CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 196

MOZIONE TEDDE - PITTALIS - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra sulla preclusione nei confronti dei docenti sardi ad accedere ai benefici previsti dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, "La buona scuola", a seguito dell'errata applicazione della norma da parte dell'Ufficio scolastico regionale per la Sardegna.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che, con decreto ministeriale n. 62 del 13 luglio 2011, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca bandiva un concorso per esami e titoli per il reclutamento, per i diversi ordini di scuole, di 2.386 dirigenti scolastici di cui 87 erano destinati alla regione Sardegna;

PREMESSO, altresì, che a seguito degli esiti delle prove concorsuali e della redazione delle relative graduatorie si sono innescati, nella maggior parte delle regioni d'Italia e anche in Sardegna, numerosi contenziosi ancora oggi pendenti tra gli uffici scolastici regionali e gli esclusi, con possibili negative ripercussioni non soltanto sull'erario, ma anche sul servizio pubblico scolastico che dai concorsi previsti dal decreto ministeriale, al contrario, avrebbe dovuto trarre benefici effetti;

CONSIDERATO che in Sardegna in particolare è, a oggi, pendente il ricorso proposto al TAR, reg. n. 528/2012, per l'annullamento delle procedure concorsuali previste dal decreto ministeriale n. 62 del 13 luglio 2011 per gravi violazioni di legge che non hanno consentito ai ricorrenti la regolare partecipazione al concorso e l'inclusione negli elenchi definitivi dei candidati che avevano superato le relative prove concorsuali;

DATO ATTO che nel quadro delle disposizioni normative che costituiscono il fondamento della riforma del sistema scolastico nazionale denominata "La buona scuola", il legislatore, "al fine di tutelare le esigenze di economicità dell'azione amministrativa e di prevenire le ripercussioni sul sistema scolastico dei possibili esiti del contenzioso pendente relativo ai concorsi per dirigente scolastico" banditi con il decreto ministeriale n. 62 del 13 luglio 2011, con legge 13 luglio 2015, n. 107, articolo 1, commi 87 e 88, ha previsto l'immissione nei ruoli di dirigenti scolastici attraverso la partecipazione a un corso intensivo di formazione e il superamento della relativa prova scritta finale, stabilendo che le modalità di svolgimento del corso sarebbero state definite con successivo decreto ministeriale e che le predette disposizioni riguardano le procedure concorsuali bandite con decreto direttoriale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 22 novembre 2004, col decreto del Ministero della pubblica istruzione del 3 ottobre 2006 e col decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 13 luglio 2011;

OSSERVATO che la legge n. 107 del 2015, comma 88, lettera a), pur nella sua infelice formulazione che pare ricomprendere soltanto i soggetti vincitori, ovvero utilmente collocati nelle graduatorie, ovvero che abbiano superate positivamente tutte le fasi di procedure concorsuali successivamente annullate in sede giurisdizionale, relative al concorso per esami e titoli per il reclutamento di dirigenti scolastici indetto nel 2011, deve essere interpretata secondo canoni ermeneutici costituzionalmente orientati a salvaguardia dei principi di uguaglianza previsti dall'articolo 3 della Costituzione, al fine di perequare la posizione di tali soggetti con coloro che hanno impugnato il concorso;

DATO ATTO, altresì, che con decreto ministeriale n. 499 del 20 luglio 2015 sono state definite le modalità di svolgimento di un corso intensivo di formazione e della relativa prova scritta finale, così come previsto dal comma 87 dell'articolo 1 della legge n. 107 del 2015;

OSSERVATO che, ai fini dell'individuazione dei soggetti ammessi alla partecipazione ai corsi intesivi di formazione, l'articolo 4 del decreto ministeriale n. 499 del 20 luglio 2015 dispone che gli uffici scolastici regionali individuano i soggetti tra quelli che hanno partecipato ai concorsi di cui ai bandi emanati nel 2004, 2006 e 2011 e ne trasmettono i nominativi entro il 24 luglio 2015, in elenchi separati, alla Direzione generale per il personale scolastico;

