CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 102

MOZIONE COMANDINI - SABATINI - COZZOLINO - DERIU - LOTTO - MANCA Gavino sul rilancio delle attività nel Poligono interforze del Salto di Quirra.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che
- il Poligono interforze del Salto di Quirra (PISQ), che sorge in un territorio compreso tra le provincie di Cagliari e Ogliastra, è stato istituito nel 1956 per le Forze armate italiane con il compito primario di sperimentare nuovi sistemi d'arma;
- il PISQ, il più importante e grande sito di sperimentazione di armamenti, propulsori e aeromobili presente in Italia, di tipo permanente, si sviluppa su una superficie complessiva di circa 14.000 ettari tra il "poligono a terra" e il "poligono a mare";
- nel PISQ si svolgono attività di addestramento di unità nazionali ed estere, collaudi di prototipi di missili e bersagli, prove di qualità in cooperazione con industrie ed enti nel settore dell'elettronica aerospaziale, attività legate alla ricerca scientifica, collaudo e sperimentazione del munizionamento navale e terrestre a media e lunga gittata e sperimentazione di sistemi missilistici;
- il PISQ è una realtà d'eccellenza in campo europeo, è tra i principali motori di sviluppo del territorio da oltre 55 anni e non si intravedono, al momento, iniziative in grado di assicurare un così alto numero di buste paga, costituite da militari, operai civili del Ministero della difesa, dipendenti della Vitrociset, Galileo Avionica, operai delle mense, pulizie e gestori dello spaccio, da non trascurare, inoltre, il notevole indotto nel settore del commercio, accoglienza, lavori pubblici;
- la Vitrociset è uno dei maggiori gruppi privati italiani, per dimensione e know-how, a operare nell'alta tecnologia informatica ed elettronica e nella logistica integrata, opera presso il PISQ sin dalla sua fondazione, inizialmente come partecipante alla progettazione dello stesso poligono e, successivamente, in qualità di azienda installatrice, fornitrice di prodotti tecnici evoluti e servizi di manutenzione, conduzione e supporto operativo in ottica Global Service;
- la Vitrociset è presente nel PISQ con circa 160 lavoratori, tutti con un alto profilo professionale e relative infrastrutture dedicate, la sua attività è prevalentemente di "service" e si occupa di meccanica, manutenzione, riparazione e conduzione di apparati elettrici ed elettronici, creazione e gestione di software per sistemi complessi come radar, sistemi ottici di ripresa e sistemi di acquisizione e visualizzazione;
- la Vitrociset, a luglio del 2012, si è aggiudicata la gara relativa all'ammodernamento e al potenziamento del Poligono militare MOD in Turchia, questo grazie all'esperienza, alla professionalità e alle capacità dei suoi tecnici/ingegneri acquisite in molti anni di attività svolte soprattutto presso lo stabilimento di Capo San Lorenzo, nell'ambito del supporto logistico e dell'ammodernamento tecnologico del Poligono interforze del Salto di Quirra;

CONSIDERATO che:
- nel corso degli anni '90, il verificarsi di una serie di decessi sospetti, ha sollecitato la mobilitazione della società civile che ha iniziato un'intensa attività di informazione e sensibilizzazione sul tema della presenza militare nell'isola, in particolare nel PISQ, sugli effetti dell'attività militare sulla salute ambientale e sanitaria;
- i dati sull'inquinamento risultano dai riscontri ambientali certificati dal gruppo di esperiti che fu chiamato a partecipare ai lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta e confermano che, nel territorio, in particolare in prossimità del Poligono, sia presente un importante inquinamento causato, non solo dalla presenza dell'attività militare, ma anche dalla presenza di materiali pesanti naturali che, sommati agli effetti delle numerose sperimentazioni di brillamento, contribuiscono ad aumentare e diffondere l'inquinamento stesso;

