CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 894/A

INTERROGAZIONE RUBIU, con richiesta di risposta scritta, in merito agli slacci di Abbanoa Spa.

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Il sottoscritto,

premesso che Abbanoa Spa:
- è il gestore unico del Servizio idrico integrato a seguito dell'affidamento "in house providing" avvenuto con deliberazione n. 25/2004 dell'assemblea dell'Autorità d'ambito, oggi Ente di governo dell'ambito della Sardegna per effetto della legge regionale di riforma del settore (legge regionale 4 febbraio 2015, n. 4, e successive modifiche ed integrazioni);
- nata il 22 dicembre 2005 dalla trasformazione di Sidris Scarl, a seguito della fusione delle società consorziate, è interamente partecipata da enti pubblici e attualmente è costituita da 342 comuni soci e dal socio Regione Sardegna;

accertato che la società in argomento ha previsto la procedura di sospensione della fornitura - ovvero il cosiddetto slaccio - disciplinata dall'articolo B21 (morosità e altri casi) del regolamento del Servizio idrico integrato;

evidenziato che con deliberazione n. 34 del commissario straordinario, con le ultime modifiche del 21 ottobre 2014, si sono apportate delle modifiche al regolamento del Servizio idrico integrato (approvato con deliberazione assessoriale n. 2 del 10 gennaio 2007), in cui si disciplinano i casi di morosità e sospensione della fornitura idrica;

rilevato che il gestore ha facoltà di procedere alla sospensione della fornitura nei seguenti casi:
a) ritardato pagamento di quanto dovuto;
b) manomissione di sigilli o compimento di qualunque altra operazione diretta a rendere irregolare il funzionamento del contatore;
c) danneggiamento volontario di altre apparecchiature o impianti di proprietà del gestore;
d) uso della somministrazione diverso da quello stabilito nel contratto di sommi¬nistrazione;
e) rivendita della risorsa idrica senza autorizzazione;
f) rifiuto o impossibilità all'accesso degli incaricati del gestore per la lettura dei contatori e la verifica degli impianti;
g) difformità degli impianti interni dalle prescrizioni contenute nel presente regolamento;
h) difformità dell'allaccio al presente regolamento;
i) decesso o separazione legale dell'utente o altra ipotesi di successione nel contratto, di cui il gestore sia venuto a conoscenza senza che sia pervenuta formale richiesta di successione nel contratto di cui all'articolo B18;
j) subentro di fatto non regolarizzato;

valutato che il gestore possa notificare all'utente a mezzo raccomandata AR, ovvero (se richiesto dall'utente) per posta elettronica certificata "pec" o altro mezzo equipollente, preavviso di sospensione evidenziando che, perdurando l'inadempienza, dopo 20 giorni si procederà alla sospensione della fornitura. Perdurando ulteriormente l'inadempienza, almeno 10 giorni prima dell'effettiva sospensione della fornitura, il gestore notificherà all'utente a mezzo raccomandata AR, posta elettronica certificata "pec" o altro mezzo equipollente il preavviso di distacco immediato;

annotato che l'invio della seconda notifica non è dovuto per quelle posizioni morose con esito di prima notifica dalle quali si evinca l'impossibilità di recapito all'utente;

dato atto che, nonostante queste procedure cautelative in favore degli utenti, l'ente gestore ha provveduto in diversi casi allo slaccio coattivo delle utenze, senza alcun procedimento di preavviso ai proprietari e/o mancando le giuste procedure di difesa dei proprietari;

appreso che, ad esempio, è stata attivata la procedura di slaccio selvaggio ai danni di una onlus che gestisce un centro di accoglienza sito a Carbonia; una struttura di grande rilevanza sociale ed educativa, che ospita al suo interno oltre trenta persone, da donne in difficoltà a sofferenti psichiatrici sino a soggetti da reintegrare; non appare dunque un complesso che possa essere oggetto di sanzioni moratorie e, peggio ancora, di sospensione coattiva dell'utenza idrica;

constatato che, in tale suddetto caso, Abbanoa ha raggiunto il culmine della schizofrenia regola¬mentare, venendo meno alla tutela delle fasce deboli ed alla garanzia di un servizio indispensabile;

osservato che peraltro, in nessuna parte della convenzione AATO si legge un'autorizzazione per Abbanoa a procedere alla sospensione del servizio di erogazione dell'acqua nei confronti degli utenti morosi; si prevede solamente, infatti, il recupero coattivo dei crediti attraverso ordinarie procedure di riscossione. Questo servizio essenziale è stato affidato ad Abbanoa dall'Autorità d'ambito territoriale ottimale della Sardegna (AATO) in virtù di una convenzione stipulata ai sensi dell'articolo 151 del decreto legislativo n. 152 del 2006; in virtù di quanto succitato il Servizio idrico integrato è da considerarsi ad ogni effetto servizio pubblico e costituisce attività di pubblico interesse sottoposto quindi alla normativa in vigore e, pertanto, per nessuna ragione potrà essere sospeso o abbandonato, salvo cause di forza maggiore, da regolamentarsi comunque, per quanto compatibili, con le disposizioni attinenti i servizi pubblici essenziali;

sottolineato che il regolamento appare richiamato soltanto per quanto concerne gli obblighi di Abbanoa verso l'Autorità d'ambito; mentre per quanto riguarda i rapporti tra Abbanoa e gli utenti, appare chiara la volontà espressa in convenzione di perseguire i morosi unicamente con il recupero crediti, non certo con la sospensione della fornitura;

rimarcato che la procedura di slaccio selvaggio appare quindi del tutto illegittima ed abusiva, so¬prattutto ai danni di una struttura che al suo interno accoglie soggetti deboli;

riscontrato che la onlus in argomento ha presentato ricorso al Tribunale ordinario di Cagliari contro la procedura di slaccio coattivo, con il fine di ottenere il ripristino immediato dell'utenza;

preso atto che il Tribunale di Cagliari, nel giro di un giorno, ha provveduto a emettere la sentenza per riattivare l'erogazione dell'energia idrica a servizio dell'utenza, con un'ordinanza che di fatto ridicolizza Abbanoa Spa e rende illegittimo lo slaccio selvaggio; si tratta dell'ennesimo schiaffo nei confronti della società che gestisce il servizio idrico;

rimarcato che ora si dovrebbe procedere al pagamento delle spese legali nei confronti della onlus in questione; sarebbe dunque necessario un maggiore monitoraggio delle situazioni contingenti prima di procedere agli slacci coattivi delle utenze idriche,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per:
1) sapere in base a quali criteri e/o parametri si è deciso di procedere allo slaccio selvaggio nei confronti della onlus di Carbonia, che gestisce una struttura socio-assistenziale, lasciando quindi le persone disagiate prive di un servizio essenziale come quello idrico;
2) valutare la possibilità di un maggiore monitoraggio sugli slacci coattivi, onde evitare contenziosi e spese legali a carico della Regione;
3) verificare se tali procedure seguite da Abbanoa non rasentano la lite temeraria nei confronti degli utenti, che non vengono messi in grado di avere un loro diritto;
4) pretendere una maggiore attenzione prima di procedere allo slaccio coattivo - e dunque a possibili abusi - nei confronti di strutture pubbliche e/o socio assistenziali, visto il diritto primario del servizio pubblico gestito da Abbanoa.

Cagliari, 4 novembre 2016