CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 66

MOZIONE LEDDA - ARBAU - COCCO Pietro - COCCO Daniele Secondo - DESINI - USULA - ANEDDA - PITTALIS - RUBIU - DEDONI - SOLINAS Christian - FENU - AGUS - AZARA - BUSIA - CAPPELLACCI - CARTA - CHERCHI Augusto - CHERCHI Oscar - COLLU - COMANDINI - COSSA - COZZOLINO - CRISPONI - DEMONTIS - DERIU - FASOLINO - FLORIS - FORMA - LAI - LOCCI - LOTTO - MANCA Gavino - MANCA Pier Mario - MELONI - MORICONI - OPPI - ORRÙ - PERRA - PERU - PINNA Giuseppino - PINNA Rossella - PISCEDDA - PIZZUTO - RANDAZZO - RUGGERI - SABATINI - SALE - SOLINAS Antonio - TATTI - TEDDE - TENDAS - TOCCO - TRUZZU - TUNIS - UNALI - ZEDDA Alessandra - ZEDDA Paolo Flavio sull'esigenza di ricondurre in ambito regionale la gestione del libro genealogico del cavallo anglo arabo sardo.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- la razza anglo araba è tra le razze equine internazionali, come il purosangue inglese e il purosangue arabo, diffuse in molti paesi del mondo e che vengono utilizzate come miglioratrici di altre razze di cavalli;
- nell'anno in corso ricorrono i 140 anni dall'istituzione (1874), nella città di Ozieri, del Regio deposito stalloni della Sardegna, destinato, principalmente, a garantire il servizio della riproduzione equina per i reparti di cavalleria dell'esercito e tale istituzione e quelle che ne sono derivate sino ai giorni nostri, hanno dato vita e continuità alla storia ultracentenaria del cavallo anglo arabo sardo;
- la Sardegna, grazie a un perfetto equilibrio tra passione e vocazione allevatoriale, sostenuto dalla lungimirante guida pubblica, ha sviluppato nel corso di oltre cento anni un proprio coerente progetto selettivo che ha condotto, mediante sapienti incroci, selezione e meticciamento delle razze parentali con la popolazione indigena di fattrici sardo-arabe, alla creazione di una varietà locale della razza anglo araba denominata anglo arabo sarda;
- nel tempo, la razza anglo arabo sarda ha acquisito notorietà internazionale per le sue caratteristiche di adattabilità ambientale e versatilità nelle discipline sportive equestri, nella corsa e nell'equitazione di campagna;

PRESO ATTO che:
- per la Sardegna, il cavallo anglo arabo sardo occupa una posizione importante quale produzione zootecnica, ma anche come risorsa culturale, identitaria e con un ruolo sociale affatto trascurabile;
- la razza anglo arabo sarda è inserita a pieno titolo tra le produzioni anglo arabe di maggior rilievo internazionale, essendo la Sardegna insieme alla Francia il maggior produttore di cavalli anglo-arabi a livello mondiale;
- la nostra regione produce pressoché la totalità dei cavalli anglo arabi allevati in Italia e, in ogni caso, la piccola quota di cavalli anglo arabi prodotti in altre regioni originano quasi tutti geneticamente dalle linee parentali della Sardegna;
- l'anglo arabo sardo è la razza che per la nostra isola ha rappresentato anche il punto di partenza per la creazione di soggetti da sella derivati;
- in Sardegna è nata e ha sede l'Associazione nazionale allevatori del cavallo anglo arabo e derivati (ANACAAD), dotata di personalità giuridica;
- la Sardegna siede con propri autorevoli rappresentanti negli organi direttivi della Confederazione internazionale dell'anglo arabo;

