CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 883/A

INTERROGAZIONE COSSA, con richiesta di risposta scritta, sull'imminente chiusura dello stabilimento della Vesuvius a Macchiareddu (Assemini).

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Il sottoscritto,

premesso che la Vesuvius Spa è una società multinazionale inglese che produce e commercializza materiali per l'industria siderurgica avente stabilimenti produttivi in Europa, Medio Oriente e Africa;

considerato che lo stabilimento di Assemini, nato nel 1985, conta attualmente 105 dipendenti diretti, ma le attività ed i servizi conseguenti coinvolgono circa altri 100 lavoratori;

constatato che i maggiori acquirenti sono il gruppo ILVA (attualmente commissariato dal Governo) e le acciaierie di Piombino;

valutato che lo scorso 16 settembre 2016, in un incontro al MISE, i rappresentanti dell'azienda hanno annunciato l'intenzione di chiudere entro il 31 dicembre 2016 gli stabilimenti di Assemini e di Avezzano, contraddicendo l'impegno preso precedentemente di non assumere alcuna decisione prima di presentare allo stesso Ministero un piano di riorganizzazione del gruppo;

tenuto conto che la Vesuvius ha formalizzato la procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori impiegati negli stabilimenti di Assemini e Avezzano per cessazione delle attività lo scorso 26 settembre 2016;

evidenziato che la stessa società ha rifiutato di partecipare ad un incontro presso l'Assessorato regionale dell'industria, affermando di voler dialogare solo con le istituzioni nazionali ed europee, senza alcuna considerazione per i rappresentanti diretti del popolo sardo;

appreso che sindacati e lavoratori, al termine di un'assemblea tenutasi a Macchiareddu, hanno concluso che solo il Governo nazionale può convincere la Vesuvius a fermare le procedure di chiusura degli stabilimenti;

ricordato che il Governo italiano potrebbe fare pressioni sull'azienda inglese, facendo leva anche sul suo ruolo nel commissariamento del principale cliente italiano, quale è l'ILVA di Taranto,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l'Assessore regionale dell'industria per sapere se:
1) siano a conoscenza di quanto su esposto,
2) non ritengano di dover immediatamente intervenire presso il Governo nazionale, per chiedere che vengano adottate tutte le necessarie ed opportune iniziative finalizzate ad evitare il licenziamento di circa 200 addetti;
3) non ritengano, inoltre, di dover chiedere di essere presenti a tutti gli incontri istituzionali che riguardano il futuro di 200 famiglie che rischiano di trovarsi, il prossimo 1° gennaio 2017, senza alcun reddito ed in balia della grave crisi economica che non sembra destinata a finire.

Cagliari, 19 ottobre 2016