CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 295

MOZIONE DEDONI - COSSA - CRISPONI sulle accise spettanti alla Regione ai sensi dell'articolo 8 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna).

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che l'articolo 8 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna) sancisce che le entrate della Regione sono costituite anche "dai nove decimi dell'imposta di fabbricazione su tutti i prodotti che ne siano gravati, percetta nel territorio della Regione";

CONSIDERATO che tale articolo dello Statuto chiarisce che "Nelle entrate spettanti alla Regione sono comprese anche quelle che, sebbene relative a fattispecie tributarie maturate nell'ambito regionale, affluiscono, in attuazione di disposizioni legislative o per esigenze amministrative, ad uffici finanziari situati fuori del territorio della Regione";

CONSTATATO che il Presidente del Consiglio dei ministri ha proposto il giudizio di costituzionalità in via principale, ritenendo che il criterio del "percetto" abbia ad oggetto unicamente i prodotti immessi in consumo nel territorio regionale in quanto la fattispecie tributaria in oggetto si perfeziona al momento della immissione in consumo;

VALUTATO che l'interpretazione data dal Governo italiano appare totalmente errata in virtù dell'articolo 2 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, che stabilisce, al comma 1, che "per i prodotti sottoposti ad accisa, l'obbligazione tributaria sorge al momento della fabbricazione o della importazione" e al comma 2 che l'esigibilità coincide con "la immissione in consumo del prodotto nel territorio dello Stato", nonché della direttiva del Consiglio dell'Unione europea n. 2008/118/CE del 16 dicembre 2008 che, all'articolo 2, sancisce che i prodotti sottoposti ad accisa sono soggetti a tale imposta all'atto della loro fabbricazione, compresa, se applicabile, l'estrazione, nel territorio della Comunità;

EVIDENZIATO che il Presidente della Regione non si è costituito in giudizio, impedendo ai cittadini sardi di vedere rappresentate le loro ragioni e pregiudicando la tutela dei loro diritti;
RIBADITO che lo Stato incassa circa 27 miliardi ogni anno dalle accise sui prodotti petroliferi, il 15 per cento dei quali sono prodotti in Sardegna, che sopporta, invece, le ricadute ambientali;

TENUTO CONTO che lo Stato, per contro, versa le compartecipazioni spettanti alla Sardegna alle altre regioni nei cui territori sono consumati i prodotti petroliferi fabbricati nell'Isola;

APPRESO che altre regioni di "confine" hanno visto riconosciuto il diritto alla riduzione del prezzo alla pompa di benzina e del gasolio per autotrazione,

impegna la Giunta regionale

1) a promuovere una nuova vertenza nei confronti dello Stato finalizzata ad assicurare alla Sardegna le compartecipazioni spettanti e la garanzia delle pari opportunità rispetto agli altri cittadini italiani;
2) ad inserire nella legge di stabilità 2017 una norma che ripristini la tutela degli interessi dei sardi e del diritto sancito all'articolo 119 della Costituzione che stabilisce che "Per promuovere lo sviluppo economico, lo coesione e lo solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona; o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni".

Cagliari, 15 marzo 2017