CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 239

MOZIONE RUBIU - PITTALIS - TUNIS - OPPI - TRUZZU - CARTA Giancarlo - TATTI - PINNA Giuseppino - TEDDE - LOCCI - COSSA - ZEDDA Alessandra - FLORIS - CHERCHI Oscar - DEDONI sulle tematiche relative al poligono militare di Capo Teulada, con i progetti di implementazione della base, e alla presenza delle altre servitù militari nell'Isola, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- il 1° novembre 2014 è stato costituito nella Caserma "Salvatore Pisano" di Capo Teulada il Centro addestramento tattico (CAT) al quale lo Stato maggiore dell'Esercito italiano ha affidato la gestione del nuovo e avveniristico Sistema integrato per l'addestramento terrestre (SIAT); si tratta di un sistema di simulazione che, avvalendosi delle ultime tecnologie informatiche e utilizzando le frequenze impiegate per la trasmissione dati, GPS, telefonia mobile e trasferimento dati senza fili (Wi-Fi), consentirà la preparazione delle unità, a livello di reggimenti e brigate operative, con un realismo mai raggiunto in precedenza;
- il progetto rappresenta un'opportunità unica di sviluppo per la Sardegna in termini di ricerca e sviluppo, ambiente e ciclo addestrativo, con il coinvolgimento di altri enti e delle università;
- il progetto si avvale delle moderne tecnologie, determinando dei benefici produttivi e occupazionali sul territorio isolano, grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo e alle maggiori ricadute sul monitoraggio ambientale; a fronte di un investimento complessivo di 90 milioni di euro, infatti, per la realizzazione dei centri di simulazione a Civitavecchia, Monteromano, Teulada, San Giorgio in Brunico, Cesano di Roma e Lecce, per il SIAT di Capo Teulada è prevista una spesa totale di euro 19.829.000, dei quali euro 15.204.000 per i sistemi tecnologici e euro 4.625.000 per i lavori infrastrutturali;

RILEVATO che:
- il poligono di Teulada potrebbe diventare un vero e proprio centro di eccellenza a livello internazionale attraverso il sistema informatizzato di combattimento e validazione delle Forze operative terrestri e si sostituiranno così le attività tradizionali con uno strumento all'avanguardia e versatile utilizzabile non solo dalle forze armate, ma anche per scopi civili;
- anche la Protezione civile potrebbe servirsi del sistema per fronteggiare le calamità e le emergenze: dagli incendi agli inquinamenti ambientali dovuti al rilascio di sostanze tossiche, agli incidenti di qualsiasi natura, agli sbarchi incontrollati di profughi e alle emergenze aeroportuali;

ACCLARATO che:
- i primi riflessi positivi sul territorio si sono riprodotti sulla Vitrociset, azienda che opera nel campo delle tecnologie dell'informazione, della comunicazione e della logistica, con ricadute positive sulla Sardegna; la società gestisce principalmente sistemi elettronici e informatici nel campo civile e militare per imprese, amministrazioni pubbliche, agenzie governative e organizzazioni; si occupa inoltre di sistemi per la difesa, sistemi per il controllo del traffico aereo, tecnologie satellitari e telecomunicazioni, trasporti e infomobilità, ICT e logistica integrata; la società rappresenta una delle piattaforme d'eccellenza in ambito militare e civile e si è impegnata recentemente anche ad effettuare un tutoraggio con gli studenti in ingegneria per la loro crescita professionale, con progetti di formazione finalizzati ad una loro successiva assunzione o comunque inserimento nel mondo del lavoro; si tratta di un'incredibile possibilità di sviluppo in sinergia con l'università isolana; non solo, dunque, sviluppo per le forze armate, ma implementazione degli strumenti tecnologici locali con ricadute economiche che deriveranno dalla posa in opera delle piattaforme e riflessi occupazionali che deriveranno dall'assunzione di tecnici qualificati, capaci di utilizzare le moderne tecnologie con sistemi all'avanguardia;

