CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 172

MOZIONE CAPPELLACCI - PITTALIS - CHERCHI Oscar - TEDDE - LOCCI - FASOLINO - PERU - RANDAZZO - TUNIS - TOCCO - ZEDDA Alessandra sui tagli ai trasferimenti destinati agli enti locali.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- come denunciato dall'ANCI Sardegna, il taglio dei trasferimenti agli enti locali dell'Isola ammonta a circa 60 milioni di euro: 45 milioni statali e 15 milioni della Regione autonoma della Sardegna;
- la Regione non è in grado di impegnare per il 2015 la risorse stanziate per il fondo unico degli enti locali, ma solo 25 milioni di euro, pari al 95 per cento del totale;
- le sollecitazioni dell'ANCI nei confronti della Giunta regionale per l'assegnazione del restante 5 per cento ancora non hanno trovato riscontri concreti da parte dell'Esecutivo;
- il meccanismo del pareggio di bilancio, introdotto dopo l'accordo stipulato tra il ministro Padoan ed il Presidente Pigliaru nel luglio del 2014, rischia di riverberare i suoi effetti negativi sulle casse dei comuni oltre che su quelle regionali;
- in seguito a tale accordo, i comuni hanno già patito la mancata applicazione da parte della Giunta regionale del comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale n. 12 del 2013, che liberava il fondo unico per i comuni dai vincoli, troppo stretti, del patto di stabilità;
- la politica dei tagli indiscriminati si traduce non solo in una riduzione dei servizi, ma altresì in un intollerabile aumento dei tributi locali che, sempre secondo l'ANCI, risulta aumentato del 22 per cento;
- l'incremento delle tasse, il ridimensionamento dei servizi ed il venir meno di misure di sostegno per le mense, i libri scolastici, le famiglie e gli indigenti colpiscono in particolare le fasce più deboli della comunità, con effetti drammatici sul piano sociale;
- i tagli ai comuni si inquadrano in un contesto più ampio, che vede la stessa Regione subire continue sottrazioni di risorse destinate alle infrastrutture, alla sanità ed altri settori vitali del nostro sistema economico sociale, peraltro spesso imposti con leggi palesemente contrastanti con lo Statuto e pertanto illegittime;
- le ultime riduzioni creano un clima di incertezza in una fase in cui i sindaci provano a chiudere i bilanci e soprattutto incidono sulla effettiva possibilità per i comuni di esercitare le proprie funzioni;
- la linea mantenuta finora dalla Giunta regionale nella dialettica con lo Stato centrale non ha portato risultati apprezzabili sul piano concreto ed è stata caratterizzata da un'eccessiva arrendevolezza, culminata con il ritiro dei ricorsi promossi nella scorsa legislatura davanti alla Corte costituzionale con la conseguente scellerata rinuncia a centinaia di milioni di euro rivendicati dalla Sardegna nei confronti dello Stato centrale,

impegna il Presidente della Regione

1) a dare risposte concrete alle richieste dell'ANCI relative al fondo unico per gli enti locali;
2) a riaprire la vertenza entrate, frettolosamente chiusa con il ritiro unilaterale dei ricorsi da parte della Giunta regionale, al fine di rivendicare senza sconti le risorse effettivamente dovute alla Regione autonoma della Sardegna.

Cagliari, 6 agosto 2015