CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 48

MOZIONE ZEDDA Alessandra - PITTALIS - DEDONI - ARBAU - COCCO Daniele Secondo - DESINI - RUBIU - COCCO Pietro - SOLINAS Christian - FENU - ANEDDA - USULA, sulla Croce rossa italiana.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- la Croce rossa italiana (CRI), è un ente di diritto pubblico non economico con prerogative di carattere internazionale, avente per scopo l'assistenza sanitaria e sociale, sia in tempo di pace che in tempo di conflitto;
- l'ente ha sempre svolto un ruolo encomiabile ed essenziale per i cittadini italiani;
- le strutture della CRI coinvolgono circa 150.000 soci attivi sull'intero territorio nazionale, di cui 2284 nel territorio sardo;
- il corpo militare della CRI, è sottoposto alla vigente normativa (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante "Codice dell'ordinamento militare" e decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, "Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare");
- anche il personale militare in congedo iscritto nel Corpo richiamato in servizio riveste lo status militare ed è sottoposto al regolamento di disciplina militare e dei codici penali militari;
- dal 1980, infatti, la CRI è stata soggetta a lunghi periodi di commissariamento, durante i quali le mansioni di competenza degli organi ordinari sono state svolte da diversi commissari straordinari di nomina governativa e per lunghi periodi non sono stati presentati bilanci;
- ultimamente, la dirigenza ha provato a fornire un quadro più oggettivo della situazione finanziaria e patrimoniale dell'ente, che resta però fortemente lacunosa;
- il 27 gennaio 2013 si è interrotta la fase di commissariamento con la designazione di Francesco Rocca che ha assunto la nomina di presidente nazionale;
- dal 1° gennaio 2014 si applica il decreto legislativo n. 178 del 2012 che prevede invece che il corpo militare sia costituito solo da personale militare in congedo, privandolo del supporto amministrativo, logistico e in servizio, indispensabile per il relativo funzionamento (ciò indebolirà fortemente il soccorso sanitario e il supporto socio-assistenziale alla popolazione in caso di calamità naturali, disastri ecc.);
- tale provvedimento mette in serio rischio sia il rapporto di impiego di 1200 militari senza alcuna possibilità di diversa collocazione in ambito civile;
- lo stesso decreto legislativo n. 178 del 2012 andrebbe abrogato in quanto non risolve le esigenze di riordino della CRI che invece necessita di una cornice legislativa efficace che possa garantire l'impasse normativa organizzativa a cui andrebbe incontro lo stesso ente con l'applicazione del citato decreto;
- le recenti vicende relative alla CRI confermano che l'ente sta attraversando un periodo di profondo disordine organizzativo, contabile e finanziario;
- con il decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, si è sancito che, dal 1° gennaio 2014, le funzioni esercitate dall'Associazione italiana Croce rossa (l'attuale CRI) passano alla costituenda Associazione della Croce Rossa Italiana, che diverrà a tutti gli effetti un soggetto di diritto privato;
- l'attuale CRI è pertanto posta in liquidazione dal 1° gennaio 2014;

DATO ATTO che:
- la CRI si avvale dell'attività di 150 mila volontari, che operano gratuitamente;
- all'inizio del 2013 i dipendenti della CRI erano quantificati in 4.000 unità;
- ogni anno lo Stato italiano ha sorretto i conti dell'associazione umanitaria e di assistenza con circa 180 milioni di euro;
- già dal 2010 è nota la presenza di un patrimonio immobiliare sommerso della CRI, consistente in terreni edificabili di valore, ma in anche edifici;
- il recente riordino organizzativo rischia di aprire una stagione di svendita del patrimonio della CRI;
- il ruolo della CRI in Sardegna è particolarmente significativo e il suo impegno in campo sociale, umanitario e di protezione civile non è mai venuto meno;

EVIDENZIATO che:
- in data 16 maggio 2014, è stato presentato in Senato il disegno di legge n. 1503 avente a oggetto l'abrogazione del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, e la delega al Governo per il riordino della CRI;
- il riordino della CRI deve passare per una sua valorizzazione tangibile, unitamente a una sistematica lotta contro sprechi e inefficienze, senza svilire il suo ruolo pubblico e/o sottovalutare la drammatica situazione del personale CRI;
- un'eventuale privatizzazione deve rispettare comunque il profilo pubblico dell'ente anche individuando le cause e vizi di fondo che hanno condotto alla situazione attuale, osservando che il riordino della CRI sia priorità sociale, lavorativa e morale che richiede un serio intervento politico bi-partisan, non più derogabile,

impegna il Presidente della Regione

1) a porre in essere tutte le azioni in ordine alle competenze della Regione in materia;
2) a coinvolgere i parlamentari sardi affinché il citato disegno di legge, n. 1503 del 16 maggio 2014, possa essere portato con la massima urgenza in Parlamento.

Cagliari, 2 luglio 2014