CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 156

MOZIONE SOLINAS Antonio - COCCO Pietro - USULA - ARBAU - DESINI - AGUS - AZARA - BUSIA - CHERCHI Augusto - COLLU - COMANDINI - COZZOLINO - DERIU - FORMA - LEDDA - LOTTO - MELONI - MORICONI - PERRA - PINNA Rossella - PISCEDDA - SABATINI - TENDAS - UNALI sul taglio dei trasferimenti statali alle province della Sardegna e sul prelievo forzoso ai danni dell'intero territorio sardo dei tributi spettanti agli enti intermedi quali RCA (Responsabilità civile pagata con le assicurazioni auto) e IPT (Imposta provinciale di trascrizione) per effetto di quanto stabilito dal decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale) e dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di stabilità 2015) per gli anni 2015-2016-2017, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- da alcuni anni è in atto in Italia e in Sardegna una difficoltà di carattere finanziario sempre maggiore delle province a causa delle leggi dei governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi, in materia di tagli ai trasferimenti ordinari che servivano a garantire la stabilità degli enti e garantire i servizi in tutti i territori di competenza provinciale;
- come è noto, le province, tra le tante competenze assegnate dallo Stato e delegate dalle Regioni, sono responsabili della viabilità provinciale e sono obbligate a garantire la sicurezza degli automobilisti e procedere a fare le manutenzioni ordinarie e straordinarie, a progettare e costruire nuove strade, sono obbligate alla manutenzione degli edifici scolastici provinciali, a garantire il riscaldamento nelle scuole, sono obbligate a garantire i servizi in favore dei disabili, a garantire i servizi delegati dalla legge regionale n. 9 del 2006 e tantissime altre competenze in materia ambientale;
- a causa di una serie di provvedimenti volti a contenere la spesa e per ragioni di finanza pubblica, i governi hanno proceduto con tagli indiscriminati ai trasferimenti statali a favore delle province che, sino al 2010, venivano regolarmente garantiti, solo per fare un esempio, a fronte dei 9.836.000 euro garantiti alla Provincia di Oristano nel 2010, si è arrivati, nel 2013, al completo azzeramento e questo ha riguardato tutte le amministrazioni provinciali sarde che hanno avuto tantissime difficoltà a chiudere i propri bilanci e garantire i servizi, che in molte parti della Sardegna sono stati tagliati o ridimensionati con evidenti ripercussioni sui cittadini;
- tra le entrate proprie le province dispongono, non si ancora per quanto tempo, dei tributi propri derivanti dalle RCA (Responsabilità civile auto) e dall'IPT (Imposta provinciale di trascrizione dei veicoli al PRA) e delle risorse in Sardegna stanziate con il Fondo unico regionale; tagliati i trasferimenti statali alle province sono rimaste queste due entrate che servono per pagare i dipendenti provinciali, garantire alcuni servizi e i fondi alle partecipate e al personale delle società in house;
- il Governo nel 2013, con la legge di stabilità, ha operato un prelievo forzoso, tramite l'Agenzia delle entrate, dei tributi propri RCA e IPT spettanti alle province che impiegano nei territori per sistemare le strade provinciali e altri interventi lungo la viabilità e garantire i servizi locali; così è accaduto anche nel 2014, con il decreto legge n. 66 del 2014 e con la legge di stabilità 2015 che ha praticamente azzerato questi tributi; in Sardegna si calcola che lo Stato ha prelevato dai conti delle province una cifra che si aggira intorno ai 55 milioni di euro, soldi dovuti all'isola andati a finire altrove;
- nella Provincia di Oristano, a fronte di 7 milioni di euro di tributi propri, lo Stato, per effetto della legge di stabilità 2015, si tratterrà quest'anno circa 6.898.000 euro, nel 2016 circa 11.217.000 euro e nel 2017 circa 15.537.000 euro, una cifra che è addirittura superiore a quella dei tributi propri e del fondo unico regionale garantito dalla Regione; questo significa che le province sarde andranno in dissesto finanziario e non avranno neanche un centesimo per pagare i dipendenti, dovranno, in molti casi, chiudere le strade provinciali alla circolazione stradale, chiudere le scuole, non assistere più i disabili, licenziare tutti i dipendenti delle partecipate e delle società in house;

VISTA la legge 23 dicembre 2014, n 190 (Legge di stabilità 2015) che prevede, all'articolo 1, comma 418, che "Le province e le città metropolitane concorrono al contenimento della spesa pubblica attraverso una riduzione della spesa corrente di 1.000 milioni di euro per l'anno 2015, di 2.000 milioni di euro per l'anno 2016 e di 3.000 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017. In considerazione delle riduzioni di spesa di cui al periodo precedente, ciascuna provincia e città metropolitana versa ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato un ammontare di risorse pari ai predetti risparmi di spesa" e che, quindi, impone un prelievo forzoso sui tributi propri delle amministrazioni provinciali che saranno obbligate a versare cifre astronomiche e, se non lo faranno, sarà la stessa Agenzia delle entrate a trattenere i tributi propri come è già accaduto per gli anni 2013, 2014 e 2015;

EVIDENZIATO che, solo per la Provincia di Oristano, il taglio totale annuale è stato di 16 milioni di euro appare evidente che, se il Governo non provvede a correggere questa iniquità in danno dei sardi, che hanno diritto di avere le scuole aperte, le strade e tutti i servizi locali offerti dagli enti intermedi, il prossimo anno tutte le province sarde saranno costrette a chiudere, andando incontro a un dissesto finanziario senza precedenti a causa del prelievo forzoso imposto dalla legge di stabilità che nel triennio 2015-2017, toglierebbe alla Sardegna e alle sue province una cifra che si aggira intorno a 165 milioni di euro;

CONSIDERATO che, sino a quando non verrà riformato l'intero impianto degli enti locali in Sardegna, le province continueranno a mantenere le tantissime competenze e a svolgere i servizi locali essenziali che non possono essere gestiti dalla Regione e, se lo Stato continuerà di questo passo, cioè a togliere le risorse dei tributi che per legge spettano alle province, la gravissima situazione finanziaria già in atto e che si andrebbe a creare obbligherà la Regione a intervenire, sottraendo risorse da altri comparti in grave difficoltà;

SOTTOLINEATO che, se non verrà modificato questo provvedimento, il rischio è che la Regione sarà costretta a intervenire con fondi propri con il rischio di appesantire ulteriormente il bilancio regionale;

RIBADITO che occorre un intervento immediato per evitare il tracollo delle amministrazioni provinciali, con il rischio che 2000 dipendenti nel 2016 restino senza stipendio, che le province saranno obbligate a chiudere le scuole e a non garantire nessun servizio locale e licenziare tutti i dipendenti delle società in house e che occorre ristabilire un principio di equità e di ragionevolezza in quanto i tributi propri delle province spettano per legge alla Sardegna e, invece, in questo modo lo Stato li sta dirottando altrove,

impegna il Presidente della Regione
e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

a rivolgere formale richiesta al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Governo e al Parlamento per correggere con urgenza il provvedimento che prevede il contenimento della spesa pubblica attraverso una riduzione della spesa corrente e il relativo versamento di un contributo insostenibile a carico delle amministrazioni provinciali per gli anni 2015-2016-2017 in quanto avrebbe come diretta conseguenza il dissesto finanziario di tutte le province sarde, l'impossibilità di pagare i dipendenti e garantire i servizi locali.

Cagliari, 15 giugno 2015