CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 91

MOZIONE MANCA Pier Mario - CHERCHI Augusto - ZEDDA Paolo Flavio - SALE - UNALI - ANEDDA - BUSIA - DESINI - LAI - COCCO Daniele Secondo - ARBAU - LEDDA - PERRA - AZARA - PIZZUTO - MELONI - COZZOLINO - MORICONI - FORMA - DERIU - COLLU - TENDAS - PINNA Rossella - AGUS sulla necessità di intervenire presso AGEA per non modificare l'interpretazione dei codici sull'utilizzo dei macrosuoli a seguito di "refresh", con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che in Sardegna non è stato attivato l'Organismo pagatore così come previsto dalla legge regionale 8 agosto 2006, n. 13, all'articolo 23, comma 3, e che la gestione e il controllo delle spese finanziate dai fondi FEAGA e FEASR è in capo all'Agenzia AGEA con sede in Roma;

OSSERVATO che la scelta di AGEA, in ambito SIAN, di attivare l'aggiornamento (refresh) dei codici attribuiti ai terreni su cui si chiedono i contributi all'Unione europea al fine di riscontrare modifiche sull'utilizzo del suolo rispetto all'anno 2010 sta provocando danni economici consistenti agli agricoltori e ai contadini sardi, vittime inconsapevoli della burocrazia ministeriale e della scelta fatta dalla Regione nel 2007, confermata nel 2009, di affidare i controlli locali a AGEA e non alle proprie agenzie;

CONSTATATO che il progetto è finalizzato alla certificazione della superficie territoriale delle aziende agricole italiane con l'obiettivo di intercettare errori o anomalie nell'ambito delle dichiarazioni degli agricoltori per l'accesso agli aiuti comunitari;

ACCERTATO che su queste basi l'Organismo pagatore AGEA ha avviato, per ciascun agricoltore che presenta domande per l'accesso ad aiuti e premi comunitari, una procedura di raffronto tra quanto dichiarato, come consistenza e utilizzo territoriale nel fascicolo aziendale, e gli esiti dei suddetti rilievi tecnici;

EVIDENZIATO che AGEA, incurante delle procedure stabilite e validate precedentemente, con un atteggiamento vessatorio verso le peculiarità della nostra agricoltura ha dato indicazioni operative ai suoi tecnici rilevatori per classificare i "pascoli cespugliati" in "boschi non pascolati", i boschi pascolabili in boschi non pascolabili, ecc.;

VERIFICATO che con il terzo ciclo di refresh questa riclassificazione comporta per la Sardegna la perdita di 280.000 ettari circa di superficie coltivabile e finanziabile con particolare penalizzazione per intere aree della Sardegna caratterizzate da:
- boschi (cod. 650) che passano da 291.152 ettari a 565.594 ettari con una crescita di 274.442 ettari;
- pascoli magri tara 50 per cento (cod. 654) che passano da 475.805 ettari a 377.438 con una diminuzione di 98.367 ettari;
- pascoli magri tara 20 per cento (cod. 659) che passano da 468.716 ettari a 261.818 ettari con una diminuzione di 206.898 ettari;
- aree non coltivabili (cod. 770) che passano da 44.809 ettari a 81.118 ettari con una crescita di 36.309 ettari;
- tare (cod. 780) che passano da 15.854 ettari a 19.391 ettari con una crescita di 3.537 ettari;

PRESO ATTO che l'aggiornamento dei codici attribuiti ai terreni su cui si chiedono i contributi all'Unione europea, oltre a provocare danni economici consistenti agli agricoltori e ai contadini sardi (4.657 pratiche bloccate su 29.000 presentate a valere sul PSR e sulla PAC) privano di valore l'ambiente endemico della Sardegna, come il pascolo arborato, vale a dire quella macchia mediterranea che non solo è una peculiarità del nostro paesaggio, ma è anche ciò di cui si cibano i nostri animali e che fa l'unicità della qualità e del gusto dei nostri prodotti;

ACCERTATO che a seguito della nuova situazione aziendale determinata dal terzo ciclo di refresh parte delle superfici che risultano non agricole non possono essere oggetto di contributo comunitario e, conseguentemente, il calcolo dell'aiuto a suo tempo corrisposto viene rideterminato, dando luogo a riduzioni dell'importo ammissibile e al recupero di importi già erogati con successiva ed eventuale applicazione delle relative sanzioni (circolare AGEA ACIU.2010.103 del 1° febbraio 2011);

CONSTATATO che le nuove superfici non agricole non potranno più essere oggetto di contributo comunitario con la nuova programmazione PSR 2014-2020 e che gli effetti del refresh, secondo stime attendibili, incideranno con una decurtazione media di euro 300 ad ettaro che determinerà una perdita, per le 12.000 aziende sarde, stimata in circa 80 milioni di euro per ciascuna annualità,

impegna il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura
e riforma agro-pastorale

1) a interrompere le procedure poste in essere da AGEA perché vessatorie per i nostri agricoltori e non legittimate dal manuale delle procedure sottoscritto dalle parti e fornendo alla Regione la lista di lavorazione con tutte le particelle che oggi risultano in eclatanza, generando anomalie e di conseguenza esiti aziendali catastrofici;
2) affinché l'Assessorato all'agricoltura e riforma agro-pastorale intervenga su AGEA, e/o in conferenza Stato-regioni, per chiedere la riapertura di tutti gli usi del territorio in modo da poter effettuare una nuova mappatura rispettosa dei nostri interessi e della nostra biodiversità;
3) ad attivare tutte le procedure per la costituzione, avviamento e gestione dell'Organismo pagatore regionale per il pagamento dei fondi agricoli a valere sui fondi FEASR e FEAGA della Unione europea.

Cagliari, 19 novembre 2014