CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 230

MOZIONE RUBIU - PITTALIS - DEDONI - CARTA - PINNA Giuseppino - TATTI - FLORIS - CAPPELLACCI - PERU - COSSA - CRISPONI - ZEDDA Alessandra - TUNIS - TEDDE - TOCCO - TRUZZU - ORRÙ - CHERCHI Oscar in merito alla decurtazione dallo stipendio, con prelievo mensile in busta paga, malgrado l'approvazione di un emendamento alla legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria), degli emolumenti riguardanti le progressioni economiche dei dipendenti dell'ASL n. 7, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che, con deliberazione n. 1503 del 2001, la Direzione generale dell'ASL n. 7 di Carbonia ha determinato, per l'anno 2001, il fondo consolidato per il finanziamento delle fasce retributive dell'area di comparto tenendo conto, tra l'altro, dello spostamento di risorse dal fondo per la produttività collettiva e individuale di cui all'articolo 38 del CCNL Sanità 1998-2001, comparto del personale servizio sanitario nazionale I e II biennio del 7 aprile 1999, nella misura del 15 per cento;

ACCERTATO che con la deliberazione del direttore generale n. 1280 del 2005 è stato recepito l'accordo decentrato siglato con la delegazione sindacale in data 17 maggio 2005, con cui si stabiliva, al fine di consentire la progressione di fascia retributiva a una platea più estesa dei dipendenti del comparto, di procedere a un incremento ulteriore del fondo per il finanziamento delle fasce;

RILEVATO che, con deliberazione n. 1140/c del 3 settembre 2010, si è deciso di sospendere la corresponsione delle fasce retributive adottando nuovi criteri di attribuzione, anche in seguito alle decisioni approvate con deliberazione n. 920 del 2009 che rendeva nulle le deliberazioni precedentemente adottate;

VALUTATO che sulla questione è poi intervenuta la Corte dei conti che, con sentenza n. 2 del 2015, ha ritenuto illegittimi gli accordi per la progressione economica siglati nel 2005, obbligando di fatto i lavoratori a una decurtazione dello stipendio, con un prelievo dalla busta paga;

ANNOTATO che, con legge regionale n. 5 del 2015 (legge finanziaria 2015) e con legge regionale n. 6 del 2015 (legge di bilancio), è stato approvato un emendamento salva fasce che, di fatto, garantiva ai dipendenti di evitare il prelievo in busta paga;

DATO ATTO che la manovra finanziaria è stata approvata e pubblicata, senza che però nulla sia cambiato; dunque, un migliaio di lavoratori dell'ASL continuano a vedersi decurtato parte dello stipendio, anche a seguito della sentenza della Corte dei conti che ha ritenuto illegittime le progressioni economiche;

APPRESO che appare opportuno tutelare i dipendenti dell'ASL, evitando che ricada sulla platea dei lavoratori la responsabilità di atti ritenuti illegittimi e restituendo al personale dell'azienda quanto sottratto;

RIMARCATO che si considera, peraltro, fondamentale salvaguardare le posizioni economiche individuali e i diritti già acquisiti dal personale sanitario, che non deve subire penalizzazioni ingiuste per i lavoratori, che non vantano responsabilità circa il trattamento accessorio erroneamente assegnato,

impegna il Presidente della Regione
e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale

1) a conoscere i motivi che impediscono l'applicazione dell'emendamento approvato in occasione della legge finanziaria 2015, con il blocco del prelievo mensile e la restituzione delle risorse sottratte in busta paga ai dipendenti nell'ambito della vicenda sul caso fasce;
2) a valutare la possibilità di salvaguardare i diritti acquisiti dai lavoratori mediante la progressione economica orizzontale;
3) a conoscere l'ammontare delle somme che dovrebbero essere riconosciute ai dipendenti dell'ASL.

Cagliari, 22 marzo 2016