CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 152

MOZIONE MORICONI - COZZOLINO - DERIU sulla paventata chiusura del centro di controllo di Cagliari della società TERNA Spa.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- la particolare condizione geografica della Sardegna di isola più lontana dalla terraferma di tutto il bacino del Mediterraneo non ha ancora ricevuto un adeguato riconoscimento giuridico all'interno dell'ordinamento dello Stato e, per questo motivo, i sardi si trovano a pagare un prezzo altissimo in termini di mancata continuità territoriale, energia, infrastrutture, servizi, attività d'impresa e industriali;
- da anni, la Regione lamenta la mancanza di un ponte costituzionale che la unisca alla penisola, attraverso un pacchetto di misure compensative che abbattano l'handicap della condizione geografica di perifericità e di isolamento rispetto al resto della Repubblica;
- spesso questa condizione è aggravata da scelte di livello governativo in materia di centralizzazione degli uffici, le quali scelte, con un'interpretazione meramente ragionieristica dei tagli necessari alla spesa pubblica, non tengono conto delle peculiari condizioni storiche sociali, culturali e geografiche della Sardegna, tutelate dallo Statuto di specialità, tagliando pesantemente la presenza di uffici, scuole e servizi pubblici e creando desertificazione nei territori;
- di fatto, i sardi, per effetto di queste decisioni, sono condannati a un'ulteriore marginalizzazione e a disagi aggiuntivi che li allontano dagli standard medi delle prestazioni che lo Stato, invece, garantisce ai cittadini delle altre regioni;
- ancora, con il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, l'Italia recepiva la direttiva europea che introduceva la liberalizzazione del mercato elettrico;
- l'Enel, all'epoca monopolista statale del settore, costituiva società differenti e separate nelle filiere della produzione, trasmissione, distribuzione;
- il decreto sanciva che la proprietà della rete di trasmissione rimanesse all'Enel, mentre istituiva una società, denominata Gestore della rete di trasmissione nazionale (GRTN), con il compito della gestione e del controllo di tale rete;
- successivamente alla divisione societaria, nasceva una nuova società denominata TERNA, proprietaria della rete di trasmissione nazionale, quotata in borsa dal 2004, di cui l'Enel deteneva il 50 per cento della quota azionaria;
- l'ulteriore cessione delle quote azionarie da parte dell'Enel determinava, di fatto, l'inutilità della separazione tra proprietà (TERNA) e gestione della rete (GRTN), e le competenze del GRTN ritornano in TERNA verso la fine del 2005;
- con la gestione della rete di trasmissione nazionale a TERNA viene affidata anche la funzione di "dispacciamento", ovvero la gestione, in tempo reale, della produzione e dei flussi di energia;
- la società TERNA ha presentato, un mese fa, un piano di ristrutturazione con la riduzione delle sale da 11 (8 sale controllo e 3 di tele conduzione) a 3 sale integrate da ubicare a Torino, Venezia, Napoli, dove si accentreranno le funzioni di controllo con quelle di comando, teleconduzione;
- già l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, nel rapporto della commissione d'indagine a seguito del blackout nazionale del 2003, aveva evidenziato a TERNA di "riconsiderare" l'accorpamento della teleconduzione "per gli elevati volumi di allarmi e manovra richiesti" in soli tre centri;
- con questa nuova struttura TERNA ignora quanto indicato dall'AEEG e, addirittura, accorpa anche gli 8 centri di controllo nelle tre sale tele conduzione;

DENUNCIATO CHE:
- sorgono forti dubbi sulla ristrutturazione del servizio di dispacciamento presentato da Terna perché, interpretando il rapporto AEEG, metterebbe a rischio la sicurezza della rete nazionale o, comunque, rallenterebbe la ripresa del servizio elettrico a seguito di gravi disservizi e, a maggior ragione, per la rete elettrica sarda con la sua specificità di isola;
- come emerso dalla relazione della Commissione d'indagine sul blackout nazionale del 2003, nel caso si procedesse alla ristrutturazione del servizio di dispacciamento, si ritiene che si avranno grandi difficoltà, in caso di blackout nazionale, ad attuare il piano di riaccensione, soprattutto della rete sarda, con un'unica sala controllo che segue le reti elettriche di Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria e Sardegna;

VALUTATO CHE:
- per effetto della ristrutturazione, l'Isola perderà un centro di eccellenza, dove i tecnici sardi hanno conoscenze, professionalità e sensibilità specifiche per la gestione di una rete elettrica come quella sarda: un "centro regionale di comando" con contatti stretti, diretti con le realtà produttive sarde, finendo, in questo modo, per subire un allontanamento geografico e forse non solo, poiché, già oggi, i rapporti dei produttori e utenti della rete alta tensione della Sardegna con TERNA dovranno essere tenuti con l'area dispacciamento nord-ovest con sede a Milano;
- la ristrutturazione comporta il trasferimento, o la messa in esubero del personale della sala controllo di Cagliari, andando ad aggravare la già alta disoccupazione della nostra Isola, ma questo non sembra che l'inizio, perché la fase successiva, oggi smentita dall'azienda, ma già in atto come sopra indicato, coinvolge il personale di back office che lavora a stretto contatto con la sala controllo e, con lo smantellamento della sede di Cagliari, si avrà la migrazione delle attività di staff verso le corrispondenti unità con sede in continente;

CONSIDERATO CHE:
- in questo territorio, già duramente provato dalla crisi economica, dove, anche le sale di telecomando delle centrali eoliche sono situate nella penisola, escluso forse un produttore, dove rimane quel poco di manutenzione degli impianti, ora anche TERNA mira a lasciare in Sardegna il minimo indispensabile;
- la nostra Regione dà consistenti quantità di energia al sistema elettrico della penisola, attraverso i collegamenti SAPEI e SACOI, dei quali TERNA evidenzia spesso il valore dell'investimento nell'opera del SAPEI, 800 milioni di euro, realizzato soprattutto per l'esportazione dell'energia rinnovabile prodotta con gli impianti eolici (circa 1200 MW) e fotovoltaici (oltre 700 MW) siti in Sardegna;
- il settore elettrico, in futuro, passerà da un sistema di produzione centralizzato a un sistema di generazione distribuita, in cui il dispacciamento della rete di trasmissione avrà, sempre più, un ruolo di controllo e di analisi della sicurezza del sistema elettrico sardo;
- è, ormai, chiaro l'orientamento della società TERNA: lasciare in Sardegna la sola manutenzione,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

a intraprendere ogni iniziativa utile verso il governo centrale e verso l'azienda TERNA Spa, per scongiurare questa paventata ulteriore chiusura di un centro di eccellenza, in considerazione del fatto che la Sardegna offre il proprio territorio per generare una quantità di energia pulita da fonti rinnovabili, ricchezza per il Paese, redditività per l'azienda e salvaguardia della natura e non può essere trattata come una colonia, togliendo non solo posti di lavoro, ma patrimonio professionale per i futuri tecnici diplomati e laureati in Sardegna.

Cagliari, 29 maggio 2015