CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 825/A

INTERROGAZIONE COSSA - DEDONI - CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sulla procedura per l'affidamento dei servizi integrati di vigilanza armata, portierato e altri servizi per tutte le amministrazioni della Regione autonoma della Sardegna.

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I sottoscritti,

visti:
- la determinazione n. 4513/190 del 4 febbraio 2016 della direzione generale dell'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, con la quale è stata indetta una procedura aperta informatizzata, suddivisa in tre lotti, finalizzata alla stipula di convenzioni valevoli sull'intero territorio della regione per l'affidamento dei "servizi integrati di vigilanza armata, portierato e altri servizi", da aggiudicarsi con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa;
- il decreto legge n. 66 del 2014 (convertito nella legge 23 giugno 2014, n. 89) che all'articolo 8, comma 4, impone alle regioni di ridurre la spesa in ogni settore per acquisti di beni e servizi nella misura prevista dall'articolo 46 dello stesso decreto;

preso atto che la Regione, nel disciplinare di gara, ha inserito la cosiddetta "clausola sociale" finalizzata a "tutelare e salvaguardare i livelli occupazionali, nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa e giurisprudenza comunitaria e nazionale. A tal fine, in conformità a quanto disposto dall'articolo 69 del D.Lgs, 163/2006, in merito alle procedure di cambio d'appalto, si applicano le disposizioni previste dalla contrattazione collettiva in materia di riassorbimento del personale";

constatato che il disciplinare di gara ha inoltre previsto l'obbligo dell'impresa aggiudicataria "ad assumere gli stessi addetti che operavano alle dipendenze dell'appaltatore uscente, compatibilmente con le mutate condizioni derivanti dall'espletamento del presente appalto, del contesto sociale e di mercato in cui si inseriscono, a condizione che il loro numero e la loro qualifica siano armonizzabili con l'organizzazione d'impresa prescelta dall'imprenditore subentrante";

valutato che l'inserimento di tale clausola non garantisce il mantenimento dei livelli retribuitivi ma, al contrario, tutto lascia presumere un generale declassamento del personale;

considerato che, in data 15 luglio 2015, il Consiglio regionale ha approvato la risoluzione n. 12 che impegnava la Giunta regionale affinché "nelle fasi di predisposizione dei futuri bandi di gara vengano attentamente vagliate le possibili conseguenze e o gli impatti sull'occupazione al fine di conseguire non solo la salvaguardia dei livelli occupazionali ma altresì quella dei livelli retributivi";

evidenziato che le retribuzioni de quae sono già al limite di quanto necessario per un'esistenza appena dignitosa e che sarebbe impensabile un'ulteriore riduzione dei livelli retributivi;

sottolineato, inoltre, che il personale attualmente in servizio ha assunto impegni economici necessari a far fronte alle spese familiari (mutui, locazioni, spese per lo studio dei figli, etc.) in rapporto all'attuale retribuzione;

evidenziato che la procedura di gara non è stata ancora completata con l'assegnazione dei servizi e che, pertanto, sussistono le condizioni per una revoca del bando in vista del suo adeguamento alle indicazioni fornite dal Consiglio regionale con la risoluzione n. 12 del 2015,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;
2) quali siano i motivi per cui, nonostante la precedente approvazione di una specifica risoluzione del Consiglio regionale, si sia provveduto a indire la procedura sopra descritta per l'affidamento dei "servizi integrati di vigilanza armata, portierato e altri servizi" utilizzando criteri che hanno già dimostrato di poter determinare una netta diminuzione della retribuzione di parte del personale coinvolto, che verrebbe così a trovarsi con retribuzioni che si potrebbero definire offensive della dignità del lavoro;
3) quali provvedimenti intendano adottare con urgenza per ristabilire condizioni di maggiore equità, anche attraverso la rimodulazione del bando, in modo da prevedere una reale ed efficace garanzia del diritto del lavoratore a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa, secondo quanto previsto dalla Costituzione repubblicana.

Cagliari, 22 agosto 2016