CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 866/A

INTERROGAZIONE LAI - COCCO Daniele Secondo, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento e sull'inquadramento presso l'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL) del personale di ruolo delle province assunto a tempo indeterminato.

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I sottoscritti,

premesso che:
- la legge regionale n. 9 del 2016 (Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro) delinea un nuovo assetto delle competenze a livello regionale dei servizi e delle politiche del lavoro coerente con la scelta di trasferire alla Regione l'esercizio delle funzioni in materia di lavoro finora svolte dalle province;
- l'articolo 10 della legge regionale n. 9 del 2016 istituisce l'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL), alla quale è attribuita l'erogazione dei servizi per il lavoro e la gestione delle misure di politica attiva del lavoro connesse alle funzioni e ai compiti della Regione;
- l'Agenzia è articolata in uffici territoriali denominati Centri per l'impiego nei quali confluiscono i Centri dei servizi per il lavoro (CSL), già istituiti presso le province, e i Centri servizi inserimento lavorativo (CESIL), già istituiti presso i comuni;
- l'articolo 36, comma 1, della legge regionale n. 9 del 2016 prevede che "la Regione subentra nelle funzioni e nei compiti attribuiti alle province dalla legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20 a far data dal 1° luglio 2016";
- l'articolo 11, comma 5, della legge regionale n. 9 del 2016 dispone che, in merito al trasferimento del personale CSL all'ASPAL "al personale dell'Agenzia si applicano le disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni, nonché i contratti collettivi regionali di lavoro dei dipendenti e dei dirigenti dell'Amministrazione regionale, delle agenzie e degli enti".
- l'articolo 36, comma 2, della legge regionale n. 9 del 2016 recita che "la Giunta regionale, entro il termine previsto al comma 1, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di lavoro, di concerto con l'Assessore competente in materia di enti locali e l'Assessore competente in materia di personale, delibera un piano di subentro del personale nel quale sono evidenziate:
a) le modalità di trasferimento delle funzioni;
b) il personale di cui all'articolo 37";
- l'articolo 36, comma 3, della legge regionale n. 9 del 2016 dispone che "La deliberazione di cui al comma 2 disciplina inoltre le modalità di inquadramento del personale trasferito, nonché le eventuali misure perequative";
- l'articolo 37, comma 1, della legge regionale n. 9 del 2016 recita che "È trasferito all'ASPAL il personale impiegato per lo svolgimento delle funzioni e dei compiti di cui all'articolo 6 della legge regionale n. 20 del 2005; in particolare:
a) il personale del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, già trasferito alle province;
b) il personale di ruolo delle province effettivamente impiegato, in via esclusiva, nel sistema dei servizi e delle politiche attive del lavoro";

considerato che, nella legge regionale n. 31 del 1998:
- l'articolo 37 regolamenta il passaggio di dipendenti per effetto di trasferimento di attività, al quale si applica la disciplina del trasferimento di azienda di cui all'articolo 2112 del codice civile, con l'osservanza delle procedure di informazione e di consultazione di cui all'articolo 47, commi da 1 a 4, della legge 29 dicembre 1990, n. 428 (Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla Comunità europea);
- l'articolo 38 struttura i processi di mobilità volontaria;
- in particolare l'articolo 38 bis (Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse) fa esplicito riferimento a "cessione del contratto di lavoro di dipendenti a tempo indeterminato in servizio presso le pubbliche amministrazioni che facciano domanda di trasferimento", dalla quale deriva la definizione di "una tabella di equiparazione delle categorie e i livelli retributivi previsti dai contratti collettivi regionali a quelli degli altri comparti di contrattazione collettiva delle amministrazioni pubbliche";

rilevato che:
- con deliberazione 35/2 del 14 giugno 2016, la Giunta regionale ha definito le tabella di equiparazione tra le categorie e i livelli retributivi previsti dai contratti collettivi regionali e i comparti di contrattazione collettiva delle altre amministrazioni pubbliche, ai sensi dell'articolo 38 bis, comma 4, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31;
- con deliberazione n. 38/3 del 28 giugno 2016, la Giunta regionale ha approvato il Piano di subentro di cui all'articolo 36, comma 2, della legge regionale n. 9 del 2016;

considerato che:
- l'articolo 38 bis (Passaggio diretto di personale fra amministrazioni diverse) della legge regionale n. 31 del 1998, richiamato in deliberazione, fa riferimento alla mobilità volontaria e alla cessione del contratto di lavoro da parte dell'amministrazione di provenienza e il comma 4 stabilisce che la Giunta regionale, su proposta dell'assessore competente in materia di personale, sentite le organizzazioni sindacali, può definire una tabella di equiparazione delle categorie e dei livelli retributivi previsti dai contratti collettivi regionali a quelli degli altri comparti di contrattazione collettiva delle amministrazioni pubbliche;
- in attuazione dell'articolo 38 bis, comma 5, della legge regionale n. 31 del 1998, la deliberazione della Giunta regionale n. 35/2 del 14 giugno 2016, al punto 2, stabilisce che "l'inquadramento del personale trasferito deve avvenire nella categoria corrispondente a quella posseduta presso l'Amministrazione di appartenenza secondo le corrispondenze di cui alla allegata tabella e con l'attribuzione del livello economico retributivo cui corrisponde un trattamento economico annuo fisso e continuativo pari o immediatamente inferiore a quello già percepito presso l'Amministrazione di provenienza; l'eventuale differenza retributiva tra il trattamento economico attribuito nell'Amministrazione del sistema regione e quello fisso e continuativo in godimento presso l'Amministrazione di provenienza è conservata a titolo di assegno ad personam riassorbibile mentre l'eventuale retribuzione di anzianità in godimento è conservata a titolo di assegno personale non riassorbibile";
- il riferimento all'articolo 38 bis della legge regionale n. 31 del 1998, richiamato nella deliberazione n. 35/2 del 2016, fa riferimento alla mobilità volontaria e alla cessione del contratto di lavoro da parte dell'amministrazione di provenienza, mentre nel caso specifico il trasferimento disposto dalla legge regionale n. 9 del 2016 avviene ex lege e non su base volontaria;
- il principio cardine, cui dovrebbe fare riferimento la deliberazione nel procedimento di inquadramento del personale trasferito, è il riconoscimento della progressione di carriera non solo sotto il profilo economico, ma sopratutto giuridico;
- l'attuazione di quanto disposto con la richiamata deliberazione creerebbe una forte disparità di trattamento tra il personale proveniente dalle province e quello della Regione, nonché di fatto una grave sperequazione all'interno dello stesso personale delle amministrazioni provinciali tra quelli inquadrati nella stessa categoria, ma in livelli economici diversi da quello iniziale, che di fatto si vedrebbero annullata la carriera giuridica conseguita nelle amministrazioni di provenienza e, quindi, anche l'adeguamento retributivo,

chiedono di interrogare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione e l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) se non ritengano che al procedimento di trasferimento del personale delle province in ASPAL, avvenuto ai sensi della legge n. 9 del 2016, con richiamo alla legge regionale n. 31 del 1998, articolo 37, che regola il passaggio di dipendenti per effetto di trasferimento di attività e non su base volontaria, sia applicabile l'articolo 2112 del codice civile;
2) se non ritengano che la procedura avviata per l'equiparazione tra le aree funzionali e le categorie di inquadramento del personale appartenente ai due comparti non pregiudichi le progressioni di carriera legittimamente acquisite dal personale di ruolo delle province;
3) quali iniziative intendano avviare per scongiurare il paventato azzeramento della progressione di carriera sotto i profili economico e giuridico di tale personale.

Cagliari, 5 ottobre 2016