CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 332/C1

USULA, in merito alte notizie apparse sulla stampa relative al sequestro di dati e materiale scientifico derivanti da studi sugli effetti di attività e uso di materiale bellico, anche nei poligoni militari sardi.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- recentissime notizie di stampa riportano che ieri mattina la Guardia di finanza si sarebbe presentata nell'abitazione di due noti ricercatori e studiosi del modenese e, contemporaneamente, nel laboratorio Nanodiagnostics dove esercitavano la loro attività;
- a seguito di tale operazione sarebbero stati posti sotto sequestro e requisiti tutti i computer, nonché qualsiasi dato inerente gli studi e qualsiasi altro documento ad essi correlati, comprese le copie informatiche, non lasciando nessuna traccia delle informazioni e delle analisi svolte, come dichiarato dagli stessi;
- i due studiosi sono esperti di nanoparticelle e che il loro lavoro si è da tempo indirizzato anche nell'approfondire e studiare gli effetti sugli animali e sul corpo umano del materiale contenuto negli ordigni bellici;
- in Sardegna sono tristemente noti casi di malformazioni su animali e feti, nonché morti sospette e gravi patologie che hanno colpito militari e cittadini che risultano abbiano avuto contatti con le aree dei poligoni dove sono avvenute le esercitazioni con utilizzo di ordigni;
- sono in corso da parte della magistratura i processi per queste morti e malattie e che la stessa dott.ssa Gatti, uno dei due studiosi, al momento del sequestro si trovava in Sardegna per testimoniare nel Tribunale di Lanusei, dove si sarebbe dovuta recare nuovamente per mostrare i dati degli studi;
- è noto da sempre il loro convincimento scientifico circa la stretta correlazione, nel rapporto causa effetto, tra l'utilizzo dei materiali bellici che a seguito di brillamento producono nanopolveri, che una volta assorbite dagli organismi viventi per via aerea o per ingestione, producono tali nefasti effetti;

considerato che:
- la stessa "Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno " nota come Commissione sull'uranio impoverito, con la recente relazione n. XXII-bis, n. 23 approvata il 7 febbraio 2018, è giunta alle medesime allarmanti conclusioni;
- i fatti destano motivo di estrema preoccupazione perché si potrebbero rendere indisponibili dati e risultati di studio utili a procedimenti in corso nanti la magistratura ordinaria;

dato atto che:
- risulta incomprensibile e ingiustificato il silenzio delle massime autorità delle istituzioni sarde in relazione anche alle conclusioni della Commissione parlamentare citata che avrebbe dovuto allarmare e preoccupare per le conseguenze sugli abitanti della nostra isola che paga un così grande prezzo in termini di sacrificio di territorio, ambiente e salute;
- poco gratificanti sono le dichiarazioni altisonanti di "accordi storici" rilasciate a seguito della sottoscrizione del protocollo di intesa tra la Regione e il Ministero della difesa sulle servitù militari, rapportate ad un quadro realmente più allarmante come sempre più si viene delineando;

posto che si ribadisce il pieno rispetto delle attività e istituzioni preposte ai dovuti accertamenti,

chiede di interpellare il Presidente della Regione,
1) per sapere se sia a conoscenza e se corrisponda al vero la notizia dell'acquisizione da parte dell'autorità inquirente di tutti i dati e del materiale del dott. Stefano Montanari e della dott.ssa Antonietta Gatti, esperti di nanoparticelle, presente nelle loro abitazioni e nel laboratorio Nanodiagnostics di Modena;
2) se non ritenga quantomeno preoccupante e singolare, in caso di accertata veridicità delle notizie succitate, questa operazione in relazione alla delicatezza del ruolo svolto dai due studiosi nei processi innanzi alla magistratura ordinaria per morti sospette legate ad attività anche nei poligono militari sardi, per la preoccupazione che si potrebbero rendere indisponibili dati e risultati di studio di carattere fondamentale;
3) se non ritenga urgentemente opportuno intraprendere tutte le iniziative possibili presso tutte le competenti sedi istituzionali, finalizzate a difendere le ragioni della Sardegna nella ricerca della verità e per proteggere il popolo sardo e rendersi parte attiva ad impedire ed evitare che, anche lontanamente, possano prospettarsi ombre od ostacoli di sorta che potrebbero vanificare gli sforzi di tutti coloro che, coraggiosamente, si spendono per ricercarla.

Cagliari, 23 febbraio 2018