CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 817/A

INTERROGAZIONE TOCCO - PITTALIS - CAPPELLACCI - CARTA Giancarlo - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - RANDAZZO - TUNIS - TEDDE - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, in merito all'adeguamento economico per gli addetti al facchinaggio della Regione autonoma della Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che gli addetti al servizio di facchinaggio della Regione autonoma della Sardegna percepiscono tuttora degli emolumenti non adeguati rispetto al resto del personale che opera nella pubblica amministrazione; peggio ancora, con l'affidamento del servizio si rischia un ulteriore decurtazione dello stipendio; il nuovo appalto quinquennale ha infatti già prodotto delle tensioni per gli eccessivi ribassi presentati dalle aziende e per possibili esuberi;

preso atto che con determinazione n. 38523/2052 del 7 ottobre 2015 dell'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica è stata indetta una procedura aperta informatizzata per l'affidamento del servizio di facchinaggio per la Regione autonoma della Sardegna, con il concreto pericolo che si peggiorino le condizioni dei lavoratori;

accertato che si tratta di un universo di 26 dipendenti che non si sono visti sinora riconoscere il diritto ad un adeguamento economico per il servizio svolto da anni;

rilevato che le forze sociali hanno sollecitato un'attenzione maggiore per l'applicazione del contratto di categoria e per evitare degli esuberi previsti dal capitolato d'appalto

valutato che, in data 15 luglio 2015, con la risoluzione n. 12 della Prima Commissione permanente (Autonomia, ordinamento regionale, rapporti con lo Stato, riforma dello Stato, enti locali, organizzazione regionale degli enti e del personale, polizia locale e rurale, partecipazione popolare), e della Seconda Commissione permanente (Lavoro, cultura, formazione professionale, istruzione, beni e attività culturali, identità linguistiche, informazione) al punto 4 si impegnava la Giunta regionale a vigilare affinché nelle fasi di predisposizione dei futuri bandi di gara fossero attentamente vagliate le possibili conseguenze e gli impatti sull'occupazione al fine di conseguire non solo la salvaguardia dei livelli occupazionali ma, altresì, quella dei livelli retributivi; in realtà, l'esecutivo regionale non ha ancora intrapreso le azioni efficaci per risolvere tali situazioni di criticità;

annotato che occorre dare le dovute certezze ai lavoratori e trovare le strategie utili a sanare queste situazioni di precarietà all'interno dell'ente regionali, tutelando i livelli occupazionali e retributivi;

dato atto che occorre intraprendere tutte le azioni necessarie per superare le forme di precariato o le situazioni di disagio presenti all'interno della Regione, garantendo adeguati livelli retributivi ai lavoratori;

appreso che lo stipendio dei lavoratori addetti al servizio di facchinaggio della Regione autonoma della Sardegna appare essere sotto la soglia di povertà,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica:
1) per sapere in base a quali criteri sia stata decisa la gara d'appalto, con procedura aperta in base alla determinazione n. 38523/2052 del 7 ottobre 2015, per l'assegnazione del servizio addetti al facchinaggio della Regione;
2) per valutare la possibilità di un riconoscimento economico adeguato ai lavoratori che lamentano degli stipendi sotto la soglia di povertà;
3) per verificare la possibilità di salvaguardare gli impatti occupazionali del settore senza tagli alle buste paga e ai lavoratori;
4) per analizzare la possibilità di un monitoraggio delle situazioni di precarietà e/o disagio economico presenti all'interno della Regione.

Cagliari, 2 agosto 2016