CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 1006/A

INTERROGAZIONE COSSA - DEDONI - CRISPONI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della fisica medica in Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che:
- tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private che utilizzano apparecchiature per diagnosi e terapia che emettono radiazioni ionizzanti o che utilizzato farmaci radioattivi, devono avvalersi della figura del fisico medico ai sensi del decreto legislativo n. 187 del 2000;
- l'obiettivo di tale normativa è quello di garantire la massima qualità diagnostica e terapeutica con la più bassa dose da radiazioni ionizzanti al paziente in base al principio di ottimizzazione fissato dallo stesso decreto legislativo;
- spesso il fisico medico svolge anche il compito di esperto qualificato, responsabile della protezione dei lavoratori e della popolazione dalle radiazioni ionizzanti, sulla base del decreto legislativo n. 230 del 1995 e successive modifiche e integrazioni;
- attualmente in Sardegna nelle strutture pubbliche risultano circa 20 fisici medici dipendenti, concentrati in quattro sedi: l'Azienda ospedaliera Brotzu, l'ex ASL n. 8 di Cagliari, il Policlinico universitario di Sassari, l'ospedale San Francesco di Nuoro;
- le altre strutture pubbliche isolane si avvalgono della consulenza esterna di fisici medici sulla base di contratti professionali o in regime di convenzione con altre strutture pubbliche;
- il fatto che le aziende sanitarie pubbliche non abbiano nel proprio organico i fisici medici non è dovuto alla carenza di fisici dotati della specializzazione, giacché a oggi in Sardegna risultano 15 fisici medici non integrati nelle strutture ospedaliere regionali, a fronte di un fabbisogno, stimato nel 2014 dall'Associazione italiana fisica medica (AIFM) sulla base di protocolli internazionali, pari a circa 50 figure professionali, cosicché risulterebbero necessari ulteriori circa 30 posti di fisico medico;
- dal punto di vista strettamente economico è senz'altro più vantaggiosa la disponibilità di un fisico medico in organico rispetto all'incarico a un professionista esterno o a una convenzione con una struttura di fisica medica di un'altra azienda pubblica (basti vedere le deliberazioni n. 347 del 13 giugno 2016 dell'ASL di Oristano e la n. 943 del 23 luglio 2015 ASL di Nuoro);
- la legge prevede che il fisico medico debba essere "presente" in un reparto di radioterapia, mentre deve essere "disponibile" in un reparto di medicina nucleare, cosicché una struttura di fisica sanitaria con fisici medici strutturati esiste dove ci sono centri di radioterapia (Businco di Cagliari, San Francesco di Nuoro, SS. Annunziata di Sassari), mentre ci si avvale della "disponibilità" di fisici medici non strutturati dove ci sono reparti di medicina nucleare;
- un fisico medico che lavora (nel caso di fisici ospedalieri in convenzione) o abita (nel caso di professionisti) a 100 km o in alcuni casi a 200 km di distanza dalla struttura di medicina nucleare in cui deve operare, solo sulla carta può essere ritenuto effettivamente "disponibile";
- la Regione, unica tra le regioni italiane, ha finanziato a partire dal 2009 la scuola di specializzazione in fisica medica, erogando le borse di studio per tutti gli specializzandi che ne avevano diritto, per una cifra complessiva di oltre 500.000 euro per la sola scuola di fisica medica;
- l'obiettivo evidente di questa scelta era quello di promuovere la formazione di fisici medici, figure fino a quel momento carenti sul territorio;
- non ha dunque alcuna razionalità, dopo aver investito tante risorse, abbandonare quella strada e consentire il fiorire di convenzioni fra strutture e di contratti con professionisti, che non fanno che aumentare il carico di lavoro dei pochi fisici medici strutturati, oltre alle spese per la sanità pubblica e, nel contempo, diminuire la sicurezza per i pazienti;
- la figura del fisico medico è prevista dalla legge per assicurare ai pazienti il massimo beneficio diagnostico e terapeutico accompagnato dal minimo rischio nell'uso di sorgenti di radiazioni, in linea con il richiamato principio di ottimizzazione;
- con il recepimento della nuova direttiva in materia di protezione dalle radiazioni ionizzanti, la direttiva EURATOM 2013/59, l'informazione relativa all'esposizione faccia parte del referto della procedura medico-radiologica e il valore corretto della dose di radiazioni assorbita dal paziente deve essere valutata dal fisico medico che ha le conoscenze scientifiche e la formazione in materia di dosimetria delle radiazioni,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) quali intendimenti abbiano in ordine al problema della fisica medica nel territorio della Sardegna, in un'ottica di maggiore valenza strategica per l'efficacia delle risorse investite e di maggior risparmio di soldi pubblici;
3) se non ritengano di dare opportune direttive alle strutture sanitarie in ordine all'utilizzazione, anche con contratti a tempo determinato e/o part time, di specialisti in fisica medica, che garantirebbero in ogni caso una presenza effettiva e disponibile per le concrete necessità giornaliere e nel contempo comporterebbe una riduzione di costo da parte delle aziende sanitarie e darebbe allo specialista in fisica medica la possibilità di mantenere un buon livello di formazione e una prospettiva di impiego definitivo.

Cagliari, 20 febbraio 2017