SOTTOLINEATO che:
- la Regione, per il tramite del suo ente strumentale Istituto incremento ippico della Sardegna, ha tenuto sino al 1990 il Libro di selezione, gli archivi anagrafici e la banca dati relativa alla razza anglo araba;
- nel 1988 veniva approvato il Regolamento del libro genealogico del cavallo da sella italiano e che, alla seconda sezione dello stesso, veniva ricondotta la razza anglo arabo sarda;
- a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 30 del 1991 sulla riproduzione animale, mediante la quale sono state ridefinite le competenze istituzionali relative anche alla selezione, gestione e tenuta dei Libri delle razze equine, l'Istituto incremento ippico della Sardegna ha dovuto cedere la propria banca dati all'Ente nazionale del cavallo italiano (ENCI) con sede in Roma incaricato della tenuta del Libro genealogico del cavallo da sella italiano;

VISTI:
- la legge regionale 28 maggio del 1969, n. 27 (Statuto dell'istituto incremento ippico della Sardegna) e, in particolare, l'articolo 2 che ne riassume i compiti istituzionali;
- il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 145 del 31 ottobre del 1986;
- il decreto ministeriale 30 agosto 1988 mediante il quale è stato approvato il Regolamento del Libro genealogico del cavallo da sella italiano;
- la legge 15 gennaio 1991, n. 30 (Disciplina della riproduzione animale) nella quale al capo I, articolo 3, comma 1, che affida all'Ente nazionale del cavallo italiano (Enci) la tenuta del Libro genealogico del cavallo sella italiano;
- il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 529, recante "Attuazione della direttiva 94/174/Cee";
- il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 529, recante "Attuazione della direttiva 9l/174/Cee" e, in particolare, l'articolo 2, comma 1 che prevede che il Ministro dell'agricoltura e delle foreste stabilisca con proprio decreto i requisiti che devono possedere le associazioni nazionali di specie o di razza per poter tenere i libri genealogici e i registri anagrafici;
- il decreto ministeriale 26 luglio 1994, n. 186 (Attuazione dell'articolo 3 della legge 15 gennaio 1991, n. 30, sulla «Disciplina della riproduzione animale») che stabilisce i requisiti tecnico organizzativi che devono possedere le associazioni nazionali di specie o di razza per poter tenere i libri genealogici e i registri anagrafici;
- la decisione n. 92/353/ Cee della Commissione dell'11 giugno 1992 che determina i criteri di approvazione o di riconoscimento delle organizzazioni e associazioni che tengono o istituiscono libri per gli equidi registrati;
- il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 449, mediante il quale l'ENCI è soppresso e le sue funzioni vengono attribuite all'Unione italiana incremento razze equine (UNIRE);
- la procedura d'infrazione 2004/2069 ex articolo 226 del Trattato CE (Decisione CE del 17 ottobre 2007) della Comunità europea a carico del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e quindi dell'UNIRE, mediante la quale sono state emanate precise disposizioni per la separazione delle tre sezioni del Libro genealogico del cavallo da sella italiano in altrettanti libri genealogici e, quindi, nella specifica creazione del Libro genealogico del cavallo anglo arabo;
- il decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 12 giugno 2008, n. 3580, mediante il quale il Libro genealogico del cavallo da sella italiano è stato denominato "Libro genealogico dei cavalli di razza: Orientale, Anglo-Arabo e Sella Italiano";
- la legge 15 luglio 2011, n. 111 mediante la quale l'UNIRE è stata soppressa e al suo posto è stata istituita l'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI) che ha assunto tutte le funzioni e obbligazioni del disciolto ente;
- il decreto ministeriale 31 gennaio 2013, mediante il quale si dispone il trasferimento delle funzioni dell'ASSI (soppressa ex legge 7 agosto 2012, n. 135) al MiPAAF e all'Agenzia delle dogane e dei monopoli;
- il Collegato agricoltura alla legge di stabilità dello Stato per il 2014 e, in particolare, il punto 3 del comma f) dell'articolo 9 recante "previsione della riallocazione della funzione di tenuta del libro genealogico delle razze equine sportive alle relative Associazioni di Allevatori";
- lo Statuto dell'Associazione nazionale allevatori del cavallo anglo arabo e derivati (ANACAAD);

