CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 330/A

PITTALIS - CAPPELLACCI - CONTU - FASOLINO - PERU - TEDDE - TOCCO - TUNIS - ZEDDA Alessandra sul disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale per la riforma della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26 istitutiva del Corpo forestale di vigilanza ambientale e per i gravi e incomprensibili ritardi nell'indizione dei concorsi pubblici finalizzati a colmare le carenze di dirigenti ed ufficiali del Corpo forestale della Regione Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che il 29 settembre 2016 è stata resa nota la bozza sul disegno di legge di riforma del CFVA;

considerato che, ad oggi, il testo approvato dalla Giunta regionale non è stato preso in esame dalle Commissioni competenti;

vista la riforma della pubblica amministrazione introdotta con la legge n. 124 del 2015, nota come "legge Madia", che al 1° comma, lettera a) dell'articolo 8, nel richiamare i principi di semplificazione, efficienza, contenimento della spesa, riduzione degli organi, razionalizzazione e potenziamento dell'efficacia delle funzioni di polizia in generale, anche al fine di evitare sovrapposizioni e in funzione di una migliore cooperazione nel territorio; ha previsto il riordino delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del territorio e del mare nonché della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, conseguente alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra forza di polizia;

considerato che la stessa legge Madia non ha ignorato la presenza nel territorio di corpi forestale delle regioni e province autonome; vero è che li annovera al comma 7 dell'articolo 8: "Nei territori delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano restano ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi Corpi forestali regionali e provinciali, anche con riferimento alle funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, secondo la disciplina vigente in materia e salve le diverse determinazioni organizzative, da assumere con norme di attuazione degli statuti speciali, che comunque garantiscano il coordinamento in sede nazionale delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del territorio e del mare. nonché la sicurezza e i controlli nel settore agroalimentare";

acclarato che la legge delega è stata attuata con l'entrata in vigore, a decorrere dal 13 settembre 2016, del decreto legislativo n. 177 del 19 settembre 2016, recante : "Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a) della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche", con il quale si accorpa definitivamente, a decorrere dal 1° gennaio 2017, il Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, con effettivo transito del personale e di attribuzione delle funzioni in quest'ultima;

rilevato che i corpi forestali regionali e delle province autonome, hanno operato e tuttora operano nei territori di loro competenza secondo il principio di "sussidiarietà" in quelle materie che il Corpo stesso ha dovuto svolgere su delega, in virtù del fatto che il Corpo forestale dello Stato non era presente con propri presidi permanenti di controllo dei territori delle regioni e provincie autonome; compiti peraltro oggetto di più pronunciamenti da parte della giurisprudenza di legittimità, laddove riconosce ai corpi delle regioni autonome l'effettiva fungibilità al Corpo forestale dello Stato, stante le medesime funzioni svolte dai predetti corpi in via principale;