EVIDENZIATO che nel solo poligono di Teulada, in base ai dati del 2015, operano 982 militari, cui si aggiungono altri 82 dipendenti civili del Ministero della difesa e 120 civili assuntori di servizi; si tratta di un sistema che garantisce una ricaduta economica che si aggira sui 19 milioni di euro, con altri 4 milioni di euro per piccoli interventi distribuiti tra 116 ditte sparse sul territorio; un sistema, insomma, che produce economia sul territorio; non si comprende perché si parla di prezzo smisurato della presenza militare senza ottenere nulla in cambio, viste le cifre degli occupati e delle ditte coinvolte nel mantenimento delle strutture; sulla stessa identica posizione ci si pone nei confronti delle altre basi militari della Sardegna; ecco perché sarebbe necessaria una posizione netta della Giunta regionale sulla presenza delle servitù militari e sull'implementazione delle stesse con sistemi tecnologici all'avanguardia; si parla tanto di possibile riconversione della struttura, ma appare impensabile garantire oltre 1.200 posti di lavoro, visto che non esiste attualmente nessun progetto o finanziamento;

APPRESO che l'avvio dei lavori, già programmato per maggio del 2015, risulta ancora al palo in quanto manca il parere favorevole del Comitato misto paritetico sulle servitù militari (COMIPA); si aggiunga che, in due distinte occasioni, i membri del COMIPA hanno potuto constatare direttamente le capacità e le potenzialità del sistema mediante lo svolgimento di attività addestrative finalizzate ad evidenziarne le potenzialità; tutti i rappresentanti hanno riconosciuto la validità del sistema atto a coniugare il rispetto dell'ambiente con la versatilità nell'impiego con ricadute positive anche in ambito civile, universitario e della ricerca in generale;

RIMARCATO che:
- senza il via libera della Regione al progetto, si rischia di perdere il completamento delle attività inerenti la Brigata Sassari (con un reggimento logistico a Cagliari, artiglieria a Nuoro e la cavalleria corazzata a Teulada), con 8 mila posti diretti e con la possibilità per circa 1.200 sardi di rientrare nell'Isola, nonché la perdita delle conseguenti ricadute economiche sul territorio;
- in mancanza del nulla osta della Regione, inoltre, si corre il pesante rischio di smantellamento del neo costituito Centro di addestramento tattico (CAT) di stanza presso il poligono di Capo Teulada;
- a causa della mancanza di una posizione forte e decisa della Regione, è stato già annullato il progetto tecnologico sui droni che, dopo il rifiuto di Teulada e Perdasdefogu, è stato spostato in Puglia, con la conseguente perdita di finanziamenti e investimenti futuri;

VAGLIATO che:
- esiste già uno studio dello Stato maggiore dell'esercito che prevede la realizzazione del CAT di Teulada in altro sito (Friuli Venezia Giulia) laddove, in tempi brevi, non si riesca ad avere il nulla osta del COMIPA per l'avvio del progetto; peraltro, il governatore del Friuli Venezia Giulia ha già manifestato il proprio gradimento ad ospitare il CAT nella propria regione rendendo disponibili infrastrutture e assicurando la stipula di convenzioni a favore del personale militare (mutui agevolati e trasporti gratuiti con servizi pubblici ecc.);
- lo spostamento del CAT in territorio extraisolano sarebbe una grave perdita per la Sardegna, destinata a lasciarsi sfuggire un'opportunità economica e occupazionale di importanti prospettive;

CONSIDERATO che:
- l'obiettivo dei progetti in corso a Teulada è quello di addestrare il personale delle forze armate che poi dovrà intervenire nei contesti operativi nel mondo per difendere gli interessi nazionali e per porre in atto le risoluzioni politiche dell'ONU e della NATO;
- grazie alla rilevante estensione dell'area interessata al progetto, è possibile fornire alle forze armate uno scenario addestrativo idoneo a consentire la preparazione delle forze armate che potranno essere concretizzate ed utilizzata all'estero nel teatro operativo reale; la missione è svolta anche mediante l'utilizzo delle tecnologie moderne, con opportunità uniche per lo sviluppo e l'occupazione;