RILEVATO che, con nota del 12 agosto 2015, prot. AOODRSA.REG.UFF. n. 9343, l'Ufficio scolastico regionale per la Sardegna ha comunicato che non risultano in Sardegna destinatari del corso intensivo di formazione e della relativa prova scritta finale per l'accesso ai ruoli di dirigente scolastico, ovvero della sessione speciale di esami di cui al decreto ministeriale n. 499 del 20 luglio 2015;

RILEVATO, altresì, che a quanto consta, al contrario, numerosi docenti sardi esclusi che hanno partecipato alle procedure concorsuali attivate con bandi pubblicati nel 2004, 2006 e 2011 e per i quali è oggi ancora pendente un contenzioso con la Regione, avrebbero i requisiti previsti dalla legge n. 107 del 2015, per essere ammessi alla partecipazione ai corsi intensivi di formazione e alla relativa prova scritta finale e che, pertanto, la suddetta comunicazione dell'Ufficio scolastico regionale per la Sardegna sarebbe viziata da errore;

PRESO ATTO che alla Sardegna il MIUR ha assegnato per il 2015 un numero di posti superiore di 11 unità rispetto alle graduatorie prodotte dal concorso del 2011;

TENUTO CONTO che, diversamente da quanto accaduto in Sardegna, in molte altre regioni gli uffici scolastici regionali hanno comunicato un numero di destinatari del corso intensivo di formazione pari anche a tre volte il numero di posti disponibili nel 2015 per l'incarico di dirigente scolastico;

TENUTO CONTO, altresì, che con decreto ministeriale n. 635 del 27 agosto 2015 è stata prevista una procedura annuale per la tempestiva copertura dei posti di dirigente scolastico nelle regioni nelle quali risultino vacanti e disponibili, mediante assunzione dei candidati di altre regioni idonei inclusi nelle graduatorie del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici bandito con decreto direttoriale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 13 luglio 2001, n. 62, che non siano stati ancora immessi in ruolo per carenza di posti vacanti e disponibili nelle suddette regioni;

EVIDENZIATO che il decreto prevede, inoltre, che i posti vacanti e disponibili residuati all'esito delle operazioni di mobilità e di immissione in ruolo effettuate per il medesimo anno scolastico e dall'assegnazione dei posti accantonati per i soggetti di cui all'articolo 1, comma 88, della legge n. 107 del 2015, sono conferiti in ciascuna regione nel limite massimo del 20 per cento;

OSSERVATO, pertanto, che in base a quanto stabilito dal decreto n. 635 del 27 agosto 2015, per l'anno scolastico in corso è imminente l'assegnazione in Sardegna di n. 2 posti di dirigente scolastico a candidati che hanno beneficiato della "sanatoria" in Campania, nell'indifferenza dell'Ufficio scolastico regionale della Sardegna, a vantaggio di docenti di altre regioni e a discapito di quelli sardi che verrebbero così pesantemente danneggiati,

impegna il Presidente della Regione

1) a intervenire con urgenza presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca al fine di sapere quali siano le motivazioni che hanno determinato il rigetto delle istanze di ammissione al corso intensivo di formazione previsto dalla legge n. 107 del 2015, da parte dell'Ufficio scolastico regionale per la Sardegna e ad acquisire informazioni circa le conseguenze per l'erario statale derivanti dalla prosecuzione del contenzioso relativo alle procedure concorsuali bandite con decreto ministeriale n. 62 del 13 luglio 2011, che il legislatore nazionale ha deciso di sanare con la legge 13 luglio 2015, n. 107, al fine di evitare ulteriori perdite alle casse dello Stato e migliorare l'efficienza del servizio pubblico scolastico;
2) a intraprendere tutte le iniziative politiche necessarie al fine di tutelare i diritti dei docenti sardi alla luce di un quadro normativo che favorisce la "stabilizzazione" di lavoratori sardi attraverso procedure semplificate finalizzate a far cessare il contenzioso in essere e a scongiurare le conseguenze di un'interpretazione che, se confermata, avvantaggerebbe i docenti di altre regioni a discapito di quelli sardi che verrebbero pesantemente danneggiati.

Cagliari, 10 novembre 2015