CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 229

MOZIONE TRUZZU - LAMPIS - PITTALIS - RUBIU - DEDONI - CARTA - CAPPELLACCI - TEDDE - ZEDDA Alessandra - LOCCI - CHERCHI Oscar - FASOLINO - PERU - RANDAZZO - TUNIS - COSSA - CRISPONI - SOLINAS Christian - ORRÙ - TOCCO - FLORIS - OPPI - TATTI - PINNA Giuseppino sul decreto legge in discussione alla Camera dei deputati relativo alla direttiva sul credito ipotecario.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che la direttiva n. 2014/17/UE del Parlamento europeo del 4 febbraio 2014, la cosiddetta Mortgage credit directive (Direttiva sul credito ipotecario), stabilisce che "gli Stati membri non possono impedire alle parti di un contratto di credito di convenire espressamente che la restituzione o il trasferimento della garanzia reale o dei proventi della vendita della garanzia reale è sufficiente a rimborsare il credito";

CONSIDERATO che il Governo italiano è tenuto a recepire detta direttiva n. 2014/17/UE, entro il 21 marzo 2016, con un decreto legislativo di attuazione (l'atto del Governo n. 256), attualmente all'esame della Commissione finanze - che al comma 3 dell'articolo 120 quinquiesdecies prevede testualmente: "Le parti del contratto di credito possono convenire espressamente, al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente, che in caso di inadempimento del consumatore, la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l'estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all'eccedenza", il che significa che in caso di mancata restituzione delle somme prestate, l'istituto di credito può entrare direttamente in possesso dell'immobile posto a garanzia e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito, restituendo eventualmente al cliente la differenza tra il prezzo ricavato ed il debito non rimborsato;

RITENUTO che tale disposizione non tenga conto dell'articolo 2744 del Codice civile che vieta espressamente il cosiddetto "patto commissorio", cioè il patto con il quale si conviene che, in caso di inadempimento del credito, la proprietà della casa ipotecata o data in pegno passi al creditore; tant'è vero che quando un mutuatario non rispetta il pagamento di sette rate, anche non consecutive, la banca che eroga il mutuo si rivolge al tribunale per avviare la procedura esecutiva mettendo all'asta il bene e, una volta venduto, restituisce al debitore l'eccedenza;

SOTTOLINEATO che il decreto legislativo attualmente all'esame della Commissione parlamentare delle finanze prevede norme diverse da quanto richiesto dalla normativa europea in quanto stabilisce che l'accordo relativo alla cessione dell'immobile potrebbe essere non solo contenuto nel contratto di finanziamento, ma addirittura potrebbe intervenire in un momento successivo alla stipula del contratto, andando a modificare, in modo unilaterale, le condizioni ai mutui già erogati;

EVIDENZIATO che:
- è prioritario tutelare i cittadini e in special modo il sacro diritto alla casa, per di più nel momento storico in cui si vive una gravissima e pericolosissima crisi economica;
- il provvedimento avrebbe conseguenze drammatiche nell'Isola e rischierebbe di privare dell'abitazione migliaia di famiglie sarde oggi in gravissima difficoltà generando un ulteriore depauperamento economico e sociale delle nostre comunità,

impegna il Presidente della Regione

ad intervenire presso il Governo affinché:
1) venga rivisto quanto stabilito dall'articolo 120 quinquiesdecies, comma 3, tenendo conto del "divieto del patto commissorio" sancito dall'articolo 2744 del Codice civile;
2) venga altresì evitato di facilitare, a scapito del debitore, l'azione delle banche per entrare in possesso delle case ipotecate senza l'azione di pignoramento e il passaggio in tribunale;
3) non venga, inoltre, regalata alle banche la possibilità di poter vendere gli immobili requisiti a qualsiasi prezzo e senza nessun tipo di garanzia o possibilità di contraddittorio per il debitore.

Cagliari, 10 marzo 2016