CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 37

MOZIONE MANCA Pier Mario - CHERCHI Augusto - USULA - ZEDDA Paolo sulla necessità di intervenire presso AGEA per non modificare i codici relativi all'utilizzo dei macrosuoli a seguito di "refresh".

***************

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che in Sardegna non è stato attivato l'organismo pagatore così come previsto dalla legge regionale 8 agosto 2006, n. 13, all'articolo 23, comma 3, e che la gestione e il controllo delle spese finanziate dai Fondi FEAGA e FEASR è in capo all'Agenzia AGEA con sede in Roma;

OSSERVATO che l'AGEA ha incaricato la struttura Sin Sofiter di realizzare il 2° ciclo di "refresh" per l'aggiornamento della banca dati grafica così come richiesto dai servizi della Commissione europea al fine di riscontrare modifiche sull'utilizzo del suolo rispetto all'anno 2010, 1o ciclo di refresh;

CONSTATATO che il progetto è finalizzato alla certificazione preventiva delle superfici territoriali delle aziende agricole italiane, con l'obiettivo di intercettare preventivamente errori o anomalie nell'ambito delle dichiarazioni degli agricoltori per l'accesso agli aiuti comunitari (in ultima analisi per il pieno sfruttamento dei fondi comunitari assegnati all'Italia evitando sanzioni della Commissione);

ACCERTATO che su queste basi l'organismo pagatore AGEA ha avviato, per ciascun agricoltore che presenta domande per l'accesso ad aiuti e premi comunitari, una procedura che consiste nel raffronto su quanto dichiarato dallo stesso, sia relativamente alla consistenza totale dell'azienda, sia all'utilizzo del territorio su tutte le particelle presenti nel fascicolo aziendale del produttore;

EVIDENZIATO che AGEA, incurante delle procedure stabilite con la Regione e con un atteggiamento vessatorio verso le peculiarità della nostra agricoltura, ha dato indicazioni operative ai suoi tecnici rilevatori per la classificazione dei suoli con l'utilizzo di maglie di raffronto che tengono conto più delle percentuali di copertura vegetale che delle caratteristiche reali di un territorio;

VERIFICATO che questa riclassificazione ha comportato per la Sardegna la perdita di migliaia di ettari di superficie, precedentemente riconosciuti, con la conseguenza che in tantissime domande presentate a valere sul PSR (misure 211, 212, 214, 215) e sulla PAC (domanda unica) oggi sono riscontrabili gravi anomalie particellari, e, di conseguenza, il rischio reale che centinaia o migliaia di operatori del settore debbano restituire somme già percepite; in particolare le superfici riconosciute, prima dello scarico del 2° ciclo di "refresh", con codice 650 (bosco), avevano la possibilità di pascolo sottochioma, così come avviene normalmente nella maggior parte delle nostre aziende zootecniche, mentre oggi con la riclassificazione le stesse superfici non sono riconosciute e si presentano con nessuna eleggibilità a SAU; allo stesso modo, tantissime superfici già riconosciute con codici 653 (pascolo arborato con tara 20 per cento) o con codice 659 (pascolo cespugliato con tara 20 per cento) o ancora 654 (pascolo arborato con tara 50 per cento) sono diventati, in questo 2° ciclo di "refresh", superfici con codice 650 (bosco); gravi diminuzioni di superficie sono riscontrabili anche sui codici che riguardano i nostri pascoli con macchia mediterranea e cespugli che in svariati casi sono passati da codici 653 e 659, superfici con tara 20 per cento, nella migliore ipotesi a superfici con codice 654 (tara 50 per cento), in tanti casi superfici con codice 650 (bosco) o addirittura con codice 770 (tare) e di conseguenza eleggibilità a SAU 0 per cento;

PRESO ATTO che l'aggiornamento (refresh) dei codici attribuiti ai terreni su cui si chiedono i contributi all'Unione europea sta provocando danni economici consistenti agli agricoltori e ai contadini sardi e che le decisioni prese presso i palazzi di Roma ignorano e privano di valore l'ambiente endemico della Sardegna, come il pascolo arborato, vale a dire quella macchia mediterranea, che non solo è una peculiarità del nostro paesaggio, ma è anche ciò di cui si cibano i nostri animali e che fa l'unicità della qualità e del gusto dei nostri prodotti;

ACCERTATO che, a seguito della nuova situazione aziendale determinata dal "refresh", parte delle superfici che risultano non agricole non possono essere oggetto di contributo comunitario e, conseguentemente, il calcolo dell'aiuto a suo tempo corrisposto viene rideterminato, dando luogo a riduzioni dell'importo ammissibile o al recupero di importi già erogati con successiva ed eventuale applicazione delle relative sanzioni (circolare AGEA ACIU.2010.103 del 1° febbraio 2011);

CONSTATATO che le nuove superfici non agricole non potranno più essere oggetto di contributo comunitario con la nuova programmazione PSR 2014-2020 e che gli effetti del "refresh", secondo stime attendibili, incideranno con una decurtazione media di 250 euro ad azienda per gli anni pregressi e alla perdita di aree agricole (SAU) che con la nuova programmazione determineranno una perdita, per le 12 mila aziende sarde, di circa 12 milioni di euro per ciascuna annualità,

impegna il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e
riforma agro-pastorale

1) ad interrompere le procedure poste in essere da AGEA perché vessatorie per i nostri agricoltori e non legittimate dal manuale delle procedure sottoscritte dalle parti e fornendo alla Regione la lista di lavorazione con tutte le particelle che oggi risultano in eclatanza generando anomalie e di conseguenza esiti aziendali catastrofici;
2) affinché l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale intervenga su AGEA, in conferenza Stato-regioni, chiedendo la riapertura di tutti gli usi del territorio in modo da poter effettuare una nuova mappatura rispettosa dei nostri interessi e della nostra biodiversità;
3) affinché la competenza dell'inserimento delle nuove mappature sia affidata all'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (Argea).

Cagliari, 27 maggio 2014