CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 1008/A

INTERROGAZIONE MORICONI - COZZOLINO - DERIU - FORMA - MELONI - PISCEDDA - SOLINAS Antonio, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'approvazione degli indirizzi della Giunta regionale per l'adozione degli atti aziendali delle aziende sanitarie, ospedaliere e ospedaliero-universitarie della Sardegna.

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I sottoscritti,

visti:
- l'articolo 3, comma 1 bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, sul "riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421" con cui è stabilito che l'organizzazione e il funzionamento delle aziende sanitarie sono disciplinati con atto aziendale di diritto privato, nel rispetto dei principi e criteri previsti da disposizioni regionali;
- l'articolo 9 della legge regionale n. 10 del 28 luglio 2006 con cui, nell'ambito del più ampio processo di riordino del servizio sanitario della Sardegna, contenuto nell'articolato della stessa legge, sono state recepite le previsioni racchiuse nell'articolo 3, comma 1 bis, del decreto legislativo n. 502 del 1992;
- la deliberazione n. 28/17 del 17 luglio 2014 con cui la Giunta regionale, nell'esercizio delle funzioni di coordinamento e nelle more della definizione delle linee guida di cui all'articolo 7 della legge regionale n. 21 del 2012, i cui termini, con deliberazione della Giunta regionale n. 3/16 del 22 gennaio 2013, sono stati subordinati all'acquisizione da parte della Conferenza Stato-Regioni del regolamento di "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", ha sospeso l'efficacia degli atti aziendali di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere e delle aziende ospedaliero-universitarie adottati in esecuzione della deliberazione della Giunta regionale n. 43/12 del 31 ottobre 2012;
- l'articolo 9 della legge regionale n. 23 del 17 novembre 2014 con cui, nell'ambito dell'avvio del processo di riforma degli assetti istituzionali e organizzativi del sistema sanitario regionale, è stato stabilito di provvedere al commissariamento straordinario delle aziende sanitarie e ospedaliere e delle aziende ospedaliero-universitarie;
- la deliberazione n 1/14 del 13 gennaio 2015, concernente la definizione degli obiettivi di mandato dei commissari straordinari ai sensi della legge regionale n. 23 del 2014, in cui sono stati confermati i termini sospensivi dell'efficacia degli atti aziendali di cui alla deliberazione n. 28/17 del 2014;
- la legge regionale 27 luglio 2016, n. 17, in cui, così come previsto dalla normativa vigente, sono state recepite le disposizioni di cui all'articolo 9 della legge regionale 28 luglio 2006, n. 10, che subordinano, ovviamente, anche l'organizzazione e il funzionamento dell'ATS alle disposizioni del proprio atto aziendale, esattamente così come stabilito per le aziende ospedaliere e ospedaliero-universitarie;

considerato che:
- l'atteso regolamento recante "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", in assenza del quale la Giunta regionale non ha potuto definire gli indirizzi per l'adozione dei nuovi atti aziendali e ha ritenuto di dover sospendere quelli approvati precedentemente, è stato finalmente acquisito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano già nella seduta del 5 agosto 2014, per poi essere adottato col decreto ministeriale n. 70 del 2 aprile 2015 dal Ministro della salute di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;
- le aziende sanitarie della Sardegna, nelle more dell'approvazione degli indirizzi della Giunta regionale per l'adozione dei rispettivi atti aziendali, dopo avere operato in piena emergenza nella fase di avvio del processo di riforma attuato ai sensi della legge regionale n. 23 del 2014, si ritrovano, oggi, la più grave e onerosa responsabilità delle decisioni da assumere ai fini dell'attuazione della legge regionale n. 17 del 2016, con effetti che lasceranno inevitabilmente il segno nella qualità del servizio sanitario e socio-sanitario regionale per i prossimi decenni;
- le condizioni di particolare e oggettiva difficoltà in cui l'intero sistema sanitario e socio-sanitario regionale si ritrovano a operare, complicato ulteriormente dall'accresciuto disavanzo per fronteggiare il quale la Giunta regionale ha approvato con deliberazione n. 63/24 del 15 dicembre 2015 il Piano di rientro regionale al fine di garantire la sostenibilità del servizio stesso;
- uno dei principi generali su cui si fonda l'azione riformatrice avviata con legge regionale n. 23 del 2014 e proseguita con la legge regionale n. 17 del 2016 riguarda proprio la riduzione del disavanzo della spesa sanitaria che sta stritolando l'intero bilancio regionale;

valutata l'importanza del fattore tempo, in un contesto nel quale all'urgenza attuativa dei processi di riforma avviati con tali leggi regionali si aggiunge l'enorme peso di un disavanzo che pare non accenni a diminuire e che condiziona sempre più qualsiasi altro settore delle politiche regionali;

ritenuta non più derogabile la possibilità che le aziende sanitarie, ospedaliere e ospedaliero-universitarie della Sardegna possano dotarsi ciascuna del proprio atto aziendale, così come previsto dalla normativa vigente, al fine di poter ottemperare rapidamente e pienamente alle disposizioni previste dalle citate leggi di riforma e garantire che l'obiettivo del raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario sia conseguito nel rispetto della garanzia della tutela della salute in modo uniforme sul territorio regionale,

chiedono di interrogare di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) quali siano le ragioni che, a oggi, abbiano impedito alla Giunta regionale di approvare gli indirizzi per l'adozione degli atti aziendali delle aziende sanitarie, ospedaliere e ospedaliero-universitarie della Sardegna, in attuazione delle previsioni contenute nell'articolo 3, comma 1 bis, del decreto legislativo n. 502 del 30 dicembre 1992 e nell'articolo 9 della legge regionale 28 luglio 2006, n. 10; ciò, in considerazione anche del fatto che i termini ostativi all'approvazione di tali indirizzi, come stabilito dalla deliberazione della Giunta regionale n. 28/17 del 17 luglio 2014, dovuti all'attesa dell'approvazione in sede di Conferenza Stato-regioni del regolamento dedicato alla "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", sarebbero stati superati già dal 5 agosto 2014, data a cui risale l'approvazione proprio del citato regolamento da parte della stessa conferenza e comunque, nel caso in cui ciò non fosse successo, dai 120 giorni entro i quali, a far data dal 17 luglio 2014, giorno di approvazione della deliberazione n. 28/17, la Giunta regionale si era impegnata per l'approvazione degli indirizzi di cui all'articolo 7 della legge regionale n. 21 del 2012;
2) quando la Giunta regionale intenda provvedere all'approvazione degli indirizzi per l'adozione dei nuovi atti aziendali, in ottemperanza alle previsioni della più volte richiamata normativa statale e regionale e degli atti deliberativi della stessa Giunta regionale, al fine di consentire, finalmente, alle aziende sanitarie, ospedaliere e ospedaliero-universitarie della Sardegna di poter procedere, con la speditezza e le migliori condizioni di adeguatezza operativa che la complessità del servizio e la difficile situazione impongono, alla definizione della loro organizzazione e delle rispettive modalità di funzionamento da cui dipende la possibilità del raggiungimento degli obiettivi di assistenza sanitaria loro assegnati e fissati dai programmi statali e regionali.

Cagliari, 21 febbraio 2017