CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 805/A

INTERROGAZIONE COMANDINI - MELONI, con richiesta di risposta scritta, in merito all'affidamento del servizio di facchinaggio per la Regione autonoma della Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che:
- con determinazione n. 38523/2052 del 7 ottobre 2015 è stata indetta una procedura aperta informatizzata per l'affidamento del servizio di facchinaggio per la Regione autonoma della Sardegna;
- tale procedura di gara prevedeva un unico lotto in ragione della preminente esigenza di gestire in maniera unitaria e uniforme il servizio di facchinaggio;
- il criterio di aggiudicazione stabilito era quello del prezzo più basso ai sensi dell'articolo 83 del decreto legislativo n. 163 del 2006 e dell'articolo 283 del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010;
- l'affidamento provvisorio del servizio di facchinaggio prevede l'impiego di circa 26 lavoratori che prestano la loro attività lavorativa presso le sedi della Regione e che rischiano, come si apprende dagli organi di stampa, una riduzione della retribuzione tale da non garantire adeguati livelli retributivi;

viste:
- la risoluzione n. 12 della Prima Commissione permanente (Autonomia, ordinamento regionale, rapporti con lo Stato, riforma dello Stato, enti locali, organizzazione regionale degli enti e del personale, polizia locale e rurale, partecipazione popolare), approvata nella seduta del Consiglio regionale del 15 luglio 2015, e della Seconda Commissione permanente (Lavoro, cultura, formazione professionale, istruzione, beni e attività culturali, identità linguistiche, informazione), dove al punto 4 si impegna la Giunta regionale a vigilare affinché nelle fasi di predisposizione dei futuri bandi di gara vengano attentamente vagliate le possibili conseguenze e gli impatti sull'occupazione al fine di conseguire non solo la salvaguardia dei livelli occupazionali, ma altresì quella dei livelli retributivi;
- la risoluzione n. 14 della Prima Commissione permanente (Autonomia, ordinamento regionale, rapporti con lo Stato, riforma dello Stato, enti locali, organizzazione regionale degli enti e del personale, polizia locale e rurale, partecipazione popolare) e della Seconda Commissione permanente (Lavoro, cultura, formazione professionale, istruzione, beni e attività culturali, identità linguistiche, informazione), sulla necessità di effettuare un monitoraggio dei rapporti di lavoro precario presenti in Sardegna direttamente o indirettamente ricollegabili alla regione, di risolvere nell'immediato alcune situazioni urgenti e di intraprendere un percorso normativo finalizzato al superamento del precariato;

considerato che a tutt'oggi si verificano ancora situazioni dove le gare di aggiudicazione al massimo ribasso portano i lavoratori ad avere talvolta, oltre ad una modifica delle mansioni, un trattamento economico sotto la soglia di povertà;

valutata l'urgenza, al fine di non disattendere le aspettative dei lavoratori in questione,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, per sapere quali azioni siano state intraprese in relazione agli impegni delle risoluzioni succitate;

chiedono altresì al Presidente del Consiglio regionale di verificare perché la Giunta regionale abbia disatteso agli impegni indicati nelle risoluzioni.

Cagliari, 20 luglio 2016