PRESO ATTO che:
- nel 2011 è stata aperta un'inchiesta dal Tribunale di Lanusei che vede indagate, a vario titolo e con differenti responsabilità, numerose persone;
- i reati contestati sono di omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri e falso ideologico, per aver tenuto nascosta l'entità del disastro ambientale e sanitario causato dall'area militare;
- nel 2013, il Procuratore della Repubblica di Lanusei ha chiesto il sequestro totale del PISQ, al fine di consentire agli esperti del Politecnico di Milano di eseguire un campionamento di terreno, suoli e acque antistanti il Poligono e la ricerca di materiali inquinanti;
- la Commissione d'inchiesta del Senato, nel 2012, ha redatto e approvato una relazione intermedia da cui si evincono una serie di proposte, tra le quali la chiusura di alcuni poligoni ubicati nell'isola e la riconversione del Poligono di Quirra;
- in relazione alla specifica condizione del PISQ, la Commissione d'inchiesta del Senato ha indicato la necessità di:
1. procedere al definitivo divieto di tutte le attività suscettibili di produrre grave pregiudizio alla salute e all'ambiente;
2. avviare, senza alcun indugio, l'opera di bonifica radicale, coerentemente con le indicazioni sulla criticità della condizione ambientale, delle zone individuate dai progetti di caratterizzazione condotti e dall'indagine della Procura della Repubblica di Lanusei;
3. concludere in tempi brevi l'indagine epidemiologica ad hoc e, al tempo stesso, intraprendere le iniziative necessarie per il conseguimento della certificazione ISO 14001 del PISQ e l'attivazione del sistema informatico ambientale finalizzato al monitoraggio delle condizioni ambientali del territorio anche accessibili in tempo reale agli organi istituzionali di controllo;
4. riqualificare l'intera area attualmente soggetta a servitù militare, prevedendo anche un suo ridimensionamento e destinando le aree, non più soggette a vincolo, a usi civili o di tipo duale, con particolare riferimento allo sviluppo di attività attinenti alla protezione civile, alla ricerca scientifica e tecnologica in settori innovativi, ivi compresa l'elettronica, alla sperimentazione di aerei UAV, alla ricerca per il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei militari impegnati nelle missioni internazionali, alla tutela delle iniziative imprenditoriali e delle competenze tecniche e professionali sviluppate nei territori interessati;
- su proposta di alcuni parlamentari sardi, la Commissione difesa della Camera dei Deputati, in data 27 novembre 2013, ha deliberato di svolgere un'indagine conoscitiva in materia di servitù militari;
- dopo mesi di audizioni con le parti interessate, concluse l'11 giugno 2014 con l'audizione del Presidente della Regione Francesco Pigliaru, la Commissione ha deliberato l'indagine conoscitiva, considerando il processo in atto in termini di riduzione dello strumento militare e ha lavorato nell'intento di pervenire a un punto di mediazione tra le imprescindibili esigenze addestrative delle forze armate, alla tutela della sicurezza e della vita dei militari, soprattutto in occasione dell'impiego, fuori area, sotto mandato internazionale, con gli interessi alla tutela della salute umana, dell'ambiente e delle prospettive di sviluppo per i territori e le popolazioni interessate dalle servitù militari;
- nel documento deliberato dall'indagine conoscitiva svolta nel 2014, sono stati confermati alcuni punti chiave già evidenziati sia nell'indagine conoscitiva sulle servitù militari, deliberata dalla Commissione nell'agosto del 2006, sia nella relazione intermedia sulla situazione dei poligoni di tiro approvata nel 2012 dalla Commissione d'inchiesta del Senato;
- nel corso delle audizioni è emerso che, per il Presidente Pigliaru, il percorso ottimale resterebbe quello finalizzato alla dismissione dei poligoni di Capo Teulada e di Capo Frasca e alla riqualificazione del Poligono interforze del Salto di Quirra, nonché l'avvio di un processo di conversione, fondato sulla prospettiva di un uso duale delle servitù militari destinate a essere riconfermate, valorizzando la loro capacità di attrarre investimenti in ricerca e innovazione;

EVIDENZIATO che i lavori della Commissione d'inchiesta parlamentare del Senato hanno stimato nella cifra di 500 milioni di euro la somma minima da destinare all'attività di disinquinamento e bonifica ambientale, da destinarsi ai Poligoni di Capo Teulada, Capo Frasca e Quirra, di cui 300 milioni per il Poligono interforze del Salto di Quirra;

RICORDATO che:
- l'inchiesta giudiziaria del 2011, aperta dal Tribunale di Lanusei, ha scatenato un terrorismo mediatico e una disinformazione sul presunto disastro ambientale che hanno provocato, dapprima l'ordinanza di sgombero per agricoltori e allevatori, poi la sospensione delle attività nel PISQ, attività che, invece, proseguono a pieno regime negli altri siti isolani, ad aggravare la situazione, il trasferimento di alcune attività in altre basi, molte delle quali all'estero;
- le attività sperimentali del Poligono, ferme ormai da più di un anno, hanno creato uno scenario allarmante, denunciato dai dipendenti della Vitrociset supportati dal sindacato e dal nuovo segretario del circolo PD di Villaputzu, in quest'ultimo periodo i dipendenti della Vitrociset hanno dovuto convivere con lunghi mesi di cassa integrazione a turno, trasferimenti nelle sedi di Milano e Firenze, contratti di apprendistato a tempo determinato sostituiti da assunzioni interinali, nonché un licenziamento e con lo spauracchio della data del prossimo vertice istituzionale fissato per il 31 dicembre, giorno in cui si decideranno le sorti di 36 contratti a termine;
- il sequestro dell'area e il divieto assoluto di qualsiasi attività agropastorale hanno messo in ginocchio un'economia sviluppatasi con fatica in un territorio difficile causando un grave danno anche all'immagine turistica e al settore agroalimentare, da non trascurare, inoltre, che un altro effetto del provvedimento sarà l'impossibilità di accedere alle premialità comunitarie previste nel Piano di sviluppo rurale;

