CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 887/A

INTERROGAZIONE TRUZZU, con richiesta di risposta scritta, sulla deliberazione della Giunta regionale n. 56/31 del 18 ottobre 2016 avente ad oggetto "Programma di riqualificazione e certificazione di competenze del sistema dell'Emergenza-Urgenza della Regione Sardegna".

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Il sottoscritto,

premesso che:
- la rete dell'emergenza-urgenza costituisce per il cittadino la prima e principale risposta di soccorso sanitario nelle diverse situazioni dì emergenza e urgenza e, in considerazione della conformazione morfologica dell'Isola e delle caratteristiche della rete viaria, riveste un ruolo di fondamentale importanza soprattutto per la presa in carico delle patologie tempo-dipendenti;
- uno degli indicatori più rilevanti su cui si misurare la qualità e l'efficacia del servizio sanitario è dato proprio dalla presenza di un razionale ed efficiente sistema dell'emergenza-urgenza;
- il sistema dell'emergenza-urgenza conosce a livello nazionale e locale una fase di profonda difficoltà sul piano organizzativo e operativo, anche perché negli ultimi anni si è assistito ad un continuo e graduale incremento degli accessi ai pronto soccorso, spesso ad elevato rischio di inappropriatezza, che senza un adeguato filtro a livello territoriale ha determinato un progressivo congestionamento dell'area di emergenza-urgenza intraospedaliera;
- nel sistema dell'emergenza-urgenza isolano è in atto da diversi anni una profonda fase di riorganizzazione che ha come obiettivo finale la costruzione di una rete che presenti gli idonei requisiti strutturali, organizzativi e assistenziali;

considerato che:
- proprio al fine di garantire i minimi requisiti strutturali necessari, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, con deliberazione della Giunta regionale del 29 maggio 2012, n. 23/6, avente ad oggetto "Trasferimento alla Azienda Sanitaria n. 4 di Lanusei delle somme per le procedure di gara per l'affidamento del Servizio di Elisoccorso Regionale", aveva assegnato all'Azienda sanitaria n. 4 di Lanusei lo svolgimento delle procedure di gara per l'affidamento del servizio di elisoccorso nella Regione e la realizzazione di due elibasi, nonché trasferito, per le finalità sopracitate, la somma complessiva di euro 20.645.000, con l'obiettivo di assicurare la tempestività degli interventi in tutte le località dell'Isola e provvedere a una rapida assistenza anche nelle località isolate o difficilmente raggiungibili e di conseguenza una veloce ospedalizzazione del paziente nella struttura più idonea;
- per gli stessi motivi il Consiglio regionale ha approvato la legge regionale 17 novembre 2014, n. 23, che prevede l'istituzione dell'Azienda regionale di emergenza-urgenza (AREUS) a cui è affidato lo svolgimento dei compiti relativi all'emergenza-urgenza attualmente svolti dalle centrali 118, il servizio di elisoccorso, nonché le funzioni di coordinamento nel trasporto delle persone, degli organi e dei tessuti, di scambio e compensazione di sangue ed emocomponenti, ed assicura il coordinamento con tutte le aziende del sistema sanitario regionale e le istituzioni coinvolte al fine di garantire l'efficacia della risposta sanitaria di emergenza e urgenza tenuto conto della rete ospedaliera dell'emergenza sanitaria, dell'offerta territoriale di prestazioni d'urgenza, delle caratteristiche geomorfologiche del territorio e della rete viaria di collegamento;
- in data 18 ottobre 2016 la Giunta regionale ha approvato la deliberazione n. 56/31 avente ad oggetto "Programma di riqualificazione e certificazione di competenze del sistema dell'Emergenza-Urgenza della Regione Sardegna";

valutato che:
- ad oggi la Regione, contrariamente a quanto accade in altre regioni italiane, non ha posto in essere alcun programma, nemmeno sperimentale, che avesse come obiettivo finale la riduzione degli accessi inappropriati al pronto soccorso, e che anzi la contestuale chiusura di alcuni pronto soccorso ospedalieri ha finito per aumentare il carico di lavoro e congestionare i pronto soccorso soprattutto delle aree urbane di Cagliari, Sassari, Olbia e Oristano;
- a quattro anni dalla deliberazione che assegnava all'Azienda sanitaria n. 4 di Lanusei lo svolgimento delle procedure di gara per l'affidamento del servizio di elisoccorso nella Regione e la realizzazione di due elibasi, nulla è stato fatto e vi è il concreto rischio che le risorse economiche allora stanziate oggi non siano più disponibili;
- a due anni dall'approvazione della legge regionale n. 23 del 2014 che istituiva l'Azienda regionale di emergenza-urgenza questa risulta essere ancora una chimera, nonostante l'Assessore a più riprese abbia dichiarato la costituzione dell'AREUS come elemento portante della riforma del sistema sanitario;
- la stessa legge regionale 27 luglio 2016, n. 17, istitutiva dell'Azienda per la tutela della salute (ATS), comunemente nota come ASL unica, prevedeva, all'articolo 16, comma 21, entro il 31 dicembre 2016 la nomina del direttore generale dell'Azienda regionale dell'emergenza e urgenza della Sardegna;
- a due mesi dalla scadenza prevista dalla legge succitata l'istituzione dell'AREUS è ancora in alto mare e l'intero sistema sardo è in piena emergenza a causa dell'assenza di un adeguato servizio di elisoccorso, della mancanza di una riorganizzazione e disposizione dei mezzi di soccorso avanzato ormai insufficienti (il posizionamento dei soli 24 mezzi medicalizzati regionali risale al 1998), come emerge dagli stessi articoli di stampa che denunciano sempre più frequentemente il ridimensionamento o la chiusura del servizio 118 soprattutto nelle zone più periferiche dell'Isola per la mancanza di un ricambio generazionale dei medici dell'emergenza-urgenza (età media di altre 55 anni), nonostante ci siano nuovi medici formati per l'emergenza-urgenza attraverso la scuola di specializzazione in medicina di urgenza, dell'anzianità dei mezzi di soccorso utilizzati in alcune parti dell'Isola, mentre l'Assessore si limita ancora ad annunciare la stipula di fantasiose convenzioni con la Lombardia per lo studio di un nuovo modello di emergenza-urgenza, rifacendosi ad una regione che ha una realtà dell'emergenza-urgenza territoriale totalmente diversa dalla nostra, che negli ultimi anni ha chiuso 8 centrali operative del 118 delle 12 presenti, ha attivato 3 centrali di risposta al numero 112, ha all'attivo 5 postazioni di elisoccorso, complessivamente dispone di 300 medici formati all'emergenza territoriale, tra cui principalmente medici in possesso della specialità di anestesia rianimazione o di medicina d'urgenza, medici di pronto soccorso ed in minima parte medici di assistenza primaria, iscritti alla graduatoria regionale generale, in possesso di attestato di idoneità all'esercizio dell'attività di emergenza sanitaria territoriale (esattamente come i nostri medici del servizio 118 in Sardegna), infine medici con comprovata e specifica formazione autorizzata da AREU, compresi i medici specializzandi, nell'esercizio della libera professione intramuraria svolta per le aziende ospedaliere convenzionate con AREU per l'attività extraospedaliera;

