CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 190

MOZIONE PIZZUTO - COCCO Daniele Secondo - AGUS - LAI - COCCO Pietro - DESINI - CHERCHI Augusto - MANCA Pier Mario - USULA - ZEDDA Paolo Flavio sul sostegno politico e finanziario al popolo curdo.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- il Kurdistan è una regione di oltre 500.000 kmq, abitato da quasi 40 milioni di persone e collocabile geograficamente nel territorio che corrisponde all'antica Mesopotamia;
- il popolo curdo è tuttora una "nazione senza Stato" che si colloca tra i territori della Siria, Iran, Iraq e Turchia, in quest'ultima con un'incidenza di circa 24 milioni di abitanti e in nessuno dei 4 paesi è riconosciuta ai curdi la loro specificità linguistica, culturale ed etnica;
- in data 28 ottobre 2014, è stata presentata al Consiglio regionale della Sardegna la Mozione n. 83 per esprimere solidarietà alla resistenza del popolo curdo e chiedere la cancellazione del PKK dalla lista nera dell'Unione europea, prevedendo, tra le altre cose, l'invio di una delegazione di consiglieri regionali in Kurdistan per favorire la conoscenza e lo scambio culturale tra il popolo sardo e il popolo curdo;
- tutta l'umanità è impegnata in una lotta comune contro lo Stato islamico - IS e, in questa lotta, anche la Sardegna deve fare la sua parte;

EVIDENZIATO che le guerre e le persecuzioni, oltreché ingiuste, sono tra le principali cause di incremento delle migrazioni per milioni di persone, le quali per disperazione sono costrette a sfidare i rischi del mare, con mezzi insicuri, alla ricerca di un futuro sostenibile;

CONSIDERATO che:
- dal 3 all'8 luglio 2015, ha avuto luogo il viaggio nel Kurdistan turco della delegazione sarda composta da tre consiglieri regionali, due consiglieri comunali, un giornalista e un accompagnatore e che la stessa delegazione ha potuto constatare le difficoltose condizioni dei campi profughi di Suruc e di Diyarbakir e, in generale, la costante situazione di allarme cui è sottoposto il popolo curdo, soprattutto a ridosso delle frontiere;
- nella sola Turchia i curdi amministrano un centinaio di comuni del loro territorio, incluse tutte le più grandi città, dotandosi di un'organizzazione moderna, democratica e capillare, caratterizzata dall'importanza data al ruolo della donna e ai diritti universali di tutti i popoli e individui;

VISTA la crescente importanza del partito curdo HDP che, nelle scorse elezioni amministrative in Turchia, superando per la prima volta la temibile soglia di sbarramento del 10 per cento, è riuscito a raggiungere il 13 per cento dei voti, anche grazie all'appoggio delle altre numerose minoranze presenti nello Stato turco, ottenendo 80 seggi in Parlamento;

CONSIDERATO, tuttavia, che in tutti gli Stati in cui è presente la minoranza curda si è svolta nel tempo un'operazione di riduzione, omogenizzazione, cancellazione (anche attraverso la repressione armata e la pulizia etnica) della lingua, delle tradizioni e, in generale, della cultura curda;

TENUTO CONTO che attualmente la città curda di Kobane (facente parte dell'autoproclamata autonomia democratica del Rojava e appartenente territorialmente allo Stato siriano) rappresenta una frontiera armata per l'avanzata dell'IS e quotidianamente i suoi abitanti sono costretti alla resistenza armata e a continue incursioni che via via hanno distrutto la città e sterminato parte della popolazione;

CONSTATATO che la città di Kobane sta sperimentando un'esperienza di autogoverno comunitario, basata sulla convivenza multietnica e multireligiosa ed è diventata un obiettivo dell'IS, che vuole scongiurare la diffusione del pensiero democratico all'intero Medio Oriente e mettere mano sulle risorse del territorio, instaurando nella regione un regime patriarcale e reazionario;

RITENUTO che esiste un forte legame tra il popolo curdo e il popolo sardo, da sempre solidale e accogliente, e che tale vicinanza, oltre alle manifestazioni di solidarietà e di impegno espresse dalla delegazione sarda, è tangibile dalla recente titolazione allo statista sardo Antonio Gramsci di una scuola che in questi giorni è in fase di ricostruzione nella città di Kobane;

VISTO che la Camera dei deputati ha recentemente approvato un ordine del giorno che impegna il Governo "a intervenire sul Governo turco per chiedere la piena fruizione dei valichi di frontiera non controllati dall'ISIS anche per il coordinamento degli aiuti umanitari e a operare affinché la sperimentazione democratica dei tre cantoni di Rojava in Siria possa rafforzarsi dentro la prospettiva di un paese libero, democratico e pluriconfessionale; a operare affinché le Nazioni Unite possano cooperare con le autorità autonome di Rojava con invio di aiuti e mettendo sotto la propria egida i campi profughi ospitati in questa zona";

CONSIDERATO l'impegno dei consiglieri regionali delegati e del Presidente del Consiglio regionale che hanno sottolineato l'esigenza di informare il popolo sardo e diffondere notizie corrette sullo stato in cui versa il popolo curdo e, in particolare, fornire informazioni non distorte sulla resistenza curda e i pericoli delle collusioni tra gli stati mediorientali e l'IS;

PRESO ATTO che non si può più tergiversare sulla situazione del Kurdistan, considerato che si tratta di circa 40 milioni di persone che non hanno uno Stato,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a

1) sollecitare il Governo, l'Unione europea e l'Organizzazione delle nazioni unite a intraprendere tutte le azioni necessarie per sostenere e incentivare le spinte di autonomia democratica delle popolazioni curde all'interno degli Stati nazionali in cui risiedono, attraverso l'applicazione della teoria del confederalismo democratico e il riconoscimento della massima autonomia alle comunità locali;
2) sollecitare un intervento dell'Onu per l'interruzione del conflitto a ridosso della frontiera siriana che, in questo ultimo periodo, è stata teatro di un attacco da parte delle forze militari turche;
3) continuare il processo di conoscenza e scambio culturale attivato dalla delegazione del Consiglio regionale presso le aree curde e attuare un progetto di diffusione, anche attraverso le scuole, della condizione del popolo curdo e della sua attività di resistenza all'annullamento culturale;
4) fornire un aiuto finanziario concreto al popolo curdo e, in particolar modo, mettere in atto un'azione immediata di sostegno o alla ricostruzione della città di Kobane, con particolare attenzione alla scuola che sarà intitolata ad Antonio Gramsci, o al sostentamento e soprattutto al rientro dei profughi, anche attraverso l'organizzazione umanitaria "Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia onlus", incentivando economicamente, in particolare, le politiche per i minori ospitati nei campi profughi del Kurdistan turco.

Cagliari, 28 ottobre 2015