considerato che:
- con l'accorpamento del Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri, non sarà possibile in futuro invocare il suddetto principio più volte affermato dalla giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, in particolare per quanto attiene le competenze nelle materie esclusive che lo Stato tuttora si riserva, come quella dell'ambiente ex articolo 117, comma 11, lett. s) Cost., che spesso sono state esercitate nelle attività di polizia giudiziaria e più volte messe in discussione per i diversi ricorsi presentati in relazione ad attività svolte dagli appartenenti ai corpi forestali delle regioni autonome, eccependo l'inutilizzabilità degli atti processuali per difetto di attribuzione della specifica funzione di polizia giudiziaria. Si citano in proposito: Cassazione penale Sez. I, sentenza n. 4491 del 19 giugno 2000 - Cassazione penale, Sez. III, con sentenza n. 3220 del 21 dicembre 2011 (dep. il 26 gennaio 2012), di riferimento al Corpo forestale Regione Sardegna; Cassazione penale Sez. III, sentenza n. 21660 dell'8 giugno 2010, di riferimento al Corpo forestale Regione del Friuli Venezia Giulia;
- a seguito dell'accorpamento del Corpo forestale dello Stato all'Arma dei Carabinieri, l'unica fonte normativa sembrerebbe quella statale di riconoscimento di funzioni di polizia giudiziaria che legittimino i corpi forestali delle regioni autonome ad operare in uno specifico campo di competenza statale (Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari), sia quella prevista dall'articolo 4 comma 8, della legge 3 febbraio 2011, n. 4, che recita: "Nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, le sezioni di polizia giudiziaria sono composte anche dal personale con qualifica di polizia giudiziaria appartenente ai rispettivi corpi forestali regionali o provinciali, secondo i rispettivi ordinamenti, previa intesa tra lo Stato e la regione o provincia autonoma interessata", e che tale norma rispetto alla disciplina del settore agro-alimentare riveste carattere residuale e pertanto limitativa delle funzioni se letta in relazione al comma 7 dell'articolo 8 della legge n. 124 del 2015, visto che lo Stato si è riservato la competenza esclusiva (articolo 2 del decreto legislativo 6 febbraio 2004, n. 70 - Norme di attuazione Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna - Concernente il conferimento di funzioni amministrative alla Regione in materia di agricoltura), riservando alla Regione esclusivamente, in attuazione del principio di sussidiarietà ex articolo 118 Cost., l'organizzazione delle funzioni amministrative in materia, ex articoli 3 e 4 del citato decreto legislativo n. 70 del 2004;

rilevato che il tema della sovrapposizione nell'esercizio delle funzioni di polizia ambientale è stato affrontato anche il 28 giugno 2016 in Commissioni riunite (Commissione I Affari costituzionali e Commissione IV Difesa) nel corso dell'audizione dell'allora Comandante del Corpo forestale dello Stato ing. Cesare Patrone e del Generale Del Sette Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, dove sono intervenuti i Deputati On. Demenec Roger, On. Terzoni Patrizia e On. Sanna Francesco: i primi due ponendo delle precise domande all'audito ing. Cesare Patrone, mentre l'On. Sanna, nel suo intervento, in qualità di componente della prima Commissione Affari costituzionali, ha chiarito la posizione del Governo rispetto alle possibili sovrapposizioni dei corpi regionali e provinciali autonomi, evidenziando in maniera puntuale che non è possibile immaginare che ci siano cinque regioni italiane, in cui questa nuova strategia di unificazione di una polizia ambientale italiana venga meno e che per il superamento di questo, in una fase successiva alla legge delega, attraverso le norme di attuazione degli Statuti Speciali, le regioni autonome in accordo con lo Stato italiano disciplineranno la possibilità di passaggio allo Stato di significativi contingenti di personale dei corpi forestali regionali e che tutto questo è già previsto nella legge delega, ma che non poteva essere inserita nel decreto attuativo, in quanto norma non di rango costituzionale come lo sono gli Statuti Speciali delle Regioni autonome, dunque per destinare questo negoziato, nel rispetto istituzionale delle autonomie regionali, alle norme di attuazione degli statuti;

