CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 833/A

INTERROGAZIONE COSSA - DEDONI - CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sistema elettronico di rilevazione degli incendi.

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I sottoscritti,

premesso che:
- anche nel corrente anno 2016 migliaia di ettari di patrimonio boschivo della Sardegna sono andati in cenere, divorati dagli incendi che desertificano parti sempre più importanti del nostro territorio;
- la piaga degli incendi arreca un terribile danno al patrimonio naturale della Sardegna, distruggendo siti di enorme pregio ambientale e contribuendo in misura significativa all'impoverimento economico e culturale della nostra Isola;
- essa, oltre a rappresentare una minaccia per l'incolumità delle persone e delle loro proprietà, fa gravare una pesante alea sullo stesso sviluppo del turismo sardo, introducendo variabili legate alla pericolosità dei luoghi, assolutamente intollerabili nei contesti di vacanza e svago;
- il problema degli incendi in Sardegna è da sempre all'attenzione del Governo regionale e delle autorità nazionali ed europee, i quali negli ultimi vent'anni hanno dato inizio ad un programma di monitoraggio dei territorio sardo e nazionale, anche attraverso sistemi di rilevazione tecnologicamente avanzati che potessero consentire la precoce rilevazione dei focolai di incendio e addirittura la loro previsione attraverso la valutazione probabilistica del concorso delle cause predisponenti, da cui discende la possibilità di porre in essere un'adeguata e tempestiva azione di prevenzione e spegnimento;
- i sistemi di monitoraggio e rilevazione tecnologicamente avanzati, basati sull'opera delle telecamere e dell'infrarosso, sono stati negli anni progressivamente installati in Sardegna sino a garantire la copertura della maggior parte delle aree di maggior pregio naturalistico e di maggior rischio d'incendio;
- le stazioni periferiche di tale sistema sono in grado di rilevare principi di incendio a distanze sino a 20 chilometri, con copertura nell'infrarosso 24 ore su 24 e telecamere nel visibile; possono identificare con tecnologia mista il fumo di giorno, il tutto entro tre minuti dall'insorgere dell'evento e geolocalizzare sul sistema cartografico il luogo di sviluppo del focolaio;
- i sistemi di monitoraggio degli incendi, oltre ad effettuare il telerilevamento del fuoco nell'infrarosso e del fumo nel visibile, nonché la registrazione continua ad alta risoluzione 24 ore su 24 su 360° per eventuali indagini di polizia territoriale, sono in grado anche di effettuare una pianificazione di tutte le risorse terrestri ed aeree per l'ottimizzazione degli interventi, anche attraverso sistemi di simulazione e previsione del rischio di incendio, come previsto dalla legge n. 353 del 2000;

considerato che:
- risulta agli scriventi che attraverso la legge n. 38 del 1990 il Governo avesse a suo tempo stanziato una significativa somma per la prevenzione degli incendi boschivi in Sardegna, Sicilia e Liguria, e che circa 38 miliardi di lire di tale stanziamento siano stati impegnati per l'appalto e la realizzazione di sistemi elettronici di prevenzione degli incendi in Sardegna;
- tali ingenti finanziamenti statali sarebbero stati integrati da altri 9 miliardi di lire, stanziati dall'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, e da 5 miliardi di lire provenienti dal bilancio di due comunità montane per cui, alla fine del 1993, risultavano operativi in Sardegna circa 25 impianti locali di monitoraggio con 9 sale operative;
- ai circa 25 impianti già operativi nel 1993 se ne sarebbero successivamente aggiunti altrettanti per molti dei quali, allo stato attuale, non sembrerebbe neppure completato il relativo percorso di collaudo amministrativo;
- risulterebbe che dal 1993 in poi la Regione abbia sostanzialmente trascurato la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti e la loro innovazione tecnologica, al punto da indurre, nel 1999, la Corte dei conti a chiedere ragione alla Regione del sostanziale inutilizzo e deterioramento della rete di rilevamento;
- nell'anno 2000 l'Assessorato della difesa dell'ambiente avrebbe chiesto una puntuale verifica della reale capacità di rilevamento degli impianti di monitoraggio, realizzati nelle zone di Lanusei, Sette Fratelli e Neoneli, verifica che avrebbe confermato l'efficacia del sistema integrato e la sua sostanziale superiorità e maggior sensibilità rispetto al sistema basato esclusivamente sulle risorse umane;
- tale verifica avrebbe evidenziato come, nel 1999, l'85 per cento degli incendi si sarebbe sviluppato fuori dalla portata ottica dei sensori dei sistemi di monitoraggio dimostrando anche il grande effetto deterrente determinato da questi sistemi, che riducono drasticamente la frequenza degli incendi di tipo doloso come confermato anche dai dati risultanti nella campagna antincendio 2004;

