CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 316/C4

USULA sull'inquinamento della strada statale n. 131 nel tratto tra Sanluri e Sardara.

***************

Il sottoscritto,

premesso che:
- la miniera a cielo aperto di Santu Miali, nel comune di Furtei, è stata sottoposta per circa una decina d'anni (dal 1997 al 2008) allo sfruttamento dell'oro da parte della società Sardinia Gold Mining Spa che ha visto anche la partecipazione, insieme all'australiana società madre specializzata nel settore aurifero, della Progemisa, seppure in quota assolutamente minoritaria del 10 per cento;
- la SGM titolare della concessione mineraria è fallita nel dicembre 2008 e di conseguenza, pur essendo soggetto giuridicamente obbligato, non ha rispettato gli obblighi contrattualmente stabiliti di bonifica delle aree;
- pertanto, il territorio oggetto degli interventi è rimasto nel più totale degrado dovuto all'inquinamento da metalli pesanti in conseguenza dei complessi processi di lavorazione, creando così una situazione di vera emergenza ambientale;
- a seguito della procedura fallimentare l'intero sito è rientrato nella piena disponibilità della Regione e considerato l'elevato rischio di pericolosità, al fine di garantire l'incolumità, la salute pubblica e la tutela dell'ambiente è stata avviata una collaborazione con la società in house della Regione Interventi geo ambientali Spa (IGEA Spa) con la quale attraverso la sottoscrizione di apposita convenzione sono stati assegnati direttamente i necessari interventi di bonifica;

premesso, altresì, che:
- i lavori sulla strada statale n. 131, dal Km 41 al Km 58,500, interessanti i comuni da Sanluri fino a Sardara, sono stati realizzati con due lotti da Anas attraverso subappalto e uno di questi, quello dal Km 47,600 al Km 58,500, è stato affidato alla ditta Todini Costruzioni generali Spa;
- nell'effettuazione di tali lavori per i riempimenti del sottomanto bituminoso sono stati utilizzati i materiali di risulta provenienti dalla miniera di Santu Miali in quantità importanti, si parla addirittura di 700 mila tonnellate;
- già a suo tempo diverse associazioni ambientaliste avevano inoltrato esposti-denuncia alle amministrazioni pubbliche evidenziando i pericoli derivanti dall'uso di tali materiali;
- la stessa Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari indagò per traffico illecito di rifiuti speciali iscrivendo nel registro degli indagati diverse persone tra cui figurano anche i rappresentanti della ditta Todini realizzatrice dell'opera;

dato atto che l'autorizzazione all'uso di detti materiali è stata concessa dalla stessa Amministrazione regionale e che anche l'ordinanza con la quale l'ex Provincia del Medio Campidano aveva chiesto la rimozione dei materiali (impugnata dall'Anas al Tar che ha sentenziato in favore dei ricorrenti) è caduta col riconoscimento di fatto della loro idoneità allo scopo;

considerato che:
- oggi sono presenti nei pressi dei piloni e nei muri di contenimento del riempimento delle fuoriuscite di percolato di colore giallo-arancio che corrode il cemento e si riversa nell'ambiente circostante;
- dalle notizie apparse sui giornali e dalle testimonianze televisive si tratta di un fenomeno importante e allarmante in quanto riguarda inquinanti come arsenico, cianuro, mercurio, acido solforico, cadmio e altri metalli pesanti già noti come reagenti per l'estrazione dell'oro nel sito originario;
- si prefigura oggi un contingente e reale pericolo in un tratto di circa 11 chilometri di strada;

evidenziato che, a ridosso delle fuoriuscite, ci sono terreni che vengono regolarmente coltivati a ortaggi o insistono oliveti o vigne e che, pertanto, gravissimo è il rischio di contaminazione delle coltivazioni o ancora peggio, il pericolo che tali materiali, oggi in completo stato di abbandono, possano interessare e inquinare le falde con tutte le conseguenze per la salute umana e per l'ambiente che ne deriverebbero,

chiede di interpellare il Presidente della Regione l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, l'Assessore regionale dell'industria e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) se siano a conoscenza del fenomeno di fuoriuscita di percolato altamente inquinante che interessa un tratto della strada statale n. 131 tra il Comune di Sanluri e quello di Sardara per il quale sono stati utilizzati per il riempimento del sottomanto bituminoso materiali di risulta provenienti dalla miniera di Santu Miali;
2) se corrisponda al vero che tali fuoriuscite contengano inquinanti come arsenico, cianuro, mercurio, acido solforico, cadmio e altri metalli pesanti che possano quindi destare forte preoccupazione per l'incolumità delle persone che ne vengono in contatto e per la salute pubblica in generale, per le contaminazioni delle colture insistenti nelle immediate vicinanze e per l'inquinamento delle falde;
3) se l'Agenzia Arpa Sardegna, che opera per la promozione dello sviluppo sostenibile e per la tutela e miglioramento della qualità degli ecosistemi naturali e antropizzati, sia in possesso di dati recenti relativi al campionamento di tali materiali e quali essi siano, nonché se l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente ne sia a conoscenza;
4) se non si renda necessario adottare, in caso non sia già predisposto, un piano di intervento straordinario di bonifica al fine di scongiurare possibili e imminenti pericoli per i cittadini e per l'ambiente anche a carico della stessa società IGEA incaricata della rimessa in pristino della Miniera di Santu Miali.

Cagliari, 31 agosto 2017