CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 319/A

USULA - BUSIA sul procedimento di espropriazione in essere per la realizzazione di un parco eolico nei Comuni di Villacidro e San Gavino Monreale.

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I sottoscritti,

premesso che:
- la realizzazione di impianti eolici trova legittimazione nella normativa comunitaria che attraverso le direttive n. 2001/77/CE, n. 2003/30/CE e n. 2009/28/CE, modificativa e abrogativa delle due precedenti, ha posto l'obiettivo di promuovere e di incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili e l'uso di carburanti rinnovabili nei trasporti al fine di mitigare e ridurre il livello delle emissioni dei gas serra in coerenza col protocollo siglato a Kyoto nel dicembre 1997;
- a livello nazionale con la legge 1° giugno 2002, n. 120, questo protocollo è stato ratificato e attraverso il decreto legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003 è stata data attuazione alla direttiva 2001/77/CE e con il successivo decreto legislativo n. 28 del 2011, che ha introdotto disposizioni modificative del precedente decreto legislativo, si è data attuazione alla direttiva 2009/28/CE ponendo lo stato italiano nella condizione di soggetto attivo nella lotta contro i cambiamenti climatici in atto derivanti dalle attività antropiche;
- sono state approvate in Conferenza unificata Stato regioni, ai sensi dell'articolo 12, comma 10, del decreto legislativo n. 387 del 2003, su proposta del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro per i beni e le attività culturali, le linee guida per l'autorizzazione degli impianti di energia alimentati da fonti rinnovabili, con decreto del 10 settembre 2010, al fine di "assicurare un corretto inserimento degli impianti, con specifico riguardo agli impianti eolici, nel paesaggio";
- la Regione ha da subito mostrato interesse a partecipare attivamente alla lotta ai cambiamenti climatici, adottando già prima dell'emanazione delle citate linee guida, oltre ad atti di giunta e ai conseguenti provvedimenti amministrativi, anche delle norme che favorissero lo sviluppo di impianti eolici per la produzione di energia rinnovabile in un più generale contesto di conservazione del territorio e di salvaguardia paesaggistica, mediante l'individuazione di ambiti già compromessi o, comunque, di non rilevante valore ambientale in cui posizionare le pale quali, ad esempio, le aree industriali;
- su questa base si è aperto una aspro confronto con lo Stato che ha visto la Regione soccombere per l'annullamento da parte della Corte costituzionale (sentenza n. 244 del 2012) dell'articolo 18 della legge regionale n. 2 del 29 maggio 2007, come sostituito dall'articolo 6, comma 8, della legge regionale 7 agosto 2009, n. 3, e successivamente per l'annullamento (sentenza n. 199 del 2012) dell'articolo 8, comma 2, della legge regionale 17 dicembre 2012, n. 25, per contrasto con l'articolo 12 del decreto legislativo n. 387 del 2003;
- la Regione, facendo una scelta coerente, ha individuato i siti idonei alla realizzazione degli impianti con l'esclusione di ogni altra area non espressamente indicata, sulla scorta delle disposizione del Piano paesaggistico regionale che con l'articolo 112 delle norme di attuazione introduceva, in forza della competenza in materia di paesaggio, un divieto generalizzato di realizzazione degli impianti eolici negli ambiti protetti;
- questa impostazione limitativa, secondo la lettura della Corte costituzionale, contrasta col principio, assolutamente esatto e contrario, stabilito dall'articolo 12 del decreto legislativo n. 387 del 2003 che, sempre al comma 10, prevede l'individuazione di siti non idonei all'installazione degli impianti; per questi, stringenti devono essere le motivazioni necessarie ad indicarne l'inidoneità in un'ottica di limitazione del numero per l'applicazione del principio, appunto di discendenza comunitaria, della massima diffusione delle fonti rinnovabili per il raggiungimento degli obiettivi posti. Possono, quindi, essere introdotte eccezioni solo se sorrette da adeguate ragioni di tutela paesaggistica, dell'ambiente e della biodiversità, del patrimonio storico-artistico, della valorizzazione delle tradizioni agroalimentari e del paesaggio rurale e pertanto, dopo un percorso travagliato e complesso, anche la regione si è uniformata con la deliberazione n. 40/11 del 2015 a questo principio in conseguenza delle sentenze citate;