preso atto che nell'ipotesi di riforma del Corpo forestale della Sardegna, è stato definito un testo nel complesso esorbitante le materie Statutarie cha la Regione sarda non può esercitare, in palese contrapposizione a quelle che sono le reali competenze che il Corpo potrà svolgere in materia di polizia ambientale alla luce dell'articolo 8 della legge n. 124 del 2015; il rischio concreto è che il tutto potrebbe tradursi nelle ennesime eccezioni di incompetenza che potrebbero inficiare l'attività svolta dal Corpo nel campo della tutela dell'ambiente sardo; laddove il ritardo nel legiferare su questa questione cruciale, dovesse protrarsi ulteriormente assisteremo di fatto passivamente ad uno scenario con una polizia ambientale a "due velocità", distribuita eterogeneamente sul territorio nazionale, considerato che come riferito dal Generale Del Sette nell'audizione del 28 giugno 2016, nessun presidio territoriale dell'Arma dei Carabinieri sarà istituito ex novo nei territori delle regioni a statuto speciale; sul punto, si invita l'Esecutivo regionale a riflettere sul fatto che i crimini e i delitti contro l'ambiente, come ad esempio il traffico illecito di rifiuti, la commercializzazione di specie di animali o vegetali tutelate dalla Convenzioni internazionali (CITES), la contraffazione nel campo agro-alimentare dei prodotti sardi, non sono mai confinati in ambito regionale, ma come è facile intuire gli illeciti si consumano all'esterno e interessano più Procure della Repubblica della penisola italiana; è pertanto evidente che per fronteggiare adeguatamente questi fenomeni di criminalità, che conta un giro d'affari illecito rilevante, si ha bisogno di una struttura con competenza extraterritoriale alla Sardegna e a monte un'organizzazione che possa coordinare le attività, ad esempio come accade per le indagini istruite dalle Direzioni distrettuali antimafia, strutture delle quali il Corpo forestale sardo non può in nessun modo far parte e tantomeno il CFVA; le attribuzioni delle funzioni che l'Arma dei Carabinieri eserciterà ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 177 del 2016 sono di un'ampia portata, tali che sarà difficile immaginare che nei territori delle regioni autonome non sorga alcun conflitto nell'esercizio delle rispettive competenze, in particolare per quanto riguarda l'esercizio delle funzioni operative. Si ha memoria di quando in passato, nella Regione Sicilia, il Corpo forestale dello Stato ebbe modo di scontrarsi istituzionalmente con il Corpo forestale siciliano. Se poi si pensa alle attività d'indagini che le Procure della Repubblica dovranno delegare in materia agro-alimentare o ambientale, c'è da chiedersi quali valutazioni faranno i magistrati inquirenti quando un'informativa giudiziaria è trasmessa da un qualsiasi reparto dell'Arma dei Carabinieri che può essere supportato da Nuclei specialistici posti alle dipendenze funzionali del Ministero per le politiche agricole e forestali e del Ministero dell'ambiente costituiti prevalentemente dal personale accorpato proveniente dal Corpo forestale dello Stato, in grado di svolgere indagini complesse e qualificate, in quanto esperti con competenze specifiche e multidisciplinari nei rispettivi settori. Fatta questa considerazione, per gli evidenti limiti di competenza territoriale e istituzionali in materia di polizia ambientale come inteso garantire in ambito nazionale ai sensi dell'articolo 8 della legge Madia, è opportuno che la Regione autonoma della Sardegna, prenda seriamente l'impegno di discutere con lo Stato e trovare accordi che siano rispettosi delle attribuzioni nella materia ambiente, tali da scongiurare il rischio che fenomeni di compromissione dell'ambiente possano interessare in futuro porzioni di territorio della nostra isola, causa lo scarso livello di attività di prevenzione e repressione nel campo degli illeciti ambientali e della frode agroalimentare governata dalla cosiddette agro-mafie. Il tema su questa delicata materia è talmente "sentito", che lo dimostra la lunga sosta in Consiglio dei ministri di un progetto di legge del 2015 proposto dal Ministro di giustizia, ora avviato alle Camere, approvato con grosse difficoltà e con grave ritardo il primo dicembre 2017;