evidenziato che:
- tra il 2003 e il 2004 la Regione avrebbe chiesto alla Teletron Electronics, una delle aziende realizzatrici dell'intervento, l'aggiornamento tecnologico di alcuni impianti già definitivamente collaudati, con un investimento di ulteriori 850.000 euro da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA), e che tale aggiornamento sarebbe stato interamente realizzato;
- ciò nonostante gli impianti sono stati abbandonati definitivamente dal 2005;
- secondo quanto riportato dal Piano regionale antincendio 2005-2007 (pag. 64-65), gli impianti dell'RTI (Alenia Progensar Teletron) sarebbero stati "sperimentalmente" utilizzati nel corso delle campagne di tali annualità;
- lo stesso Piano regionale antincendio 2005-2007 annuncia il completamento del sistema dello stesso RTI nel mese di luglio 2005, il suo utilizzo sperimentale nel corso della campagna 2005 ed il collaudo finale entro l'estate del 2006;
- a distanza di oltre dieci anni, le informazioni disponibili indurrebbero invece a ritenere che nessuno degli oltre 50 impianti installati sia stato ad oggi utilizzato;
- ad oggi, nessuno degli oltre 50 impianti installati risulta effettivamente funzionante per cause che vanno dalla totale assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria, all'abbandono, all'incuria e agli atti vandalici;
- nonostante il sostanziale inutilizzo del sistema, sembrerebbe che la Regione abbia continuato a pagare sino a tempi assai recenti gli onerosi canoni (circa 250.000 euro/anno) relativi alla disponibilità delle frequenze radio su cui avrebbero dovuto lavorare i sistemi di rilevazione;
- sistemi di rilevazione analoghi a quelli non utilizzati e lasciati in obsolescenza in Sardegna risultano invece funzionanti in maniera del tutto soddisfacente nella copertura antincendio di aree boschive nazionali di grande pregio, quali il Parco regionale dell'Appia Antica, il Parco regionale di Vejo, il Parco di Castelfusano, il Parco nazionale del Pollino e di vaste aree della Calabria;
- alcune delle aree boschive percorse dai disastrosi incendi delle scorse settimane in Sardegna (ad esempio le aree della zona di S. Margherita di Pula, Villagrande e del Nuorese) risultano sotto la sorveglianza di impianti di telerilevazione al momento non funzionanti;
- il ripristino del funzionamento del sistema richiede una stima accurata delle necessità economiche indispensabili al recupero della sua piena funzionalità, comprensive delle risorse necessarie al riutilizzo degli impianti vandalizzati o distrutti, agli aggiornamenti tecnologici di quelli in obsolescenza, al riadattamento logistico e tecnologico delle centrali operative;

evidenziato, altresì, che nel corso della XIII Legislatura i consiglieri del Gruppo Riformatori sardi-Liberal-democratici Vargiu, Pisano, Dedoni, Cassano, avevano presentato un'interrogazione in merito (prot. 960/A del 3 agosto 2007), alla quale non è mai stata data risposta, così come ad interrogazioni presentate sul tema da altri consiglieri regionali,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se ritengano utile un sistema di telerilevamento ai fini della prevenzione degli incendi, anche sulla base dell'esperienza registrata in altre regioni italiane;
2) se ritengano di effettuare una puntuale verifica di quanto esposto in premessa;
3) se consti alle SSLL. che la Regione abbia ottenuto 29.649,540 milioni di euro dalla Commissione europea per il cofinanziamento dei sistemi di rilevamento incendi realizzato dal RTI (Alenia Progensar Teletron) attraverso un progetto "sponda" finanziato con il Fondo europeo di sviluppo regionale misura 4.3, sulla base dei risultati positivi del telerilevamento, e quale uso è stato fatto dei fondi ottenuti, stante il fatto che per detti sistemi nulla è stato speso;
4) se nel 2006, in sede di audit di chiusura del POR 1994-1999 siano stati richiesti dall'ufficio competente dell'Unione europea gli atti relativi al collaudo finale del sistema di monitoraggio degli incendi realizzato dal RTI (Alenia Progensar Teletron);
5) se nel 2008 il comandante del CFVA abbia revocato l'incarico alla commissione che aveva collaudato il sistema del RTI suddetto e nominato una nuova commissione, che ha rigettato il collaudo del sistema (già cofinanziato dall'Unione europea);
6) se gli oltre 50 punti di rilevazione, sparsi nello zone di pregio boschivo della Sardegna, siano oggi pressoché totalmente fuori uso o comunque inutilizzati e quali ne siano le cause;
7) se sia stata effettuata una valutazione dei costi economici necessari ai fini del ripristino del funzionamento di tali impianti;
8) se sia stata effettuata una valutazione dei costi economici necessari al potenziamento degli impianti di telerilevazione, anche attraverso l'eventuale estensione della copertura del servizio e l'introduzione di nuove tecnologie, tra cui i droni e quelle che rafforzano la sinergia tra IR e Visibile;
9) quali determinazioni intendano assumere per consentire il ripristino e l'eventuale implementazione degli impianti installati al fine di garantire la salvaguardia del patrimonio boschivo sardo.

Cagliari, 5 settembre 2016