CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 320/A

COSSA - DEDONI - CRISPONI sul futuro della Struttura complessa di nefrologia e dialisi territoriale dell'ASSL di Cagliari.

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I sottoscritti,

premesso che, purtroppo, la Sardegna presenta un'incidenza di pazienti che iniziano la terapia dialitica sostitutiva renale tra le più alte a livello nazionale: dal Registro italiano di dialisi e trapianto (dati del 2013) si evidenzia che in Sardegna sia l'incidenza che la prevalenza dei pazienti in terapia sostitutiva renale sono tra le più alte d' Italia;

considerato che il dato epidemiologico conferisce speciale rilievo alle azioni di prevenzione, di diagnosi precoce e di gestione dell'assistenza territoriale al paziente nefropatico;

constatato che, nel territorio dell'ex ASL n. 8 di Cagliari, l'indicazione dialitica per il paziente con insufficienza renale cronica può oggi essere notevolmente differita grazie all'azione di prevenzione degli ambulatori di nefrologia, di nutrizione renale e di predialisi già esistente;

ricordato che i pazienti con diagnosi precoci e presa in carico dalla Rete territoriale nefrologica possono evitare o perlomeno ritardare l'inizio della terapia sostitutiva renale;

tenuto conto che, nel territorio dell'ex ASL n. 8 di Cagliari, i pazienti con insufficienza renale avanzata vengono valutati da una equipe esperta nel settore che individua, insieme al paziente e ai familiari, la terapia sostitutiva renale adatta alla sua situazione tra quelle attualmente a disposizione e cioè: trapianto pre-emptive, dialisi domiciliare (peritoneale o emodialisi) o emodialisi in un centro ad assistenza decentrata della Struttura complessa territoriale di nefrologia della ASSL di Cagliari;

preso atto che la strategia di integrare terapia nutrizionale e dialisi a bassa frequenza settimanale è risultata vincente non solo dal punto di vista clinico, ma anche sociale in quanto ha un impatto emotivo sul paziente e sui familiari sicuramente inferiore a quello dei pazienti che vengono avviati da subito alla dialisi trisettimanale;

valutato che l'adeguato intervento nutrizionistico preventivo quindi e la dialisi a bassa frequenza rappresentano non solo un innalzamento della qualità della vita del paziente, ma anche un notevole risparmio economico per il sistema sanitario pubblico: i costi di gestione della terapia nutrizionale sono infatti assai più contenuti (circa 5000 euro/paziente/anno) di quelli della emodialisi trisettimanale (stimati in circa 30.000 euro/paziente/anno);

considerato che, in definitiva, come in tutte le patologie croniche, la moderna gestione del nefropatico tende sempre di più a spostare il proprio baricentro dall'ospedale al territorio per cui l'appropriatezza dell'assistenza territoriale diventa garanzia di risparmio di sessioni di terapia che spesso vengono impropriamente erogate in ospedale con maggior disagio del paziente e costi superiori;

visto che da diverso tempo l'ASL n. 8 di Cagliari si è mossa in tale direzione dando vita a un importante struttura sanitaria territoriale di assistenza ai nefropatici che, seppur perfettamente integrata con le omologhe strutture ospedaliere, ha consentito di raggiungere importanti risultati nella qualità dell'erogazione delle prestazioni in totale sintonia con il Piano nazionale delle cronicità il cui fine è quello di contribuire al miglioramento della tutela per le persone affette da malattie croniche, riducendone il peso sull'individuo, sulla sua famiglia e sul contesto sociale, migliorando la qualità di vita, rendendo più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza e assicurando maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini;

evidenziato che la Struttura complessa di nefrologia e dialisi territoriale dell'ASSL di Cagliari, già appartenente alla ASL n. 8 di Cagliari, è dislocata in quattro diverse sedi (Quartu S.Elena, Isili, Muravera, Monastir) e, tramite i 14 specialisti nefrologi e i 46 operatori del comparto assegnati, nel 2016, ha erogato 19.956 trattamenti di emodialisi, ha garantito la possibilità di eseguire 2.279 trattamenti domiciliari di dialisi peritoneale, con 9.945 visite ambulatoriali (che hanno garantito una lista d'attesa per le prestazioni specialistiche nefrologiche inferiore ai tre mesi) e 384 consulenze ai pazienti ricoverati nei due presidi ospedalieri di Isili e Muravera;