TENUTO CONTO che:
- 1' ANACAAD è l'unica Associazione di allevatori di cavalli anglo arabi e derivati, che ha sede in Sardegna, dove è presente pressoché la totalità dell'allevamento dell'anglo arabo, e che è in possesso di tutti i requisiti previsti dalle norme nazionali e comunitarie vigenti per la tenuta del Libro genealogico;
- per le motivazioni in premessa, l'allevamento del cavallo anglo arabo è interesse esclusivo della regione sarda;

RILEVATO che:
- particolarmente negli ultimi dieci anni, la gestione dell'anglo arabo da parte dell'ente affidatario del Libro si è rivelata insufficiente e inadeguata rispetto alle reali esigenze dell'allevamento, essendo totalmente mancata qualunque politica e indirizzo selettivo specificamente riservata alla razza;
- in conseguenza della mancanza di obiettivi finalizzati al miglioramento genetico e all'incremento quali-quantitativo delle produzioni, la razza ha subito una contrazione drammatica, che l'ha posta a serio rischio di estinzione, essendo oramai il numero di fattrici in produzione al disotto della soglia dei 1000 capi indicata dalla classificazione FAO;
- l'utilizzo indiscriminato delle migliori linee della razza anglo araba per la produzione di soggetti di razza sella italiana, finalizzati quasi esclusivamente al salto ostacoli, ha impoverito geneticamente la stessa razza anglo araba, compromettendo irrimediabilmente, per alcune famiglie, il valore genetico e la qualità raggiunta in un lunghissimo processo selettivo;
- a seguito delle disposizioni derivanti dalla procedura d'infrazione della Commissione europea, il MiPAAF si è limitato a suddividere solo nominalmente i libri genealogici delle varie razze, mantenendo l'organizzazione delle vecchie tre sezioni, soggiacenti a obiettivi unici ma incompatibili con obiettivi di crescita e sviluppo di razze totalmente differenti per genetica, morfologia e attitudine sportiva;

PRESO ATTO:
- del gravissimo e ingravescente rischio di estinzione del cavallo anglo arabo sardo venutosi a determinare per i motivi sopra ricordati e accelerato dalla pesante crisi del settore ippico ed equestre che ha colpito l'Italia e anche la Sardegna, creando devastanti conseguenze oltre che sui processi selettivi anche su quelli commerciali ed economici diretti e indiretti dell'allevamento del cavallo nella nostra regione;
- che allo stato attuale il Libro genealogico dell'anglo arabo è tenuto direttamente dal MiPAAF, in conseguenza della soppressione dell'agenzia ASSI, e che, al contrario, la legge di stabilità del 2014 ha previsto espressamente, nel Collegato per l'agricoltura, che i libri genealogici vengano assegnati alle relative associazioni di razza;
- che è assolutamente necessario, nell'interesse dell'allevamento e dell'economia che ne deriva, riprendere con urgenza politiche selettive adeguate alla crescita, sviluppo e consolidamento della razza e delle sue molteplici attitudini, anche incontrando le spinte del mercato per le discipline del galoppo, endurance e concorso completo di equitazione sinora scandalosamente trascurate;
- che l'eventuale gestione nel territorio regionale del Libro genealogico del cavallo anglo arabo, dove ha sede l'allevamento, consentirebbe evidenti economie collettive e soggettive e un miglioramento dell'efficienza nell'attività di consulenza, nella registrazione anagrafica e nell'emissione delle certificazioni, tutte competenze di cui oggi l'allevamento lamenta l'inefficienza;

CONSIDERATO che il MiPAAF, a seguito di tre successive istanze, corredate anche da migliaia di firme di portatori d'interesse, rivoltegli dall'ANACAAD per l'ottenimento della tenuta del Libro genealogico del cavallo anglo arabo, ha opposto ostinatamente diniego non supportato però da fondate argomentazioni,

impegna il Presidente della Regione

a porre in essere tutte le necessarie iniziative per ricondurre ad una "governance" sarda la gestione del Libro genealogico del cavallo anglo arabo mediante l'affidamento della tenuta del Libro genealogico alla competente Associazione nazionale della razza e la relativa concessione della banca dati.

Cagliari, 10 settembre 2014