CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 950/A

INTERROGAZIONE LAI - COCCO Daniele Secondo - PIZZUTO, con richiesta di risposta scritta, sulla condizione di dipendenti e servizi nel territorio della ex Provincia di Cagliari non aderente alla città metropolitana.

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I sottoscritti,

premesso che:
- a seguito della legge regionale n. 2 del 2016 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna) conosciuta meglio come "Riforma degli enti locali", sono stati ridisegnati gli ambiti e le competenze degli enti locali in Sardegna, con l'istituzione della città metropolitana;
- la stessa legge prevede che "Fino al loro definitivo superamento, il territorio della Sardegna ad eccezione di quello della città metropolitana di Cagliari, è suddiviso nelle province riconosciute dallo statuto e dalla legge statale";

considerato che:
- la legge costituzionale "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione" prevedeva all'articolo 114 l'abolizione delle province;
- tale legge costituzionale è stata bocciata dal referendum del 4 dicembre 2016, con un'alta percentuale di NO alla riforma che in Sardegna ha raggiunto il 72,22 per cento;

rimarcato che, sulla base di tali premesse, allo stato attuale nella nostra Regione si registra una situazione di stallo e di indefinitezza di ruoli e competenze delle diverse istituzioni che ha portato a condizioni tali che i dipendenti storici dei comuni della ex Provincia di Cagliari non aderenti alla città metropolitana sono impossibilitati a svolgere le mansioni a cui sono deputati;

considerato che:
- tale situazione ha comportato un ridimensionamento dei servizi erogati anche dalle province storiche, che in assenza di chiarezza e definitezza delle loro competenze hanno effettuato dei tagli sopprimendo diverse prestazioni precedentemente fornite;
- ciò ha comportato il fatto che ancora non si sa chi deve svolgere, e a quale titolo, i servizi precedentemente erogati dalla Provincia di Cagliari;
- tale condizione ha avuto delle conseguenze paradossali in alcune sedi periferiche (Escalaplano, Muravera) dove agli operatori sono state sottratte anche le autovetture per poter svolgere le loro mansioni,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere:
1) se siano a conoscenza della situazione di disagio degli operatori venutasi a creare soprattutto in alcune sedi periferiche escluse dalla città metropolitana;
2) se siano a conoscenza della riduzione di alcuni servizi fondamentali in capo alle province fino alla riforma degli enti locali (legge regionale n. 2 del 2016);
3) quali garanzie intendano dare agli impiegati, portatori di esperienza e professionalità, che loro malgrado sono coinvolti da tale indefinitezza di competenze e funzioni;
4) che azioni intendano intraprendere per permettere il regolare svolgimento di funzioni e servizi in modo omogeneo in tutto il territorio regionale;
5) se sulla base di tali inefficienze e disparità territoriali, oltre che su quella del risultato del referendum in Sardegna, non ritengano opportuno rivedere la "Riforma degli enti locali".

Cagliari, 3 gennaio 2017