CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 163

MOZIONE TEDDE - LOCCI - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra - RUBIU - OPPI - PINNA - FENU - TRUZZU - TATTI - SOLINAS Christian sui tagli delle risorse destinate a finanziare i piani personalizzati di sostegno previsti dalla legge 21 maggio 1998, n. 162, e sull'introduzione di un meccanismo a punteggio che misura l'importanza e la rilevanza delle diverse forme di disabilità, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

***************

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- la Giunta regionale ha ridotto le risorse destinate al finanziamento dei piani personalizzati di sostegno previsti dalla legge n. 162 del 1998 a favore delle persone affette da gravi disabilità, che hanno la finalità di promuoverne l'autonomia e fornire sostegno alla famiglia in cui il disabile grave vive;
- altresì, la legge n. 162 del 1998 costituisce da quasi un ventennio un valido ed efficace aiuto per tutte quelle famiglie impegnate nell'assistenza di un congiunto disabile e consente alle stesse di poter usufruire, con diverse modalità, di un'assistenza domiciliare o educativa che alleggerisca il carico quotidiano e supporti il disabile nell'acquisizione di autonomie e competenze, rappresentando una delle forme di più alta espressione del principio di solidarietà e della sensibilità civica della nostra comunità verso chi è meno fortunato;

OSSERVATO che:
- la Giunta regionale, nell'avvalersi della possibilità contenuta nella legge finanziaria 2015, elaborata dall'Amministrazione Pigliaru, non si è limitata a revisionare in peggio gli interventi previsti a favore dei gravi disabili tagliandoli, ma ha deliberato l'introduzione di un meccanismo a punteggio che, nel graduare le diverse forme di disabilità grave, introduce un pericoloso concetto di "gravità relativa", in ragione del quale esistono disabilità gravi meritevoli di attenzione e altre che lo sono un po' meno;
- altresì è la stessa legge n. 162 del 1998 che fissa i requisiti che i destinatari dei piani personalizzati debbono possedere, al fine di accedere alle agevolazioni, prevedendo che ne hanno diritto coloro che risiedono in Sardegna e che sono in possesso della certificazione attestante l'handicap grave ex articolo 4 della legge n. 104 del 1992;

RILEVATO, pertanto, che è accertato e certificato che coloro che accedono ai piani personalizzati previsti dalla legge n. 162 del 1998 sono affetti da una grave disabilità e che tale condizione non può essere "incasellata", "classificata" o "graduata" in quanto già il termine "gravità" utilizzato dalla norma è sufficiente di per sé a descrivere che non si tratta di semplici o temporanei impedimenti psico-fisici ma, piuttosto, di menomazioni, ritardi, deficienze complesse e permanenti, il cui peso diventa insopportabile per quelle famiglie in cui un grave disabile vive;

CONSIDERATO che è impossibile valutare la "grave disabilità" correlandola alla situazione economica familiare in quanto vi sono elementi quali quello psicologico ed emotivo che sfuggono a tale fredda misurazione e che pongono sullo stesso piano rendendoli uguali in termini d'importanza i bambini, i giovani, gli adulti affetti da autismo o dalla sindrome di Down e gli anziani non autosufficienti ultrasessantacinquenni, e le loro famiglie;

EVIDENZIATO che:
- l'approccio promosso dalla Giunta regionale, seppur sperimentale, secondo quanto dichiarato dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, si informa a criteri ragionieristici inaccettabili in quanto destinati a persone affette da gravi disabilità, la cui applicazione viola la loro dignità e di quella delle loro famiglie, limitando o privandoli del diritto a godere di quelle condizioni minime di vita tutelate dalla Costituzione;
- altresì, la decisione e la filosofia che sottende alla delibera della Giunta regionale è incompatibile con le idee, i propositi e i valori professati dalla sinistra, come appartenenti al proprio bagaglio storico e culturale, andando a colpire coloro che avrebbero bisogno di maggiori tutele e attenzioni sociali per la loro condizione di fragilità psico-fisica e quella delle famiglie presso le quali vivono;

RICORDATO che tale decisione contraddice il programma elettorale "Cominciamo il domani" del Presidente Pigliaru che, nel capitolo "Società inclusiva", si era impegnato a rafforzare la legge n. 162 del 1998 perché "offre alternative domiciliari di qualità";

OSSERVATO, infine, che gli effetti benefici dei risparmi realizzati attraverso i tagli disposti dalla Giunta regionale paiono risibili rispetto alle ricadute fortemente negative che si riverbereranno sui sardi affetti da gravi forme di disabilità e sulle loro famiglie,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a ritirare o revocare le delibere che hanno praticato i tagli delle risorse destinate a finanziare i piani personalizzati di sostegno a favore dei gravi disabili, previsti dalla legge n. 162 del 1998;
2) ad individuare soluzioni alternative per reperire altrove le risorse tagliate;
3) a riallocare in bilancio le risorse tagliate e rimuovere il meccanismo a punteggio che "premia" coloro che detengono un più alto grado di "grave disabilità" e che introduce un pericoloso principio secondo il quale vi sono disabilità gravi più importanti e meno importanti;
4) a dare impulso alle politiche sociali di cui fanno parte le iniziative di tutela e sostegno delle persone disabili e di cui vi sono labili tracce nell'azione di governo.

Cagliari, 7 luglio 2015