTERROGAZIONE LOCCI - ZEDDA Alessandra - PITTALIS - CAPPELLACCI - CARTA Giancarlo - CHERCHI Oscar - FASOLINO - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata rinegoziazione del tasso di interesse dei mutui agevolati per la prima casa di cui alla legge regionale n. 32 del 1985.

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I sottoscritti,

premesso che:
- la legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32 (Fondo per l'edilizia abitativa) prevede l'erogazione di contributi in conto interessi sui mutui per la costruzione, l'acquisto e il recupero della prima casa di abitazione;
- la legge regionale n. 32 del 1985 impegna ogni anno uno stanziamento regionale che supera i 30 milioni di euro, per l'abbattimento dei tassi di interesse dei mutui per la prima casa in misura del 30, 50 o 70 per cento;
- la rinegoziazione del tasso di interesse dei mutui permette ai cittadini un significativo risparmio mensile e alla Regione, che versa alle banche convenzionate il proprio contributo in un'unica soluzione all'inizio del piano di ammortamento, la restituzion e da parte delle stesse della quota di contributo eccedente a seguito della rinegoziazione;

rilevato che:
- l'Assessore regionale dei lavori pubblici, con la nota n. 178 del 21 gennaio 2016, ha emanato a tutti gli istituti di credito convenzionati le direttive in materia di rinegoziazione dei tassi di interesse da applicarsi ai mutui di cui alla legge regionale n. 32 del 1985, contenenti l'autorizzazione della Regione al mantenimento delle agevolazioni attraverso l'abbattimento originariamente previsto del tasso rinegoziato;
- il 20 aprile 2016, a seguito della richiesta di chiarimenti da parte di Banca Intesa, l'Assessore regionale dei lavori pubblici ha, inoltre, comunicato ai quattro istituti convenzionati (Banco di Sardegna, Banca di Sassari, Banca UNIPOL e Banca Intesa San Paolo) le linee guida in materia di rinegoziazione che prevedono, tra le altre cose, la determinazione del tasso di rinegoziazione, equiparato al tasso di riferimento vigente al momento della rinegoziazione stessa;

preso atto che:
- nonostante i chiarimenti sulla metodologia, le banche hanno continuato a rifiutare la maggior parte delle richieste di rinegoziazione o a proporre alternative comunque più onerose per i cittadini, i quali da tempo si rivolgono esasperati agli uffici dell'assessorato per chiedere chiarimenti e sostegno da parte della Regione;
- lo scorso 25 maggio, l'Assessore regionale dei lavori pubblici ha preso pubblicamente posizione in favore dei cittadini che, nonostante la normativa regionale, non ricevono risposte dalle banche alle richieste di rinegoziazione del tasso di interesse dei mutui della prima casa di abitazione;
- l'Assessore regionale dei lavori pubblici ha giudicato "inaccettabile" l'atteggiamento degli istituti di credito e ha dichiarato che la Regione si sarebbe schierata "nettamente dalla parte dei cittadini" e di "voler procedere con tutte le azioni necessarie", comunicando di avere già inviato una lettera all'ABI e alla Banca d'Italia denunciando le resistenze delle banche convenzionate;

considerato che, ancora oggi, gli istituti di credito convenzionati con la Regione si rifiutano di prendere in considerazione le richieste di rinegoziazione dei tassi di interesse da applicarsi ai mutui di cui alla legge regionale n. 32 del 1985;

ritenuto che:
- sia indispensabile e improcrastinabile permettere agli aventi diritto la rinegoziazione del tasso di interesse dei mutui, che permetterebbe ai cittadini un significativo risparmio mensile e alla Regione la restituzione da parte delle banche della quota di contributo eccedente;
- al netto delle circolari, delle parole e dei proclami dell'Assessore regionale dei lavori pubblici, niente di concreto è cambiato per i cittadini che stanno tentando da tempo di farsi riconoscere il diritto alla rinegoziazione dei tassi di interesse applicati ai mutui di cui alla legge regionale n. 32 del 1985,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dei lavori pubblici per co-noscere:
1) se siano consapevoli del fatto che nulla è cambiato per i cittadini che stanno tentando da tempo di farsi riconoscere il diritto alla rinegoziazione dei tassi di interesse applicati ai mutui di cui alla legge regionale n. 32 del 1985;
2) come possa essere giustificata tale grave e inaccettabile situazione che permetterebbe un significativo risparmio mensile agli aventi diritto e alla Regione la restituzione da parte delle banche della quota di contributo eccedente;
3) se intendano procedere in maniera più determinata a una scrupolosa verifica dell’applicazione delle direttive regionali da parte degli istituti di credito convenzionati;
4) se abbiano verificato la possibilità risolutiva di revocare le convenzioni con gli attuali istituti di credito, trovando soluzioni alternative che tutelino gli interessi della comunità sarda e il bilancio della Regione.

Cagliari, 5 luglio 2016