considerato, inoltre, che oltre alla riorganizzazione attuata in campo nazionale per evitare sovrapposizioni delle funzioni di polizia di tutela dell'ambientale, il già citato decreto legislativo n. 177 del 2016, all'articolo 9, attribuisce competenze in campo nazionale al Corpo nazionale dei vigili del fuoco in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei degli stessi:
a) concorso con le regioni nel contrasto degli incendi boschivi con l'ausilio di mezzi da terra e aerei;
b) coordinamento delle operazioni di spegnimento, d'intesa con le regioni, anche per quanto concerne l'impiego dei gruppi di volontariato antincendi (AIB);
c) partecipazione alla struttura di coordinamento nazionale e a quelle regionali,
ambito operativo questo molto sensibile e strettamente connesso alla tutela dell'ambiente, che in particolare nella nostra Isola ha segnato in passato molte morti e che se il sistema d'intervento nella lotta attiva agli incendi, oggi da non ritenersi infallibile ma certamente collaudato, dovesse subire in futuro radicali mutamenti in tutte le fasi di attuazione dei piani regionali antincendio, compresa quella del coordinamento delle operazioni di spegnimento, l'obiettivo di ridurre i numeri e le superfici percorse dagli incendi potrebbe venir meno e l'ambiente in generale messo seriamente a rischio,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, al fine di conoscere le motivazioni dell'attuale situazione di stallo che impedisce l'avvio della discussione del disegno di legge di riforma del Corpo forestale e di vigilanza ambientale secondo i tempi annunciati, di estrema importanza a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 124 del 2015 di riforma della pubblica amministrazione, nonché del ritardo di pubblicazione dei concorsi pubblici per dirigenti e ufficiali del CFVA stante la situazione di estrema carenza nei rispettivi ruoli e non si ritenga necessario ed urgente avviare le seguenti iniziative:
1) promuovere in tempi brevi un incontro al fine di raggiungere in sede di Commissione paritetica l'intesa con lo Stato, di condivisione del contenuto di quelle norme di attuazione degli statuti che la legge delega di riforma della pubblica amministrazione n. 124 del 2015 ha previsto e ancora inattuate, e parallelamente la presentazione alle Commissioni consiliari competenti, per la discussione del disegno di legge già annunciato, che tenga conto e valorizzi le professionalità esistenti che negli anni si sono specializzate nelle diverse materie istituzionali del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale, evolvendosi e contraddistinguendosi per le specificità e criticità che il territorio della Regione esprime, predisponendo un impianto normativo organico di riforma che non preveda sovrapposizioni di attribuzione di funzioni con organi dello Stato che, con la legge delega più volte richiamata, si è riservato in modo esclusivo la materia di tutela penale dell'ambiente e le altre concernenti i controlli nel settore agro-alimentare nonché di altre derivanti dall'applicazione delle direttive comunitarie, in conformità ai dettami di cui agli articoli 7 e 8, comma 7, della legge n. 124 del 2015;
2) predisporre l'immediata indizione del concorso di sette posti per dirigenti del CFVA (insufficienti) per la copertura dei posti vacanti nei Servizi centrali e territoriali del Corpo, in conformità alla deliberazione della Giunta regionale n. 37/17 del 1° agosto 2017, ritenuto che entro l'anno 2018 i dirigenti del Corpo saranno solo due su un totale di undici attualmente previsti, al fine di ripristinare l'adeguato organigramma istituzionale previsto e da assegnare ai vertici delle strutture organizzative del Corpo forestale;
3) predisporre altresì l'immediata indizione dei posti già previsti nel numero di otto (insufficienti) nella predetta deliberazione di Giunta regionale, per l'assunzione mediante i pubblici concorsi previsti per il profilo di Ufficiale forestale dell'aera "C" del Corpo, vista l'attuale carenza che incombe in tutti servizi territoriali;
4) rideterminare il fabbisogno mediante la ricognizione delle attuali dotazioni organiche delle tre aree del CFVA che tenga conto dell'età media e dell'inidoneità al servizio operativo degli appartenenti al Corpo, che per difetto dei livelli essenziali di salute richiesti è in costante ascesa e il cui perdurare andrà ad incidere, in un futuro prossimo, negativamente sull'efficacia nel campo della lotta contro gli incendi boschivi e più in generale nel concorso in materia di protezione ovile, per le funzioni di presidio territoriale che il Corpo è chiamato ad assolvere in tutto il territorio regionale;
5) infine, all'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché riferisca sui contenuti oggetto dei relativi incontri che a partire dai mesi di marzo-aprile di quest'anno e da ultimo in quello del 5 dicembre 2017, si sono avuti con i Carabinieri del Comando unità per la tutela forestale, ai quali hanno partecipato lo stesso Assessore e Dirigenti dell'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente nonché il Comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Cagliari, 20 febbraio 2018