premesso, altresì, che:
- oggi l'obiettivo consolidato a livello comunitario è il cosiddetto "Pacchetto clima-energia 20 20 20 ", ossia riduzione delle emissioni di gas serra del 20 per cento, innalzamento al 20 per cento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e 20 per cento da risparmio sui consumi;
- la Regione ha adottato con deliberazione n. 45/40 del 2 agosto 2016 il Piano energetico ambientale regionale della Sardegna 2015-2030 "Verso un'economia condivisa dell'Energia" che è il documento pianificatorio che governa lo sviluppo del sistema energetico regionale e che assume un'importanza strategica per la riduzione dei consumi energetici con obiettivi anche più ambizioni di quelli europei;

dato atto che:
- la Regione ha competenza legislativa concorrente nella materia di produzione e distribuzione dell'energia elettrica e deve uniformarsi, oltre che alla Costituzione, ai vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, anche ai principi fondamentali stabiliti dallo Stato;
- dai dati riscontrati nel Piano energetico regionale (riferiti al 2014) si evince che negli ultimi 10 anni, con un trend da allora in progressiva crescita, la produzione di energia da fonti rinnovabili ha raggiunto nell'Isola una quota significativa del 26,3 per cento e, pertanto, di molto superiore agli obiettivi comunitari prefissati e tra queste l'eolico è quello che vi contribuisce maggiormente;
- la produzione energetica secondo i dati Terna riportati nel documento di pianificazione energetica è di gran lunga superiore al soddisfacimento del consumo interno e questo fa connotare l'Isola come Regione esportatrice di energia ;

evidenziato che:
- la Regione è il soggetto titolato al rilascio dell'Autorizzazione unica prevista per gli impianti eolici secondo il disposto dell'articolo 12, comma 3, del decreto legislativo n. 387 del 2003 che ha effetti modificativi anche sotto l'aspetto paesaggistico;
- è in itinere la realizzazione di un ulteriore impianto eolico composto da 14 pale e delle relative opere ed infrastrutture connesse, localizzato nei Comuni di Villacidro e San Gavino Monreale, rispettivamente nell'area industriale e in località Figu Niedda, di potenza nominale pari a 43,04 MW da parte della società GREEN ENERGY SARDEGNA Srl che ne curerà anche l'esercizio;
- al progetto di cui trattasi viene attribuito il connotato della pubblica utilità, caratteristica questa che fa capo in generale alle opere pubbliche realizzate dalle pubbliche amministrazioni dove la limitazione del diritto privato è possibile in virtù di un sovraordinato interesse collettivo e può essere considerato, pertanto, unico nel suo genere, come la prima opera privata ad attestare questo requisito;
- la GREEN ENERGY SARDEGNA Srl ha conseguito l'Autorizzazione unica dell'Assessorato regionale dell'industria con determinazione del direttore del Servizio energia prot. n. 17160, rep. 335 del 24 giugno 2014 e atti conseguenti e che sulla base della stessa, per conto della Regione nella qualità di autorità espropriale, sta procedendo con la notifica degli espropri a circa 200 proprietari comunicando che il giorno 25 settembre si immetterà negli immobili prendendone possesso;

