CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 94

MOZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra in relazione ai tagli annunciati dal Governo alle risorse destinate a finanziare CAF e patronati.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che il disegno di legge di stabilità 2015 prevede pesanti riduzioni delle risorse che finanziano l'attività dei patronati, la cui attività concorre oggi, in misura rilevante, a sostenere e integrare i servizi degli enti previdenziali e assistenziali a beneficio dei cittadini, specie dei lavoratori dipendenti e pensionati;

RILEVATO che tale misura comporterà un danno a tutti coloro che oggi, tramite i patronati, possono contare su una rete di servizi diffusa nel territorio e prevalentemente gratuita nelle prestazioni;

CONSIDERATO che l'afflittiva decisione del Governo comprometterà il futuro occupazionale di circa 10.000 lavoratrici e lavoratori in una fase di recessione economica e di disagio sociale che, negli ultimi anni, ha fatto registrare allarmanti livelli di disoccupazione, specie di quella giovanile;

TENUTO CONTO del fatto che tali misure, se confermate, determineranno un taglio che, solo per il 2015, sarà pari al 69,40 per cento delle risorse fino a oggi destinate al finanziamento delle attività dei patronati, con un impatto ancor più devastante sulla situazione occupazionale della nostra regione che, più di altre, soffre gli effetti negativi della crisi;

OSSERVATO che una tale riduzione si rivelerebbe troppo drastica e imponente e che non potrà che riverberarsi negativamente sulla qualità e quantità dei servizi, specie nei confronti dei lavoratori dipendenti e pensionati, i quali saranno costretti a "mettere mano al portafoglio" per districarsi nel ginepraio di norme, circolari e risoluzioni che costellano la sclerotica legislazione tributaria italiana;

CONSIDERATO che, alla luce delle novità che lo stesso Governo ha introdotto con il decreto sulle semplificazioni, relative anche all'introduzione del 730 precompilato e alle nuove e maggiori responsabilità a carico degli intermediari, sia patronati che professionisti, in caso di dichiarazioni errate, con l'obbligo previsto a carico di questi ultimi di pagare le imposte non versate, le sanzioni e gli interessi, lo Stato, da un lato, di fatto, chiede e pretende dai patronati un servizio più complesso con maggiori e più onerose responsabilità rispetto a oggi, mentre, d'altro, riduce sensibilmente e vistosamente le risorse a essi destinate;

EVIDENZIATO che i tagli in questione determinerebbero l'impossibilità per i patronati di garantire la gratuità delle prestazioni e il prezioso supporto fino a oggi fornito agli enti previdenziali e assistenziali, quindi allo Stato;


SOTTOLINEATO che:
- per svolgere lo stesso lavoro dei patronati la pubblica amministrazione dovrebbe aprire e gestire circa seimila nuovi uffici permanenti e aumentare gli organici di oltre cinquemila persone, con un costo complessivo per Inps, Inail e Ministero dell' interno di 657 milioni di euro per anno;
- disoccupati, pensionati, lavoratori, cittadini stranieri e italiani all'estero dovranno pagare per un servizio oggi gratuito, con il rischio di dover rinunciare alle tutele previdenziali e assistenziali cui hanno diritto, con l'ulteriore e infausta conseguenza della cancellazione della uguaglianza di accesso ai diritti,

impegna il Presidente della Regione

1) affinché intervenga presso il Governo e i parlamentari sardi al fine di chiedere e ottenere la cancellazione delle misure afflittive contenute nel disegno di legge di stabilità per il 2015, destinate a ridurre drasticamente e traumaticamente le risorse assegnate al finanziamento delle attività dei patronati;
2) affinché riferisca successivamente al Consiglio circa gli esiti dell'intervento presso il Governo e presso i parlamentari sardi, indicando quali azioni l'Amministrazione regionale intraprenderà a tutela dei patronati, nella malaugurata ipotesi in cui le misure annunciate dal Governo e contenute nel disegno di legge di stabilità dovessero essere confermate.

Cagliari, 1° dicembre 2014