ribadito che:
- la necessità di riordino e di superamento delle criticità del sistema dell'emergenza-urgenza così come definite nella deliberazione della Giunta regionale n. 56/31 del 2016 sono pienamente condivise e condivisibili, ma solo a seguito dell'inserimento di nuove ed ulteriori figure mediche, infermieristiche e di autisti (ormai insufficienti), per cui appaiono il frutto di un mancato esercizio di azione politica ex ante che finisce per generare una generale condizione di criticità tale da far apparire come assolutamente necessari, anche quando in realtà non lo sono, drastici interventi;
- sarebbe stato opportuno procedere alla immediata nomina del direttore generale dell'AREUS, affinché lo stesso potesse responsabilmente attivare tutte le politiche idonee alla riorganizzazione del sistema dell'emergenza-urgenza;
- la deliberazione della Giunta regionale n. 56/31 del 2016, nei fatti, espropria il futuro direttore generale dell'AREUS di importanti competenze, creando una situazione che finirà per limitarne l'autonomia organizzativa e gestionale, e appare ancora più incongruente se raffrontata con gli annunci di future convenzioni con altre regioni;

ritenuto che:
- la deliberazione n. 56/31 del 2016 non affronti compiutamente le problematiche del sistema dell'emergenza-urgenza e presenti una serie di incongruenze tra analisi del contesto, attività da porre in essere e obiettivi da raggiungere;
- la grave carenza di medici, infermieri e autisti, specializzati nell'emergenza urgenza, evidenziata come primo problema nell'allegato alla delibera, non trova alcun riscontro nelle successive attività da porre in essere se non nella formazione del personale, per il quale tuttavia non è previsto alcun percorso selettivo;
- l'unica attività necessaria per superare le criticità del sistema dell'emergenza-urgenza individuata nell'allegato citato è la formazione e riqualificazione del personale prevalentemente già operante, il quale tuttavia risulta già nei fatti tra i più formati in Italia e pertanto si potrebbe configurare uno spreco di risorse pubbliche;
- alcuni degli obiettivi o risultati che si intendono raggiungere, difficilmente possono essere garantiti da un intervento formativo, per quanto qualificato, giacché ad esempio la riduzione dell'intervallo temporale fino al trattamento definitivo di alcune condizioni patologiche tempo-dipendenti rilevanti, considerate le particolari condizioni della viabilità isolana, deriva oggi più dalla mancanza di un numero adeguato di mezzi di soccorso avanzato (mezzi medicalizzati, infermieristici ed elisoccorso) e dalla loro obsoleta ubicazione territoriale, che non dalla formazione degli operatori;
- la riduzione dell'intervallo temporale nel caso del trasporto materno e neonatale, prima che di nuovi percorsi formativi, necessità dell'emanazione delle linee guida da parte dell'Assessorato, oggi purtroppo ancora mancanti;

dato atto che, come riporta la stessa deliberazione n. 56/31 del 2016, il sistema dell'emergenza-urgenza deve essere articolato in una fase di allarme e prima risposta sul territorio e una fase di risposta ospedaliera disposta su più livelli di intervento, risulta difficilmente comprensibile la logica che ha portato all'individuazione dell'Azienda ospedaliera Brotzu quale azienda capofila, da un lato perché la stessa non è un'azienda territoriale, dall'altro perché se si fosse provveduto a istituire tempestivamente l'AREUS questa sarebbe stato il soggetto naturalmente qualificato,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per:
1) conoscere i motivi per cui non si sia provveduto a istituire rapidamente l'AREUS;
2) sapere se non ritengano opportuno revocare la deliberazione n. 56/31 del 18 ottobre 2016 in considerazione delle evidenti incongruità.

Cagliari, 24 ottobre 2016