considerato che:
- la società di cui trattasi è controllata dalla Fri-el Green Power, un colosso dell'eolico specializzato in produzione di energie rinnovabili che vanta in Sardegna la produzione di 145 MW di potenza eolica con altri impianti installati nei Comuni di Nurri, Nulvi, San Basilio e Guspini-Gonnosfanadiga-Pabillonis e che, pertanto, la Regione si sarebbe dovuta allertare già in fase di predisposizione e presentazione del progetto e prima, comunque, della concessione dell'Autorizzazione unica;
- per gli impianti di produzione di energie rinnovabili esistono degli incentivi, che vengono corrisposti anche in caso di fermo dell'attività delle pale, che consentono a tali società di maturare cospicui guadagni e, pertanto, si possono delineare profili speculativi che non sono giustificati dai reali fabbisogni e consumi come finora dimostrano i dati sulla produzione energetica; nel caso specifico, con l'aggravante di consentire ad una società privata di guadagnare attraverso la realizzazione di un'opera connotata dal profilo della pubblica utilità;
- nonostante i principi comunitari recepiti, per cui gli stati devono uniformarsi nella produzione di energia pulita, questo deve avvenire necessariamente anche a livello substatale in un rapporto equilibrato fabbisogno-produzione in un generale contesto di politiche energetiche con i contributi di ciascuna regione, e, nel caso specifico, onde non gravare sul territorio di qualcuna in particolare, non si può non tenere in debito conto anche degli impatti che l'installazione di impianti eolici produce nei territori sotto l'aspetto paesaggistico;
- la Sardegna è decisamente avanti nella produzione di energia da fonti rinnovabili, questo dato deve emergere in accordi Stato-Regione che debbano tenere in debito conto del contributo straordinario che viene dato alla politica energetica nazionale, e, quindi, di una richiesta, che deve essere avanzata, di protezione del territorio da nuove aggressioni speculative per un'Isola che paga già un duro prezzo anche in termini di aree sottratte per le servitù militari;
- l'eccesso di produzione energetica diventerebbe ancora più stridente, inoltre, alla luce di scelta determinanti quali la futura costruzione del metanodotto;
- dalle notizie che i media riportano, estremo è il disagio della popolazione, per la sottrazione autoritaria dei terreni senza che sia stato posto in essere un vero processo partecipativo delle comunità e delle istituzioni che le rappresentano che li veda partecipi delle scelte del loro futuro;
- ulteriori risultati in termini di risparmio energetico possono essere ottenuti attraverso azioni mirate a creare coscienza diffusa di consumo consapevole e attraverso politiche regionali di diversificazione delle fonti di produzione per promuovere quelle meno impattanti rispetto ai parchi eolici,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'industria a l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) quali motivazioni hanno indotto l'Assessorato dell'Industria a rilasciare l'Autorizzazione unica alla GREEN ENERGY SARDEGNA Srl per la realizzazione di un impianto eolico di potenza nominale pari a 43,04 MW composto da 14 pale e delle relative opere ed infrastrutture connesse, localizzato nei Comuni di Villacidro e San Gavino Monreale, in un contesto di produzione di energia da fonte rinnovabili comunque ben superiore agli obiettivi fissati comunitarimente del "Pacchetto clima-energia 20 20 20";
2) se siano state adeguatamente valutate le conseguenze per tale concessione che consente la produzione di profitto ad esclusivo appannaggio di una società privata per opere aventi il dichiarato carattere di pubblica utilità creando un precedente assolutamente inedito e dai risvolti non ancora definibili;
3) se non sia necessario, attraverso l'istituto dell'autotutela, fatte le opportune e doverose valutazioni, procedere all'annullamento degli atti e alla revoca da parte dell'Assessorato regionale dell'industria dell'Autorizzazione unica così da impedire un'ulteriore aggressione al territorio dei Comuni di Villacidro e San Gavino Monreale ed impedire la prosecuzione dei procedimenti forzosi di esproprio;
4) se siano state espletate tutte le procedure volte alla più totale soddisfazione del bisogno di partecipazione democratica della popolazione e delle istituzioni locali che la rappresentano, nella scelta del futuro del territorio che vede coinvolte aree utilizzate da piccole e medie aziende agricole che andrebbero prioritariamente tutelate;
5) se non si ritengano doveroso alla luce del contributo che la Sardegna dà alla politica energetica nazionale con produzione di energia da fonte rinnovale pari al 26,3 per cento (pertanto già abbondantemente oltre gli obiettivi comunitari fissati), avviare una contrattazione con lo Stato per la sottoscrizione di un accordo che fissi un tetto regionale così da contenere fenomeni speculativi che possono insorgere anche nel campo delle rinnovabili con ulteriore consumo di territorio;
6) quali azione concrete la Giunta regionale intenda attuare per perseguire l'obiettivo fondamentale di educazione al risparmio energetico rivolto alla popolazione in generale ed in particolare alle pubbliche amministrazioni ed enti anche in un'ottica di autosufficienza delle strutture pubbliche;
7) se non si ritenga, inoltre, necessario contribuire ad avviare un organico processo di revisione dello Statuto speciale che, oltre a intervenire sui limiti posti al potere legislativo della Regione, sia finalizzata ad attrarre nelle materia di competenza primaria di cui all'articolo 3 la produzione e distribuzione dell'energia elettrica.

Cagliari, 22 settembre 2017