CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 222

MOZIONE TRUZZU - LAMPIS - PITTALIS - DESINI - RUBIU - COCCO Daniele Secondo - DEDONI - USULA - COSSA - CRISPONI - CARTA - ANEDDA - ZANCHETTA - ZEDDA Alessandra - TUNIS - LOCCI - CHERCHI Oscar - TOCCO - PERU - FASOLINO - TEDDE - CAPPELLACCI - DERIU - SOLINAS Antonio - SOLINAS Christian - ORRÙ - COZZOLINO - PINNA Rossella - PISCEDDA - SABATINI - MANCA Gavino - MORICONI - GAIA - PERRA - ZEDDA Paolo Flavio - LEDDA - LAI - UNALI - PIZZUTO - AGUS - FORMA - COLLU - CONGIU - BUSIA - MANCA Piermario - CHERCHI Augusto - RANDAZZO - OPPI - TATTI - PINNA Giuseppino - MELONI sui servizi educativi in contesto domiciliare, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- i servizi educativi in contesto domiciliare sono servizi sperimentali finalizzati a promuovere risposte flessibili e diversificate alle esigenze delle famiglie e a valorizzare le capacità auto-organizzative delle stesse;
- la "mamma accogliente", in particolare, è un servizio effettuato da una mamma che accoglie bambini (di norma anche il proprio) di età compresa fra tre mesi e tre anni, presso la propria abitazione, presso l'abitazione delle famiglie interessate, in un luogo appositamente attrezzato messo a disposizione dal comune, da altri enti pubblici e istituzioni religiose;
- il servizio di "mamma accogliente" è svolto da persone in possesso di titolo specifico previsto per il ruolo di educatore di nidi d'infanzia e l'esperienza delle "mamme accoglienti", si propone, in particolare, di far fronte alla carenza di strutture per la prima infanzia (bambini da zero a tre anni) e di dare una possibile occupazione alle mamme rimaste disoccupate in seguito alla maternità o ancora alla ricerca di un primo impiego;

PRESO ATTO che:
- il report ISTAT sull'offerta comunale di asili nido e di altri servizi socio-educativi per la prima infanzia, pubblicato a luglio 2014, fotografa una realtà decisamente poco rassicurante per la nazione, la Sardegna e per il meridione in particolare;
- i bambini che usufruiscono di asili nido comunali o finanziati dai comuni variano, infatti, da una percentuale dei residenti fra zero e due anni del 3,5 per cento al sud, al 17,3 per cento al centro;
- la percentuale dei comuni che garantiscono la presenza del servizio al sud è pari al 22,7 per cento, mentre, nell'anno scolastico 2012/2013, solo l'1,1 per cento dei bambini tra zero e due anni (circa 20 mila) ha usufruito dei servizi integrativi per la prima infanzia;

CONSIDERATO che:
- benché gli asili nido e gli altri servizi socio-educativi per la prima infanzia (servizi integrativi) assorbono circa il 18 per cento delle risorse dedicate dai comuni al welfare locale e il 46 per cento della spesa rivolta all'area di utenza "famiglia e minori", si è registrata una progressiva riduzione delle capacità di spesa dei comuni negli ultimi anni, a causa dei vincoli posti dal patto di stabilità interno, della crisi economica e delle riduzioni dei trasferimenti statali destinati a finanziare le politiche sociali;
- i dati ISTAT confermano la carenza di strutture nelle regioni del mezzogiorno e non sono visibili segnali di convergenza, tanto che, nella distribuzione regionale, l'indicatore di presa in carico degli utenti per l'anno 2012/2013 registra un valore del 2,1 per cento per la Calabria, e un 26,8 per cento per l'Emilia Romagna, mentre la Sardegna, con il 12,9 per cento, risulta la prima regione del centro sud;
- dal punto di vista della presenza dell'offerta pubblica di asili nido sul territorio, quasi tutte le regioni del nord Italia e la Toscana contano più del 70 per cento di comuni coperti dal servizio, mentre la Sardegna si colloca fra il 25 per cento e il 35 per cento insieme alla Sicilia, al Lazio, alla Basilicata e al Piemonte;
- nell'ambito delle strutture di titolarità dei comuni, la spesa media per utente a livello nazionale varia da 9.065 euro annui nei servizi gestiti direttamente a 4.381 euro per utente nelle strutture affidate in appalto a soggetti terzi;

RITENUTO che:
- i dati sopra riportati, insieme all'esperienza consolidata negli anni, testimoniano che la sperimentazione delle mamme accoglienti, benché potenzialmente di rilievo per le comunità locali, stia riscontrando un'enorme difficoltà di sviluppo nel territorio regionale;
- la creazione di una rete capillare di mamme accoglienti sul territorio regionale avrebbe, infatti, molteplici effetti:
1) garantire la presenza di un servizio socio-educativo per la prima infanzia in gran parte dei comuni isolani (circa il 70 per cento ne sono sprovvisti), compresi quelli delle zone interne, delle aree marginali e di minori dimensioni, offrendo una parziale risposta al progressivo processo di spopolamento;
2) aumentare l'indicatore di presa in carico degli utenti, ovvero il numero di bambini che usufruiscono di un servizio socio-educativo ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni;
3) alleggerire le finanze comunali, giacché la spesa media per utente che usufruisce di un servizio socio-educativo in strutture non comunali è circa la metà;
4) offrire nuove opportunità occupazionali e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sopratutto nelle aree periferiche e marginali della regione;
5) accrescere i servizi essenziali disponibili per i cittadini, quale elemento cruciale per ampliare le opportunità degli individui, creare condizioni favorevoli all'attrazione degli investimenti privati, anche attraverso una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, promuovere una politica di sviluppo regionale e una progressiva riduzione del divario fra le regioni meridionali e il resto del Paese;

VALUTATO che:
- al fine di promuovere la diffusione del servizio è necessario equiparare la normativa, in particolare la deliberazione della Giunta regionale n. 28/11 del 19 giugno 2009, a quanto già avviene in gran parte delle regioni italiane, specificatamente quelle del centro-nord, dove il servizio risulta decisamente più capillare;
- l'ostacolo principale all'espansione del servizio mamme accoglienti è dato dal numero massimo di bambini ospitabili nelle strutture, oggi limitato a soli 3 bambini in Sardegna, contro i 6 delle altre regioni italiane;
- un tale incremento non avrebbe alcuna ripercussione sui nidi pubblici e privati, in considerazione dell'esiguità dell'offerta oggi presente sul territorio regionale e dall'altro del fatto che il servizio "mamme accoglienti" fornisce una risposta a bisogni differenti rispetto ai nidi tradizionali, garantendo, in particolare, la presenza di soluzioni di prossimità per l'accudimento dei bimbi da zero a tre anni,

impegna l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e la Giunta regionale

a modificare, entro novanta giorni dall'approvazione della presente mozione, la deliberazione della Giunta regionale n. 28/11 del 19 giugno 2009, portando il numero massimo di bambini ospitabili in una struttura da 3 a 6.

Cagliari, 21 gennaio 2016