CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 835/A

INTERROGAZIONE PINNA Rossella - COMANDINI - COZZOLINO - DERIU - FORMA - LOTTO - MANCA Gavino - MELONI - PISCEDDA - SABATINI - SOLINAS Antonio - TENDAS, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione della terza classe - indirizzo socio-sanitario - dell'Istituto superiore A. Volta di Guspini.

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I sottoscritti,

premesso che:
- a pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico 2016/2017, ai genitori e agli alunni della terza classe dell'Istituto professionale A. Volta - indirizzo socio-sanitario - di Guspini, è stata data comunicazione della soppressione della stessa classe terza con la motivazione del mancato raggiungimento del numero minimo degli iscritti, previsto dalle norme in vigore;
- analogo provvedimento di soppressione è stato disposto per la classe terza del corso serale del medesimo indirizzo;

precisato che:
- la consistenza numerica degli alunni per classe è disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, per ogni scuola di diverso ordine e grado;
- per la scuola secondaria di II grado (articoli 16-17 decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009) le classi intermedie sono costituite in numero pari a quello delle classi di provenienza degli alunni, purché formate con un numero medio di alunni non inferiore a 22;
- malgrado le citate disposizioni che stabiliscono precisi parametri numerici, queste prevedono tuttavia il loro superamento attraverso specifiche deroghe, tenuto conto delle diverse e peculiari realtà scolastiche nonché di particolari contesti territoriali;

osservato che, proprio sulla base di tali deroghe, in alcune situazioni analoghe a quella evidenziata in premessa, in altri istituti si è provveduto ad autorizzare la prosecuzione del corso di studi, evitando la soppressione delle classi;

considerato che:
- la soppressione delle classi dell'Istituto A. Volta di Guspini, va irrimediabilmente a penalizzare ulteriormente un territorio già fortemente disagiato sul piano economico-sociale, che vedrebbe compromesso anche il diritto all'istruzione/formazione a causa di una diminuzione dell'offerta formativa;
- le studentesse e gli studenti di riferimento, per proseguire il corso di studi si troverebbero costretti a frequentare nella città di Oristano (ad una distanza di circa km 50) o di Cagliari (circa km 70), con tempi di percorrenza che arrivano sino a un'ora e 40 minuti e tale sacrificio, anche economico, per le famiglie, comporterebbe la rinuncia alla prosecuzione degli studi;
- il territorio di riferimento, ed in particolare la popolazione scolastica che afferisce all'Istituto, è particolarmente esposto al pericolo dell'abbandono scolastico in relazione alle percentuali già elevate di tale fenomeno;

evidenziato che:
- il testo sulla "buona scuola" (legge 13 luglio 2015, n. 107; Riforma della scuola) al comma 1 dell'articolo 1 riporta che "Per affermare il ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza e innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento, per contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, per prevenire e recuperare l'abbandono e la dispersione scolastica, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale dei diversi gradi di istruzione, per realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, per garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini, la presente legge dà piena attuazione all'autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, anche in relazione alla dotazione finanziaria";
- la soppressione di una classe, nel passaggio dalla seconda alla terza, non sembra oggettivamente rispettare né i tempi né gli stili di apprendimento, né tantomeno innalzare i livelli di istruzione e di competenza, posto che per due anni gli studenti interessati hanno vissuto e condiviso una storia educativa comune che andrà ad interrompersi bruscamente;
- il comma 2 dello stesso articolo 1 della norma citata recita: "Per i fini di cui al comma 1, le istituzioni scolastiche garantiscono la partecipazione alle decisioni degli organi collegiali e la loro organizzazione è orientata alla massima flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio scolastico, nonché all'integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, all'introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale. In tale ambito, l'istituzione scolastica effettua la programmazione triennale dell'offerta formativa per il potenziamento dei saperi e delle competenze delle studentesse e degli studenti e per l'apertura della comunità scolastica al territorio con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali.";
- riguardo alla decisione presa, non risulterebbe rispettata né la partecipazione né il previsto pieno coinvolgimento delle realtà locali;
- è pertanto evidente e giustificato il forte malcontento da parte dei genitori, delle studentesse e degli studenti, diretti interessati, anche per le evidenti ragioni di carattere organizzativo per la mancanza di preventiva e tempestiva comunicazione al riguardo;

preso atto della denuncia pubblica avanzata dal presidente del Consiglio d'istituto a riguardo e riportata anche sulla stampa regionale, nonché delle preoccupazioni avanzate dal corpo docente, dalle istituzioni locali e dall'intera comunità di riferimento,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, per conoscere:
1) se siano a conoscenza di quanto rappresentato;
2) quali siano i reali motivi che hanno determinato la soppressione delle classi indicate nelle premesse;
3) se non ritengano necessario intervenire urgentemente con opportune e adeguate azioni correttive tese a ripristinare le classi oggetto di soppressione, rimediare al grave disagio logistico ed economico e scongiurare un probabile e precoce abbandono scolastico.

Cagliari, 9 settembre 2016