RICORDATO che attualmente sono vigenti con il poligono di Teulada diversi protocolli d'intesa finalizzati a venire incontro alle esigenze dei territori circostanti e delle comunità locali; ad esempio, l'utilizzo promiscuo, a vantaggio delle aziende zootecniche, di 4 mila ettari per l'esercizio del pascolo; la concessione (dal 1° giugno al 1° ottobre) delle sabbie bianche per attività turistiche, economiche e balneari nel periodo estivo; la concessione di un terzo dello stabilimento balneare militare di Porto Tramatzu per la colonia estiva dei bambini di Teulada (compreso il trasporto con mezzi militari) e per la popolazione; la concessione (nel periodo compreso tra il 1° giugno ed il mese di ottobre) della spiaggia denominata "S'Ottisceddu" per attività turistico-balneari; il trasporto gratuito delle scolaresche e gruppi di anziani di Teulada alla piscina di Santadi; è inoltre da considerare che gli operatori del poligono militare sono primi nel Sulcis come donatori di sangue e organi, e ciò ha una forte rilevanza sociale sul territorio; le popolazioni locali possono, inoltre, disporre delle strutture presenti all'interno del poligono nel rispetto dei protocolli previsti;

RISCONTRATO che:
- il TAR Sardegna (tra gli altri, il decreto n. 271/2014 prevede che le attività aeree e terrestri della difesa nei poligoni isolani non possano essere fermate dalla Regione) si è espresso sulla non applicabilità delle deliberazioni della Giunta regionale in ambito di comparto militare (costringendo di fatto la Giunta a sostituire l'articolo 16 bis con l'articolo 17 del Piano regionale antincendio approvato con deliberazione n. 14/21 del 18 aprile 2014 sul programma di previsione, prevenzione e lotta estiva contro gli incendi boschivi, integrato con deliberazione n. 36/14 del 16 settembre 2014, con l'articolo 16 bis che estende alle forze armate, gestori delle aree gravate da servitù militare e destinate a poligono di tiro e/o utilizzate per esercitazioni, l'obbligo di redazione di un apposito piano antincendio);
- nonostante i suddetti provvedimenti del TAR Sardegna, gli enti gestori dei poligoni sardi hanno adottato autonomamente - concordandolo con il Corpo forestale regionale e la Protezione civile - un proprio piano che, sostanzialmente, ricalca anche in maniera più restrittiva (ad esempio: impiego costante di veicoli ad ala rotante, lance antincendio) le norme regionali in materia;

APPURATO che il poligono di Capo Teulada risulta essere un'area demaniale con 232 proprietari (157 non residenti e 75 piccoli conduttori diretti, 13 vivevano nei medaus); una grande fetta di proprietari accettò subito la realizzazione della struttura militare, altri acconsentirono dopo contestazioni, altri ancora fecero conoscere in ritardo l'accettazione del provvedimento (solo per 13 proprietari fu imposto lo sfratto coattivo); è stato stimato il pagamento di lire 60.000 a ettaro contro il valore di mercato di lire 10.000 alla fine furono pagati 1.480 milioni di lire, ovvero lire 208.000 ad ettaro, pari a 20 volte il valore di mercato dell'intera area;

CONSTATATO che nell'unica area non bonificata (cosiddetta "penisola interdetta") si sta procedendo alla campionatura e bonifica (nessuna traccia di contaminazione è stata rilevata) seguendo un modello concettuale condiviso (attraverso le indicazioni di Arpas, Ispra, Noe e Procura) tramite apertura corridoi per il prelevamento di campioni da sottoporre alle successive analisi e quindi avvio della bonifica operativa; esiste pertanto un piano di tutela ambientale per l'attività addestrativa, con la scheda di sicurezza per il munizionamento - diramato dalla Direzione generale degli armamenti terrestri - con cui vengono elencati i composti e, per ogni componente, è dichiarato se è dannoso per l'uomo e per l'ambiente; solo quando il risultato del piano è favorevole viene autorizzato l'impiego degli strumenti in uso;

