CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 33

MOZIONE PISCEDDA - COCCO Pietro - ARBAU - COCCO Daniele Secondo - ANEDDA - DESINI - USULA - AGUS - AZARA - CHERCHI Augusto - COLLU - COMANDINI - COZZOLINO - DEMONTIS - DERIU - LAI - LEDDA - LOTTO - MANCA Gavino - MORICONI - PERRA - PIZZUTO - RUGGERI - SALE - SOLINAS Antonio - TENDAS - ZEDDA Paolo sulle ricadute del decreto legge n. 66 del 2014 del Governo nella parte che riguarda il servizio pubblico generale radiotelevisivo.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge n. 112 del 2004, e dell'articolo 45, comma 1, del successivo decreto legislativo n. 177 del 2005, il servizio pubblico generale radiotelevisivo è affidato per concessione a una società per azioni, che lo svolge sulla base di un contratto nazionale di servizio stipulato con il Ministero delle comunicazioni e di contratti di servizio regionali e, per le Province autonome di Trento e Bolzano, provinciali, con i quali sono individuati i diritti e gli obblighi della società concessionaria;

CONSIDERATO che con il decreto legge n. 66 del 2014, il Governo, nell'ambito delle politiche di revisione della spesa, chiede alla RAI un impegno che vada a ridurre il trasferimento da parte dello Stato di 150 milioni di euro per l'anno 2014 attraverso scelte di rivisitazione dell'attuale offerta e cessione di quote di partecipate;

VISTO l'articolo 21 del decreto-legge che prevede la modifica dell'articolo 17 della legge n. 112 del 2004, nella parte in cui si garantisce l'articolazione della società concessionaria in una o più sedi nazionali e in sedi in ciascuna regione e nelle Province autonome di Trento e Bolzano;

CONSIDERATO che:
- il nuovo testo elimina l'articolazione regionale e ne cancella l'autonomia finanziaria e contabile in relazione all'attività di adempimento degli obblighi di pubblico servizio loro affidati in particolare l'informazione regionale della RAI che negli anni è divenuta un punto di riferimento per i cittadini per la valorizzazione delle realtà locali e rappresenta uno dei pilastri del servizio pubblico;
- da sempre le sedi regionali raccontano il territorio dando voce a tutte le realtà, anche le più piccole e lontane, garantendo la pluralità dell'informazione;
- chiudere o accorpare le sedi regionali della RAI, che attraverso i telegiornali regionali svolgono una funzione importante di tutela del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati sui vari aspetti della vita sociale, culturale e istituzionale, e la loro soppressione significherebbe stravolgere e smantellare il sistema informativo pubblico regionale e locale e indebolire l'intero panorama informativo nazionale;
- altresì le edizioni nazionali dei telegiornali RAI sono composte in gran parte da contributi delle sedi regionali e la logica, pienamente condivisa, degli interventi finalizzati a maggior efficienza, razionalizzazione, equità e rilancio del Paese non può essere applicata in un settore così delicato e strategico;

VALUTATO che questo avviene in una fase di indebolimento dell'intero sistema di informazione regionale con testate che chiudono o sono pesantemente ridimensionate, con il rischio di concentrazione del sistema informativo senza un contrappeso pubblico;

TENUTO CONTO inoltre che proprio nel nuovo contratto di servizio della RAI sono finalmente inserite le iniziative di tutela delle lingue minori e recentemente grazie all'intervento dei parlamentari sardi, sono previste come obbligatorie le trasmissioni in lingua sarda;

RILEVATO che in caso di accorpamento delle sedi RAI la sede regionale della Sardegna sarebbe accorpata con quella del Lazio, Abruzzo e Molise riducendo l'informazione regionale sarda ad una mera appendice nel contesto dell'informazione di una sede molto ampia che sta a Roma,

impegna il Presidente della Regione affinché

1) sia assunta una posizione ufficiale della Regione per la presenza di un servizio informativo regionale e contro il probabile accorpamento della sede regionale RAI che mette a rischio non solo il pluralismo informativo, ma la stessa presenza dell'informazione in Sardegna;
2) sia contrastata sul piano legislativo l'approvazione dell'articolo 21 del decreto legge n. 66 del 2014 che consente la riduzione o l'accorpamento delle sedi regionali RAI.

Cagliari, 15 maggio 2014