appurato che tale struttura, attraverso la passione e la competenza del proprio direttore e degli operatori, è diventata un sicuro punto di riferimento per tutti i pazienti nefropatici della vecchia provincia di Cagliari, collaborando proficuamente con il presidio ospedaliero SS. Trinità e con l'Azienda Brotzu per tutte le attività che rendessero necessario il regime di ricovero;

evidenziato che l'alta professionalità clinica e gestionale dei sanitari che operano nella struttura complessa è ben nota all'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale che nel 2013 ha incaricato il direttore e un dirigente medico della struttura di allestire il capitolato della prima gara unica regionale della Sardegna per la dialisi (la cui aggiudicazione è ancora operativa) e li ha indicati come componenti della commissione tecnica della gara d'appalto, che ha portato a un enorme abbattimento dei costi delle varie metodiche dialitiche, insieme al miglioramento della qualità delle stesse;

ricordato in particolare che la Struttura complessa di nefrologia e dialisi territoriale ha raffinato proprie, peculiari competenze in materia di prevenzione, di dietoterapia nutrizionale di sostegno e di dialisi peritoneale domiciliare senza ricovero, mantenendo i propri pazienti sotto stretto monitoraggio e garantendo ovunque possibile il mantenimento di parametri ottimali per poter programmare anche l'eventuale fase di inserimento nella lista dei pazienti in attesa di trapianto;

considerato che i livelli di eccellenza raggiunti dalla struttura sono certificati dal bassissimo tasso di complicanze (in particolare, per quanto attiene alla dialisi peritoneale) e dall'avanzamento nelle attività di controllo da remoto del paziente, con il monitoraggio dei parametri clinici ematologici e la video assistenza domiciliare alla dialisi, attraverso l'utilizzo di strumenti di telemedicina all'avanguardia in Italia e mai usati da altri in Sardegna;

visto che i risultati raggiunti dall'equipe operativa presso la Struttura complessa di nefrologia e dialisi territoriale sono stati portati all'attenzione della comunità scientifica internazionale, in molteplici relazioni e comunicazioni congressuali, confermando la capacità della sanità sarda di mantenere standard qualitativi di altissimo livello;

appreso che, nonostante la certificata qualità dei risultati raggiunti e la dichiarata intenzione delle autorità sanitarie regionali di procedere al rafforzamento della risposta territoriale verso la cronicità, nell'attuale stesura dell'Atto aziendale della ATS non appare menzionata la Struttura complessa di nefrologia e dialisi territoriale dell'ex ASL n. 8 di Cagliari;

valutato che, qualora non si trattasse di una dimenticanza, ma di una vera e propria "cancellazione del servizio", con rischio di spezzettamento e distrettualizzazione della sua organizzazione, si andrebbe verso una soluzione davvero disastrosa, in grado di smembrare irrimediabilmente una struttura che funziona perfettamente, impedendo l'erogazione della attuale, alta qualità di assistenza;

tenuto conto, infine, che la conseguenza della distruzione del servizio non potrebbe dunque che essere quella di spazzare via know how, competenze e buone pratiche certificate nel settore dell'assistenza ai nefropatici,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) quale sia il motivo per cui nell'attuale stesura dell'Atto aziendale dell'ATS non venga fatta menzione della Struttura complessa di nefrologia e dialisi territoriale dell'ex ASL n. 8 di Cagliari;
2) se vi sia piena consapevolezza da parte degli attori della programmazione sanitaria regionale della qualità del servizio garantito da tale struttura e della sua infungibilità nell'assistenza ai nefropatici, sia per quanto attiene alla gestione della insufficienza renale cronica in fase compensata, che nella gestione del paziente con insufficienza renale terminale che deve essere avviato alla terapia sostitutiva;
3) se sia nota la centralità della struttura nella gestione del paziente dializzato, con tecniche di avanguardia, sia per quanto riguarda la qualità della vita del paziente e l'equilibrio del suo inserimento sociale, che per quanto attiene alle attività di sostegno e di monitoraggio, anche da remoto;
4) se vi sia la consapevolezza della necessità dell'unitarietà dell'organizzazione territoriale e dell'unicità della direzione perché sia conservata la capacità di appropriatezza e di soddisfazione dei bisogni del paziente conquistata in anni di lavoro comune;
5) se non ritengano pertanto di dover dare immediatamente indicazioni di correzione della stesura dell'atto aziendale dell'ATS che reintegri la previsione della Struttura complessa di nefrologia e dialisi territoriale indispensabile per la garanzia dell'assistenza ai nefropatici del sud Sardegna.

Cagliari, 22 settembre 2017