CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 933/A

INTERROGAZIONE MORICONI, con richiesta di risposta scritta, sulle politiche dell'accoglienza e sulla necessità di contrastare i flussi d'immigrazione clandestina dalle coste algerine verso l'Isola.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- dopo un periodo di relativo calo i flussi di migrazione clandestina in Sardegna sono tornati ai livelli record degli anni 2006-2008 (189 arrivi nel 2006, 1.500 nel 2007, 766 nel 2008) e che tali flussi provengono dalla rotta marittima che da Annaba, in Algeria, porta alle coste del Sulcis;
- insieme ai flussi di profughi che sfuggono da zone devastate dalla guerra o per sottrarsi alle misure inumane di governi non democratici si infiltrano molti giovani immigrati che, senza visto, abbandonano il loro paese d'origine, l'Algeria, in clandestinità;
- tali giovani clandestini, in quanto privi di ogni mezzo di sostentamento e del possesso dei requisiti per il riconoscimento della condizione di profugo o di immigrato economico, tentano di procurarsi in modo illecito il denaro necessario per spostarsi verso mete più ambite in Europa o finiscono per essere reclutati come mano d'opera dalla criminalità locale;
- a conferma di quanto paventato, nel capoluogo regionale i più recenti fatti di cronaca su scippi, rapine e altri reati contro il patrimonio, riportati con ampio risalto dai media locali e nazionali, hanno visto protagonisti giovani immigrati di nazionalità algerina arrestati dalle forze di polizia;

ricordato che tra Italia e Algeria sono intervenuti nel tempo diversi accordi di cooperazione in materia di:
1) lotta al terrorismo, criminalità organizzata, traffico di stupefacenti e all'immigrazione illegale, firmato ad Algeri il 22 novembre 1999 ed entrato in vigore il 28 gennaio 2008;
2) circolazione delle persone, firmato il 24 febbraio 2000 ed entrato in vigore il 18 ottobre 2006;
3) cooperazione nel settore della ricerca e soccorso in mare, firmato ad Algeri il 14 novembre 2012;

evidenziato, in particolare, che nel luglio del 2009 è intervenuto un accordo tra Italia e Algeria, siglato dall'allora capo della Polizia italiana, Antonio Manganelli con il capo della Polizia algerina Ali Tounsi, per rafforzare le strategie di contrasto all'immigrazione clandestina e facilitare lo scambio di informazioni ed esperienze e per attivare processi di formazione reciproca tra le polizie italiana e algerina al fine di costruire un equilibrio tra politica di accoglienza, integrazione e nel contempo osservare il massimo rigore nei confronti dell'immigrazione clandestina di cui sono provati i frequenti collegamenti con la criminalità organizzata;

atteso che il preoccupante incremento dei reati collegati alla presenza di immigrati irregolari costituisce un serio pericolo per l'incolumità dei cittadini e determina una ricaduta negativa sull'immagine turistica e sulla percezione di sicurezza della città capoluogo e dell'intera Isola, con pesanti ripercussioni economiche che vanno ad acuire gli effetti del perdurare della crisi in atto in Sardegna da diversi anni;

rimarcato che la Sardegna, terra di accoglienza e di solidarietà, ben lungi dal sottrarsi al sacro dovere di dare adeguata ospitalità e rifugio ai tanti profughi in cerca di condizioni di vita e sicurezza accettabili e di favorire ogni possibile e utile processo di integrazione culturale, sociale ed economica degli stessi, deve essere posta nelle condizioni di svolgere questo ruolo senza ricadute negativa di carattere economico e per la pace e la civile convivenza di cittadini e immigrati,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere se non ritenga opportuno di richiedere al Governo nazionale di intervenire per sensibilizzare il Governo dell'Algeria al fine di rafforzare l'azione di contrasto all'emigrazione clandestina e della tratta di esseri umani con il potenziamento degli attuali strumenti di collaborazione bilaterale tra gli organi preposti al controllo del fenomeno e alla repressione dei reati dei due paesi.

Cagliari, 13 dicembre 2016