EVIDENZIATO che:
- in attesa delle tanto attese bonifiche, della riconversione e del rilancio del Poligono, le sperimentazioni militari e civili vengono trasferite dall'Ogliastra e dal Sarrabus verso basi più ospitali, infatti la formazione dei militari di tutta Europa nella gestione degli aerei a guida remota viene concentrata nella base aerea di Amendola in Puglia;
- il primo drone italiano, il Falcon, veniva sperimentato, nei primi anni del duemila, da parte del gruppo Finmeccanica, la Meteor, su una pista comunale alla periferia di Perdasdefogu, in stretta sinergia con il Poligono;
- il Ministro della difesa, Roberta Pinotti, durante un convegno internazionale sul dominio aerospaziale e i nuovi sistemi di guerra a pilotaggio remoto, tenutosi a Firenze, ha confermato che la sperimentazione dei droni di ultima generazione e l'addestramento dei relativi operatori farà capo alla base aerea di Foggia e Manfredonia;

AFFERMATO che la Sardegna, per questioni meramente ideologiche, rischia di perdere la possibilità di creare un polo tecnologico duale, dove il connubio tra sperimentazione militare e civile consentono il rilancio del Poligono, concorrendo allo sviluppo economico-sociale delle comunità locali, salvaguardando i posti di lavoro esistenti e creandone di nuovi,

impegna il Presidente della Regione

1) ad aprire un tavolo tecnico che veda protagoniste le istituzioni locali in sinergia con i comuni coinvolti, il Ministero della difesa e tutti gli enti interessati affinché si elabori un progetto che restituisca l'immagine al territorio distrutto da un'eccessiva, nonché, allarmante informazione, in grado di riconvertire un intero territorio che presenta quelle prerogative economiche che, col tempo, possono sviluppare una cultura imprenditoriale e turistica;
2) a intercedere col Governo affinché, nell'ambito del bilancio dello Stato, i fondi destinati al comparto della difesa possano essere destinati anche al recupero del territorio e a interventi di bonifica ambientale e sanitarie, nella prospettiva del suo pieno godimento da parte della popolazione;
3) a sostenere tutte le iniziative che le istituzioni locali, d'intesa con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, stanno portando avanti, per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro, ribadendo la necessità che il Ministero confermi gli impegni assunti dalla Commissione d'inchiesta del Senato, riportati nella relazione intermedia e confermati dall'indagine conoscitiva promossa nel novembre del 2013, necessari ad attuare le attività di bonifica del territorio e il rilancio del PISQ;
4) a intervenire direttamente presso il Governo affinché si ribadisca l'importanza, nonché la necessità, di assicurare alle comunità locali economie alternative, dove il rilancio economico e ambientale devono necessariamente passare da un rilancio delle attività del poligono nel rispetto di un protocollo sanitario nazionale;
5) a far sì che, anche in considerazione di quanto la Sardegna ha sempre dato in termini di servitù militare, misurato in una percentuale che oscilla tra il 60 e 65 per cento rispetto al resto del territorio nazionale e che rende la Sardegna l'"azionista di maggioranza assoluta", una quota significativa dei finanziamenti statali venga stanziata per la ricerca e la formazione, nonché per la progettazione e l'insediamento di attività alternative di adeguato livello qualitativo, in particolare le attività relative allo sviluppo tecnologico e all'innovazione nel campo della radaristica, microelettronica robotica, le attività di ricerca e sviluppo di tecnologie e sistemi della filiera delle energie rinnovabili, le attività di ricerca e sviluppo in campo meteorologico, le forme di sperimentazione e monitoraggio finalizzate alla predisposizione di protocolli, inerenti alle condizioni di sicurezza dei militari impegnati nelle missioni internazionali, che garantiscono il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e, in prospettiva, il loro incremento.

Cagliari, 11 dicembre2014