CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 890/A

INTERROGAZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - RANDAZZO - TOCCO - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata adozione da parte della Giunta regionale della deliberazione contenente i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse del Fondo regionale per il reddito di inclusione sociale di cui alla legge regionale 2 agosto 2016, n. 18.

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I sottoscritti,

premesso che, con legge regionale 2 agosto 2016, n. 18, è stato istituito il reddito di inclusione sociale (REIS) quale misura specifica di contrasto all'esclusione sociale e alla povertà ed è stato contestualmente istituito il Fondo regionale per il reddito di inclusione sociale nel quale confluiscono le risorse necessari all'erogazione di tale reddito;

premesso, altresì, che l'articolo 14 della legge regionale n. 18 del 2016 prevede che, entro sessanta giorni dalla sua entrata in vigore, la Giunta regionale con propria deliberazione definisca le linee guida concernenti i criteri e le modalità di ripartizione degli stanziamenti, nonché l'ammontare minimo e massimo dell'erogazione del sussidio economico e altre misure necessarie all'attuazione delle legge;

rilevato che, a oggi, a più di sessanta giorni dalla scadenza del termine previsto dall'articolo 14 della legge regionale n. 18 del 2016, la Giunta regionale non ha ancora provveduto ad adottare la deliberazione, rendendo impossibile l'attuazione delle misure relative al reddito d'inclusione sociale e il perseguimento delle finalità prefissate dal legislatore regionale;

rilevato, altresì, che le risorse stanziate al fondo per il 2016 ammontano a poco più di 33.000.000 di euro e che non sarà possibile assegnarle se prima della fine del corrente anno, alla quale mancano appena due mesi, la Giunta regionale non procederà all'emanazione della deliberazione attuativa col risultato che i sardi che ne avrebbero diritto dovranno rinunciare per il 2016 a una fondamentale forma di sostentamento;

osservato che la legge regionale che introduce in Sardegna il reddito d'inclusione sociale è stata proposta e approvata per garantire il "diritto fondamentale della persona umana a risorse e prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana" sulla scorta di un quadro giudicato dal legislatore regionale "grave e allarmante" in una regione nella quale "esistono 147 mila famiglie in stato di povertà, oltre il 20 per cento di quelle residenti nell'isola, cioè più di 400 mila individui" mentre "la media nazionale si attesta al 17,7 per cento";

osservato, altresì, che, con l'approvazione della legge regionale n. 18 del 2016, l'Amministrazione regionale ha ribadito che "La grande sfida per il futuro è di abbattere la povertà e le forme di precariato che stanno disgregando e annientando la società sarda e creare condizioni di sussistenza di base per il diritto alla felicità di tutti/e".

dato atto delle aspettative e delle speranze ingenerate nell'opinione pubblica e presso numerose famiglie sarde dalla notizia che ha avuto ampia diffusione mediatica dell'erogazione di un reddito di cittadinanza;

dato atto, altresì, dell'elevato numero di sardi e della gravità della situazione nella quale versa il 20 per cento della popolazione sarda per stessa ammissione degli estensori e promotori della legge che introduce in Sardegna il reddito d'inclusione sociale,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) le ragione del ritardo nell'adozione della deliberazione della Giunta Regionale con la quale, ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale n. 18 del 2016, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore di tale legge si sarebbero dovute definire le linee guida concernente i criteri e le modalità di ripartizione degli stanziamenti nonché l'ammontare minimo e massimo dell'erogazione del sussidio economico e altre misure necessarie all'attuazione delle legge;
2) quali siano le iniziative che l'Amministrazione regionale intenda intraprendere al fine di scongiurare che i principi e le finalità che, con la legge che introduce in Sardegna il reddito d'inclusione sociale, si riducano a mere enunciazioni d'intenti, a fronte di una situazione che per stessa ammissione degli estensori e promotori della legge è grave e allarmante.

Cagliari, 2 novembre 2016