CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 227

MOZIONE PITTALIS - TRUZZU - CARTA - DEDONI - RUBIU - CAPPELLACCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - LAMPIS - LOCCI - PERU - RANDAZZO - TEDDE - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra - COSSA - CRISPONI - OPPI sulla necessità di contrastare la ratifica dell'accordo di Caen del 2015, con cui la Repubblica italiana si è impegnata a cedere un'area di acque territoriali a nord della Sardegna.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- il 14 gennaio 2016 il peschereccio italiano "Mina" è stato fermato per un presunto sconfinamento in acque francesi;
- per ammissione dello stesso Governo francese, l'episodio sarebbe riconducibile ad un'errata applicazione di un accordo siglato a Caen il 21 marzo del 2015, ratificato dalla Francia, ma ancora non recepito dalla Repubblica italiana;
- secondo quanto si apprende dai media, tale accordo prevedrebbe la cessione dall'Italia alla Francia di un tratto di mare compreso tra la Sardegna e la Corsica;
- al momento le ragioni della firma appaiono oscure, come appare inspiegabile la vicenda della firma nel suo complesso, alla luce delle previsioni comunitarie sulla libera circolazione dei pescherecci a partire dal 2022;
- gli attuali confini sono frutto di un accordo Francia-Italia, anche quello mai ratificato, di fine 800, e quindi potremmo definirli frutto di una consuetudine;
- pare che la cessione sia compensata da un'acquisizione di acque territoriali intorno all'Isola d'Elba, cioè territorio della Regione del premier, e si domanda come mai la Regione autonoma della Sardegna non sia stata minimamente informata di quest'opportunità;
- in ogni caso, la cessione di spazi di sovranità e di acque territoriali appare in forte contrasto con l'interesse nazionale e con i principi costituzionali sull'unità e integrità del territorio nazionale,

impegna il Presidente della Regione

1) a significare immediatamente al Governo e al Parlamento italiano il dissenso della Regione rispetto all'accordo Italia-Francia stipulato a Caen nel 2015;
2) a promuovere ogni iniziativa utile a denunciare tale accordo e a scongiurare la ratifica da parte del Parlamento italiano.

Cagliari, 2 marzo 2016