OSSERVATO che sono stati localizzati all'interno del poligono militare dei siti di interesse comunitario (SIC), in modo unilaterale dalla Regione, senza che il Comitato misto paritetico regionale abbia mai discusso dell'argomento; una situazione inconcepibile e assurda, visto che già si tutelano i siti censiti dalla sovrintendenza e degni di salvaguardia archeologica e culturale;

STIMATO che la situazione connessa al CAT/SIAT appare chiaramente aprire le porte a nuove prospettive economiche ed occupazionali, viste le ingenti risorse disponibili per il territorio e le strutture già progettate per il potenziamento dello sviluppo tecnologico in ambito militare, con l'utilizzo di specialisti formati nel settore accademico;

REPUTATO che appare opportuno mettere fine alla politica dei rinvii e degli annunci, garantendo al comparto militare e della difesa un futuro nell'interesse della nostra Isola, con il pronunciamento deciso del COMIPA e della Giunta regionale sulle tematiche relative alla futura espansione e/o al mantenimento dei poligoni sul territorio;

CONDIVISE le preoccupazioni per la complessa situazione riguardante l'economia del territorio isolano, con lo sviluppo connesso alle basi militari che potrebbe diventare un'irripetibile occasione di crescita e ripresa per l'economia;

VISTO che ad oggi si sono susseguiti rinvii su rinvii e non vi sono stati passi avanti credibili per un intervento risolutivo teso a sbloccare gli importanti investimenti del comparto difesa;

CONSTATATO che non appare sufficiente, a giudicare dai fatti, l'impegno della Regione per ridare ossigeno al comparto della difesa, sempre più colpito da una crisi senza precedenti, con la dismissione delle basi che prima rappresentavano una fonte di reddito per il territorio (vedasi la base de La Maddalena, il poligono interforze di Perdasdefogu e l'aeroporto militare di Elmas),

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) ad accelerare la decisione del COMIPA sui progetti di sviluppo e potenziamento del CAT/SIAT nel poligono di Teulada, i quali comportano importanti investimenti nella realizzazione di infrastrutture e nell'implementazione di dispositivi tecnologici;
2) a agevolare la creazione delle condizioni idonee affinché il comparto militare a disposizione della Difesa possa migliorare e potenziare le strutture, mediante risorse utili a favorire la competitività, con la risoluzione delle problematiche che affliggono le diverse strutture (si veda il caso dell'utilizzo delle munizioni nel poligono di Teulada o le situazioni connesse all'aeroporto di Decimomannu, sempre più a rischio vista la possibile fuga dei tedeschi);
3) a convocare immediatamente un tavolo di confronto con i vertici militari e con i responsabili dei poligoni e/o basi militari in Sardegna, volto ad identificare le criticità dell'Isola, a porre in essere una vertenza con lo Stato tesa a dare la giusta priorità alla Sardegna in termini di sviluppo (onde evitare il copione già visto nell'aeroporto militare di Elmas, con strutture abbandonate nel più totale degrado) e sviscerare le problematiche che determinano una crisi dilagante del settore con il rischio che gli investimenti assegnati alla Sardegna finiscano in altre regioni d'Italia;
4) a predisporre in tempi certi soluzioni alle vertenze ormai annose del settore militare, con un programma che possa portare alla crescita ed al potenziamento delle strutture, con l'utilizzo dei mezzi all'avanguardia;
5) ad esprimere la dovuta vicinanza agli operatori militari, già schiacciati da una situazione di precariato ed incertezza dovuta alla mancanza di investimenti e prospettive per la Sardegna.

Cagliari, 28 giugno 2016