CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 40

MOZIONE FENU - PITTALIS - RUBIU - DEDONI - TRUZZU - CAPPELLACCI - ZEDDA Alessandra - SOLINAS Christian - CARTA - CHERCHI Oscar - CRISPONI - COSSA - FASOLINO - FLORIS - LOCCI - OPPI - ORRÙ - PERU - PINNA Giuseppino - RANDAZZO - TATTI - TOCCO - TUNIS sull'attuazione immediata della zona franca integrale in Sardegna, in ottemperanza e nel rispetto dello Statuto sardo, delle leggi regionali e dello Stato, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- la Sardegna si trova ormai da troppo tempo in una condizione oggettiva di grave crisi economica e finanziaria, dovuta sia alla atavica carenza infrastrutturale, che alla congiuntura negativa internazionale e alla globalizzazione che viene avvertita dalle nostre popolazioni più come un'aggravante che un'opportunità;
- gli enormi svantaggi competitivi dovuti all'insularità e ad altri fattori oggettivi presenti nella nostra terra che aggravano complessivamente la già drammatica situazione occupazionale;
- a tutto ciò si aggiunge un'altra crisi di cui pochi parlano, ma che nell'imminente futuro si manifesterà in tutta la sua gravità: la crisi demografica;

CONSIDERATO che:
- la zona franca è uno straordinario strumento di politica economica e di compensazione di svantaggi competitivi, utilizzato in Europa e nel mondo per il rilancio delle economie stagnanti e delle aree in gravi crisi economico- occupazionale;
- la legge costituzionale n. 3 del 1948 (Statuto autonomo della Regione Sardegna), all'articolo 12 prevede per la Sardegna l'attuazione della zona franca;
- l'articolo 1 del decreto legislativo n. 75 del 1998, Istituzione della zona franca, non viene mai reso operativo con grave danno erariale e pregiudizio gravissimo dell'intero tessuto socio-economico della Sardegna, dell'Italia e del bacino del Mediterraneo;
- la legge regionale n. 20 del 2 agosto 2013, approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Sardegna, definisce norme urgenti per l'attuazione e il funzionamento delle zone franche al fine di dare piena operatività alla medesima in Sardegna;
- la legge regionale n. 20 del 2 agosto 2013 è ritenuta conforme alla Costituzione dal Governo italiano, il quale esplicitamente dichiara di non impugnarla nei termini di legge;
- la deliberazione della Giunta regionale n. 39/30 del 26 settembre 2013 estende di fatto l'attuazione della zona franca dai porti franchi a tutto il territorio regionale intendendo come confini, così come da diritto internazionale e da codice doganale in materia, gli attuali confini della Regione autonoma della Sardegna;
- la risoluzione n. 42 del 31 ottobre 2012 che impegna la Giunta a formulare senza indugio al Governo, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione e del titolo terzo dello Statuto speciale della Sardegna, un pacchetto di agevolazioni volte a compensare gli svantaggi legati all'insularità che prevede condizioni specifiche in materia di fiscalità agevolata, aiuti di Stato e accesso ai fondi strutturali;

STIMATO che:
- l'attuazione della zona franca al consumo in Sardegna porterebbe ad annullare il gap competitivo con il resto del continente europeo, ponendo l'economia sarda nelle medesime condizioni di capacità produttiva e concorrenzialità;
- così come verificatosi in altre realtà, è sensibilmente aumentata l'occupazione, anche a seguito dell'attrazione esercitata dalle migliori condizioni competitive proprie del regime di zona franca su imprese e capitali esteri e che migliorano considerevolmente le opportunità e le capacità di creare reddito e occupazione delle imprese private locali;
- l'attuazione della zona franca al consumo favorirebbe un risparmio alle famiglie, calcolato sulla base del paniere dei consumi e dei prodotti che, di volta in volta, usufruiscono delle agevolazioni previste per le zone franche al consumo, variabile, a nucleo familiare, da 3.000 a 5.000 euro annui e oltre. Tali risparmi economici rimarrebbero nella disponibilità delle famiglie prontamente utilizzabili per l'esigenza delle stesse, per migliorare i consumi interni e per il rilancio dell'economia. Si aggiungano a questi i potenziali benefici derivanti dalla fiscalità di vantaggio per le imprese, di cui già alcune zone della Sardegna usufruiscono;
- i Comuni che attualmente si trovano in forti difficoltà finanziarie dovute alle aumentate esigenze e alla contestuale diminuzione delle risorse disponibili, così come previsto dalla normativa in vigore per le zone franche, beneficerebbero della possibilità di incameramento dei diritti speciali e si troverebbero a poter disporre delle entrate derivanti dal fatturato territoriale, che possiamo stimare, sempre sulla base del panieri dei consumi e della normativa in vigore, in una cifra che verosimilmente si attesta tra i 2.000 e i 3.500 euro e oltre annui per nucleo familiare residente;
- tali somme concorrerebbero per una percentuale di circa il 50% ai bilanci comunali;

CONSIDERATO che appare evidente che l'attuazione della zona franca porterebbe alla Sardegna e nelle tasche dei Sardi la disponibilità di diverse centinaia di milioni di euro annui che allontanerebbero definitivamente la crisi economica dalla Sardegna e del suo popolo, favorendo di fatto la non dipendenza dalle economie degli altri, ponendo le basi e le condizioni per il benessere del popolo sardo attuale e delle future generazioni;

TENUTO CONTO che:
- pur nel totale rispetto dell'autonomia legislativa della Regione autonoma della Sardegna, il Prefetto di Cagliari ha ritenuto necessario organizzare un'apposita riunione in merito, nella giornata del 10 giugno 2014 alle ore 10.00, invitando al tavolo i soggetti protagonisti per l'attuazione della zona franca;
- gli effetti dell'attuazione incrociata di alcuni articoli dei regolamenti comunitari e norme doganali in materia, determinano di fatto per la Sardegna la perdita definitiva del diritto alla zona franca entro il 2016;
- la campagna elettorale è ormai alle spalle e deve motivarci solo ed esclusivamente il bene della Sardegna e del suo popolo, appare opportuno, anche alla luce delle recenti espressioni favorevoli in merito, da parte di autorevoli esponenti politici e intellettuali appartenenti alla compagine non firmataria della presente mozione, abbandonare ogni pregiudizio strumentale e affrontare definitivamente e in maniera risolutiva, l'argomento dell'attuazione della zona franca integrale in Sardegna con serenità e oggettività intellettuale, consapevoli che questa sia una straordinaria occasione di rilancio della Sardegna attraverso uno strumento di politica economica-sociale e finanziaria;

CONSIDERATO che:
- è interesse comune, in ottemperanza al quadro legislativo in vigore, dare definitiva attuazione in Sardegna della zona franca integrale;
- si ha motivo di ritenere che nessuno voglia assumersi la responsabilità morale nei confronti dei Sardi e delle future generazioni del mancato riconoscimento di tale diritto, nonché degli enormi danni derivanti dalla sua disattesa attuazione,

impegna il Presidente della Regione
la Giunta Regionale e gli Assessori competenti in materia

ad attuare ogni iniziativa necessaria a rendere definitivamente la Sardegna zona franca integrale d'Italia, d'Europa e nel Mediterraneo, riconoscendo finalmente ai sardi un loro diritto troppo a lungo negato.

Cagliari, 4 giugno 2014