CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 193

MOZIONE CONGIU - CHERCHI Augusto - MANCA Pier Mario - DESINI - BUSIA - UNALI sull'immediata applicabilità, da parte della Giunta regionale, delle disposizioni di cui all'articolo 9, comma 4, legge regionale 7 agosto 2009, n. 3 per la definizione dei criteri per la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- l'articolo 5 dello Statuto speciale per la Sardegna sardo assegna alla Regione la facoltà di adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione e attuazione, tra le altre, anche in materia di istruzione di ogni ordine e grado e di ordinamento degli studi;
- trattasi di potestà legislativa concorrente in virtù del fatto che la Regione legifera con leggi vincolate al rispetto dei principi fondamentali relativi alle singole materie, stabiliti dalle leggi dello Stato;
- nel concetto di "istruzione" rientrano anche i settori della programmazione scolastica regionale, del dimensionamento della rete delle istituzioni scolastiche e della distribuzione del personale docente tra le autonomie scolastiche;
- da più parti si registra una diffusa e generalizzata insoddisfazione per il ruolo, sempre più egemone, esercitato dal Ministero dell'istruzione che pare privilegiare un dialogo diretto con le sue articolazioni periferiche (uffici scolastici provinciali e regionali) o con le singole autonomie scolastiche, piuttosto che chiamare le regioni a un processo maggiormente coinvolgente;
- l'entrata in vigore della legge n. 107 del 2015, sebbene da un lato ha avuto il pregio di aver avviato un importante percorso di stabilizzazione, dall'altro, avendo posto sul medesimo piano tutte le regioni italiane senza considerare gli squilibri derivanti dalla condizione di insularità della Sardegna, ha posto la nostra isola in una posizione di sostanziale svantaggio nella competizione con le altre regioni italiane;
- detto svantaggio poteva essere, in parte, colmato se l'ufficio scolastico regionale avesse proceduto con la richiesta delle deroghe, consentite dalla legge n. 107 del 2015 e richiamate nelle note ministeriali n. 6753 del 27 febbraio 2015 e n. 19400 del 3 luglio 2015, dimostrando così di recepire e attuare gli indirizzi dati dalla Regione e compendiati nelle Linee guida per il dimensionamento della rete scolastica per l'anno 2015/2016, nella deliberazione della Giunta regionale n. 24/10 del 19 maggio 2015 (Programmazione unitaria 2014/20-Strategia 1) e nelle linee generali e principi ispiratori del progetto Iscola;
- la mancata richiesta di deroghe, unitamente all'insoddisfacente adeguamento degli organici alle situazioni locali di fatto, ha determinato o favorito le condizioni per cui le professionalità e l'esperienza maturata dai docenti della Sardegna debbano essere spese altrove;
- se a ciò si aggiungono i tagli ai corsi, agli indirizzi, alle classi, la riduzione del tempo pieno, il ripristino delle pluriclassi (nonostante le plurime e reiterate segnalazioni provenienti sia dai sindacati che da tanti dirigenti scolastici) si comprende il motivo per cui, ultimamente, si è acuito quel sentimento di generale insoddisfazione per le politiche scolastiche calate nel nostro ambito regionale;

CONSIDERATO che:
- l'articolo 9, comma 4, della legge regionale n. 3 del 7 agosto 2009 consente alla Giunta regionale, in attesa di una riforma organica della normativa regionale in materia di istruzione, di definire le modalità e i criteri per la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche, tenendo conto delle situazioni di disagio legate a specifiche situazioni locali;
- proprio l'attuale Giunta regionale, nell'approvare il Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno 2015/2016, ha evidenziato "la necessità di addivenire a breve a un'organica legge regionale sull'istruzione..." (deliberazione della Giunta regionale n. 15/01 del 10 aprile 2015),

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

affinché, in attesa della invocata riforma organica della normativa regionale, preso atto della insoddisfacente gestione del "sistema scolastico regionale", si applichino immediatamente le disposizioni di cui all'articolo 9, comma 4, della legge regionale n. 3 del 7 agosto 2009 e quindi si definiscano da subito i criteri per la distribuzione del personale tra le istituzioni scolastiche, tenendo conto delle situazioni di disagio legate alle specifiche contingenze locali.

Cagliari, 6 novembre 2015