CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 859/A

INTERROGAZIONE TOCCO, con richiesta di risposta scritta, sull'applicazione della normativa UNI 10200 in materia di adeguamento degli impianti termici e di produzione di acqua calda sanitaria.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- la direttiva 2012/27/UE del 25 ottobre 2012 impone agli stati membri di conseguire un obiettivo nazionale indicativo globale di risparmio energetico pari al 9 per cento entro il 2016, mediante servizi energetici e altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica;
- la direttiva impone, entro il 31 dicembre 2016, l'adozione di contatori individuali per misurare il consumo di calore e di acqua calda sanitaria per ciascuna unità immobiliare facente parte di un condominio o di un edificio polifunzionale servito da un impianto termico centralizzato o da teleriscaldamento;
- in tale contesto, la normativa UNI 10200, norma tecnica elaborata dalla commissione tecnica 803 del CTI, fornisce i criteri per la ripartizione della spesa totale di riscaldamento e acqua calda sanitaria da applicare agli edifici di tipo condominiale dotati di impianti termici centralizzati;
- l'applicazione della norma, cogente da gennaio 2017, suddividerà i consumi energetici per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria, negli impianti condominiali centralizzati, in due quote denominate "consumi volontari" e "consumi involontari";

accertato che:
- l'applicazione della norma nella parte in cui si obbligano i condomini alla determinazione dei "consumi volontari", prescrive per gli impianti esistenti e quelli di nuova costruzione, l'installazione di dispositivi di termoregolazione e di dispositivi atti alla contabilizzazione del calore in ogni singola unità immobiliare;
- l'applicazione della norma nella parte in cui si obbligano i condomini alla determinazione dei "consumi involontari" prescrive per tutti i condomini, di dotarsi di tabelle dei "millesimi di riscaldamento" per la suddivisione dei consumi dovuti a perdite di calore generate dall'impianto stesso;

constatato che:
- la puntuale applicazione della norma creerà problematiche tecniche in tutti gli impianti precedenti alla legge n. 10 del 1991, difficilmente adeguabili alle nuove prescrizioni di contabilizzazione, con costi elevati di adeguamento che si ripercuoteranno sui singoli condomini;
- gli amministratori condominiali dovranno necessariamente modificare le tabelle di ripartizione dei costi condominiali, scorporando i costi inerenti al riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, predisponendo inoltre delle nuove tabelle contenenti i "millesimi di riscaldamento", calcolate secondo le indicazioni dell'UNI 10200, originando quindi ulteriori costi che si ripercuoteranno ancora sui singoli condomini;
- le disposizioni sulla contabilizzazione calore, pur essendo già in vigore, saranno cogenti dal 1° gennaio 2017 e che i condomini non ancora adeguati saranno soggetti a sanzioni (da 500 a 2.500 euro), che scatteranno nel 2017, e alla possibilità di vedersi impugnare le deliberazioni relative alle questioni legate all'impianto di riscaldamento;

dato atto che, come detto, la novella normativa si ripercuoterà interamente sulle tasche dei cittadini, già colpiti dalla profonda crisi economica e dall'impoverimento generale delle famiglie, con aumenti vertiginosi delle spese condominiali;

rilevato che la normativa europea dispone alle singole regioni di legiferare in tal senso, applicando i principi generali della norma UNI e tenendo conto delle singole condizioni climatiche locali;

ritenuto doveroso conoscere quali siano le politiche regionali in tal senso,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, la Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria per sapere:
1) se siano al corrente delle problematiche che l'applicazione della normativa europea UNI 10200, norma tecnica dalla commissione tecnica 803 del CTI, comporterà sul territorio o meglio sulle ripercussioni economiche e legali che la stessa originerà in tutti i condomini non ancora adeguati a tale dispositivo di legge;
2) quali sono le direttive che l'Amministrazione regionale intende intraprendere in tal senso;
3) se l'Amministrazione regionale intende incentivare, anche attraverso l'elargizione di contributi economici, l'adeguamento degli impianti centralizzati privati non ancora adeguati alle nuove disposizioni normative in materia di miglioramento.

Cagliari, 29 settembre 2016