CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 877/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, circa l'illegittimità degli atti con i quali, in violazione delle vigenti norme di legge, sono state introdotte sostanziali modifiche alla disciplina relativa alla valutazione delle prestazioni del personale dirigente e del personale di comparto delle Agenzie LAORE ed ARGEA.

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I sottoscritti,

premesso che con deliberazione n. 16/5 del 14 aprile 2015 la Giunta regionale ha adottato i criteri ed i parametri per la graduazione delle posizioni dirigenziali non apicali del sistema Regione ai sensi dell'articolo 8 bis della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31;

premesso, altresì, che con deliberazione n. 18/7 del 21 aprile 2015, la Giunta regionale ha approvato la graduazione delle posizioni dirigenziali non apicali del sistema Regione prevedendo l'attribuzione di un "valore prevalente", che può essere alto, medio o basso, ed una fascia di appartenenza dei servizi a seconda dell'importanza ad essi attribuita tenuto conto del suddetto valore prevalente;

preso atto che l'assegnazione preventiva ed "a tavolino" dei servizi ad una determinata fascia e dell'attribuzione di un determinato "valore prevalente" ad opera della deliberazione della Giunta regionale n. 18/7 del 21 aprile 2015, comporta che ai dirigenti ed al personale di comparto del sistema Regione vengono riconosciuti, a seconda dell'inserimento in un certo servizio, rispettivamente indennità di risultato e produttività in modo aprioristico che prescinde dal valore della prestazione individuale e collettiva effettivamente rilevata e valutata;

preso atto, altresì, che la legge regionale 25 novembre 2014, n. 24, introducendo l'articolo 8 bis alla legge regionale n. 31 del 1998, ha apportato una nuova disciplina della valutazione delle prestazioni del personale dirigente, ma non ha modificato la normativa relativa alla retribuzione di rendimento del personale di comparto, ragion per cui la Giunta regionale non poteva intervenire, in una materia ancora oggi espressamente rimessa al potere contrattuale delle parti, senza una preventiva modifica della stessa legge regionale n. 31 del 1998, limitandosi ad applicare le modifiche solo al personale dirigente e non anche al personale di comparto;

evidenziato che le predette deliberazioni della Giunta regionale n. 16/5 del 14 aprile 2015 e n. 18/17 del 21 aprile 2015 sono oggetto di un ricorso pendente presso il TAR Sardegna non soltanto per le gravi violazioni alla legge regionale n. 31 del 1998, ma anche in quanto prevedono che il riconoscimento della retribuzione di rendimento sia completamente slegata dai meriti personali e dalla effettiva valutazione delle prestazioni lavorative individuali, dipendendo bensì da una ripartizione dei servizi operata preventivamente dalla Giunta in fasce che possono avere un valore d'importanza alto, medio o basso;

considerato, inoltre, che con deliberazione n. 40/30 del 7 agosto 2015 la Giunta regionale aveva approvato un disegno di legge che prevedeva che, al fine di omogeneizzare il trattamento retributivo accessorio dei dirigenti del sistema Regione e favorirne la mobilità, l'Amministrazione regionale, gli enti, le agenzie, gli istituti e le aziende del comparto della contrattazione regionale avrebbero dovuto costituire un fondo unico per la retribuzione di risultato con criteri omogenei, previa abrogazione del fondo di risultato dell'ente Regione ovvero del comma 14 della legge regionale 28 dicembre 2009, n. 5;

rilevato che il disegno di legge approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 40/30 del 7 agosto 2015 non è mai stato sottoposto all'approvazione del Consiglio regionale e ad oggi costituisce una semplice proposta di legge formulata dall'Amministrazione regionale con la conseguenza che le disposizioni in essa contenute non sono in vigore e, pertanto, risultano prive di efficacia;

rilevato, altresì, che ciononostante il direttore generale dell'Agenzia LAORE ha applicato le disposizioni contenute nel predetto disegno di legge incrementando le indennità di risultato del personale dirigente dell'Agenzia LAORE al fine di uniformarle a quelle del personale dirigente della Regione, di fatto dando seguito all'applicazione di norme mai approvate dal Consiglio regionale e, pertanto, di semplici propositi;

considerato che al fine di procedere all'applicazione di disposizioni contenute in un disegno ad oggi, non divenuto legge in quanto mai approvato dal Consiglio regionale, il direttore generale dell'Agenzia LAORE con determinazione n. 98 dell'11 dicembre 2015 ha proceduto alla formalizzazione delle variazioni di bilancio necessarie all'adeguamento illegittimo delle retribuzioni di posizione relative al 2015 del personale dirigente LAORE a quello del personale dirigente della Regione, adottando un atto amministrativo privo di motivazione, ed applicando una disposizione non efficace;

considerato, altresì, che le violazioni oggetto del presente atto di sindacato ispettivo integrano l'ennesimo comportamento illegittimo da parte del direttore generale dell'Agenzia LAORE, recentemente condannato per la terza volta dal giudice del lavoro di Sassari per gravi violazioni connesse all'esercizio delle sue funzioni in danno al personale dipendente, alla Regione ed all'ente medesimo alla cui guida è stato preposto,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se sia intenzione della Giunta regionale procedere all'annullamento o alla rimodulazione delle proprie deliberazioni n. 16/5 del 14 aprile 2015 e n. 18/7 del 21 aprile 2015 con le quali sono state emanate le disposizioni per la graduazione delle posizioni dirigenziali nel sistema Regione e i criteri per l'attribuzione dei nuovi incarichi dirigenziali non apicali, oggetto, peraltro, di ricorso giurisdizionale ad oggi ancora pendente presso il TAR Sardegna;
2) quali siano le azioni che l'Amministrazione regionale intende intraprendere rispetto agli ennesimi atti illegittimi adottati dal direttore generale dell'Agenzia LAORE con i quali è stato omogeneizzato il trattamento retributivo accessorio dei dirigenti della stessa Agenzia a quello attualmente previsto per il comparto della dirigenza della Regione, sulla scorta del disegno di legge adottato con deliberazione n. 40/30 del 7 agosto 2015 della Giunta regionale mai approvato dal Consiglio regionale.

Cagliari, 14 ottobre 2016