CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 920/A

INTERROGAZIONE DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla disorganizzazione dei servizi forniti dall'Asl n. 7 e sulla conseguente violazione del diritto alla salute.

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Il sottoscritto,

premesso che la Giunta regionale, con la deliberazione n. 6/15 del 2 febbraio 2016, ha approvato la proposta di ridefinizione della rete ospedaliera regionale, che va ben oltre la pur complessa distribuzione di letti e specialità nelle diverse aree della Sardegna e si configura come una sorta di piano sanitario regionale;

valutato che il documento è caratterizzato da una incompletezza funzionale che ne mina le basi in misura rilevante, in quanto lascia irrisolto il problema dell'integrazione del percorso diagnostico terapeutico con quello socio-assistenziale successivo o almeno ne delinea le basi teoriche, ma senza spiegare né prevedere come questa dovrà realizzarsi nella pratica di tutti i giorni;

constatato che la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale è un documento ricco di contenuti, ma fortemente carente dei dati essenziali per poter correttamente valutare gli obiettivi e i risultati che intenderebbe ottenere;

ravvisato che il provvedimento, al di là delle dichiarazioni di principio, appare confuso e capace di creare disparità di opportunità e di trattamento tra i cittadini, più di quanto già determinino le peculiarità geografiche e demografiche dell'isola;

considerato che, in data 6 giugno 2016, il Comitato "Uniti per la salute del Sulcis-Iglesiente" ha fatto pervenire al Presidente del Consiglio regionale e a tutti i capigruppo una nota, nella quale ricordava che "il più importante dei diritti soggettivi è il diritto alla salute, uno dei diritti inviolabili riconosciuti e garantiti dall'articolo 2 della Costituzione. Tale diritto non può essere violato attraverso atti, comportamenti od omissioni";

tenuto conto che il ricovero ospedaliero, sia per interventi chirurgici, sia per esami diagnostici, rappresenta una fase particolarmente delicata della vita di una persona, ma la conoscenza del percorso che l'attende e la consapevolezza dei diritti possono però fortemente attenuare disagio e debolezza;

sottolineato che il percorso di conoscenza e consapevolezza è per i cittadini di Iglesias e dell'intero Sulcis-Iglesiente fortemente ostacolato da una gestione estremamente confusa dell'Asl n. 7;

verificato che, in data 20 aprile 2016, con nota indirizzata al commissario straordinario dell'Asl n. 7 di Carbonia, il direttore di servizio dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ha chiarito che l'avvenuto trasferimento del reparto di Medicina interna e il trasferimento della sede del pronto soccorso presso il presidio CTO si configurano come interventi di adattamento, diversa utilizzazione, ampliamento, trasformazione o trasferimento in altra sede delle strutture esistenti, per i quali la normativa regionale vigente prevede che i rappresentati legali delle strutture sanitarie e sociosanitarie interessate, siano esse pubbliche o private, adempiano alle procedure previste per il rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione, al funzionamento e/o all'accreditamento istituzionale, a seconda dei casi;

evidenziato che lo stesso direttore del servizio ha sottolineato che nessuna attività sanitaria può in alcun modo essere intrapresa in assenza di formale autorizzazione, ottenuta secondo le modalità e procedure previste dalla legge regionale n. 10 del 2016 e correlata normativa regionale vigente, e ha chiesto la presentazione delle richieste autorizzative, una per ogni trasferimento effettuato senza autorizzazione, secondo le note procedure di legge;

appreso che l'andamento della spesa dell'azienda sanitaria di Carbonia risulta aumentata, nonostante la chiusura dell'ospedale S. Barbara di Iglesias, il ridimensionamento del CTO di Iglesias e di molti reparti e servizi;

considerati inoltre i numerosi disservizi, dall'assistenza domiciliare alle lunghe liste d'attesa e all'assenza di qualsiasi strategia territoriale,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se non ritengano di dover immediatamente verificare gli effetti reali dell'attuale organizzazione sanitaria al fine di non far degenerare un sistema sanitario peraltro già sofferente, sotto l'aspetto dell'offerta di prestazioni precise e puntuali agli utenti;
2) se non ritengano che il governo regionale e, in particolare, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, debba adottare provvedimenti per porre rimedio ai gravi disservizi causati dal comportamento del commissario straordinario dell'As1 n. 7 di Carbonia;
3) se non ritengano, infine, di dover valutare l'attuale gestione sanitaria sempre più distratta verso le necessità degli utenti e sempre più deficitaria nella gestione dell'ordinaria e straordinaria amministrazione.

Cagliari, 25 novembre 2016