CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interpellanza n. 340/A

MORICONI - CACCIOTTO - COMANDINI - COZZOLINO - TENDAS sul continuo verificarsi di discriminazioni nel mondo del lavoro a causa del favismo.

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I sottoscritti,

premesso che:
- nonostante il varo della legge n. 109 del 2010, recante disposizioni per l'ammissione dei soggetti fabici nelle forze armate e di polizia, con la quale si è fatta piena chiarezza e reso giustizia acclarando che la accertata, parziale o totale, carenza dell'enzima G6 PDH non può costituire causa di esclusione ai fini dell'arruolamento e, nel contempo, invitato i Ministeri competenti ad adeguare la propria normativa in materia adottando tutti gli opportuni provvedimenti necessari, sussistono ad oggi casi di clamorose discriminazioni nei confronti di soggetti sardi portatori sani di favismo;
- difatti, il decreto legislativo n. 217 del 2005 (per il quale era già allo studio una proposta di modifica) per l'accesso alla qualifica iniziale del ruolo dei direttivi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco fa riferimento al decreto ministeriale n. 78 del 2008 che prevede ancora tra le cause di non idoneità le eritropatie da deficit enzimatico (quale la carenza dell'enzima G6PD, cosiddetto "favismo");

denunciato che, recentemente, a conferma di quanto asserito precedentemente, sono state segnalate agli interpellanti le vicende:
- dell'ingegner (omissis), la quale, pur essendo vincitrice di un concorso per la copertura di dieci posti per le mansioni di Vice direttore nei Vigili del fuoco, è stata esclusa per non idoneità poiché asseritamene affetta da "eritropatia da deficit enzimatico" e si è vista costretta a presentare, prima ricorso al TAR del Lazio e poi al Consiglio di Stato, al fine di essere riammessa al concorso e tutelare la propria dignità professionale;
- con ordinanza n. 5069/2016, il Consiglio di Stato l'ha riammessa con riserva al corso di formazione propedeutico all'assunzione, all'esito del quale, la stessa è stata assunta sempre con riserva e assegnata alla sede di Sassari;
- successivamente, la Commissione medica incaricata dal TAR del Lazio della verificazione, pur non rilevando alcuna derivazione causale tra l'esposizione ai fumi dell'incendio e l'insorgenza di crisi emolitiche in soggetti affetti dal deficit (motivo che ha sempre costituito il perno delle ragioni addotte dall'Ufficio sanitario VVF in difesa dell'esclusione) ha espresso un giudizio di incompatibilità totale della G6PD carenza con il servizio nei Vigili del fuoco, mettendo il veto a qualunque possibilità di riammissione ritenendo che "non è possibile escludere la possibilità di una siffatta complicanza (le crisi emolitiche) in considerazione delle particolari esigenze connesse al servizio tecnico urgente di soccorso espletato dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco";
- avverso l'esito della verificazione, rivelatasi erronea, incongrua e ingiusta (come rilevato dai più grandi esperti a livello internazionale di G6PD carenza, il prof. Lucio Luzzatto e il prof. Pierluigi Cocco, consulenti di parte nel ricorso), l'interessata ha già presentato motivi aggiunti, domandando altresì che la medesima attività di valutazione medico-legale venga ripetuta da una Commissione estranea alla pubblica amministrazione e imparziale;
- sempre in attesa del giudizio di merito, con udienza fissata al 30 maggio, l'interessata si è anche vista sospendere le funzioni di "soccorso" ed è stata confinata a un ruolo di "non operatività" assegnatole dal dirigente a fronte delle riserve espresse dall'ufficio sanitario e pervenute al Comando di appartenenza dopo un anno e mezzo dall'assunzione, periodo in cui la stessa ha svolto in modo totale le mansioni previste per il suo ruolo senza limitazioni di sorta; anche avverso tale provvedimento sono stati già presentati motivi aggiunti, affinché la stessa possa mantenere integre le funzioni attinenti la sua qualifica;
- del signor (omissis), che il giorno 10 aprile 2018, in sede di accertamento dei requisiti psico-fisici è stato dichiarato non idoneo per l'accesso alla qualifica di Vigile del fuoco, ai fini della successiva assunzione, in quanto affetto da Eritropatia da deficit enzimatico: G6PD 6 per cento ai sensi del decreto ministeriale 11 marzo 2008, n. 78, articolo 1, all. B, punto 18; lo stesso si appresta a impugnare il provvedimento di esclusione nanti il TAR del Lazio per le stesse motivazioni addotte dall'altra l'interessata;

evidenziato che tali episodi certificano in modo inequivocabile come nella pubblica amministrazione, e in particolare nel Ministero dell'interno, persista l'applicazione di una norma, ex decreto ministeriale n. 78 del 2008, superata abbondantemente dalla legge n.109 del 2010, con la quale si è inteso asseverare l'ammissione dei soggetti fabici nelle forze armate e di polizia; la qual cosa per estensione può e deve riguardare a maggior ragione gli appartenenti Corpo nazionale dei Vigili del fuoco che allo stesso Ministero fanno capo;

atteso che:
- la stessa Organizzazione mondiale della sanità ha giudicato, e con questo sancito il principio, che l'estromissione per carenza dell'enzima G6 PDH da qualsiasi professione rappresenta una ingiustificata discriminazione su base genetica;
- la stessa amministrazione (Ministero dell'interno) in questi anni si è resa probabilmente conto dell'ingiustizia di tale previsione tant'è che ha riammesso in ruolo, a seguito di approfondite valutazioni di carattere sanitario, un Vigile del fuoco, nonostante fosse portatore del deficit e per questo motivo fosse stato inizialmente escluso dalle procedure concorsuali;
- la medesima amministrazione ha anche presentato alle organizzazioni sindacali proprio in questi giorni una proposta di modifica del decreto ministeriale 5 febbraio 2002 concernente i requisiti psico-fisici e i relativi parametri inerenti le imperfezioni e le infermità non sanabili che costituiscono causa di inidoneità permanente allo svolgimento dette funzioni tecnico-operative proprie della qualifica di appartenenza sostituendo la voce "enzimopatie deficitarie (anche se di grado parziale)" con quella più lieve di "eritroenzimopatie deficitarie di grado assoluto o con crisi emolitica pregressa" che garantirebbe l'accesso al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ad entrambi i ricorrenti;

posto che in Sardegna il favismo rappresenta una condizione con carattere endemico, quindi con caratteristiche e peculiarità proprie del nostro patrimonio genetico e come tale, nei casi richiamati, di discriminazione, si profila come una inaccettabile mortificazione per i sardi del diritto a godere di pari condizioni per l'accesso nel mondo del lavoro,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) quali iniziative concrete intendano porre in essere al fine di rimuovere questa intollerabile e ingiustificata discriminazione che ancora oggi pende su molti sardi impedendone il normale accesso al mondo del lavoro;
2) se la Regione intenda adottare eventuali iniziative giudiziarie, quali costituzioni e/o interventi in tutte le cause intraprese dai sardi discriminati in quanto portatori sani di favismo;
3) se, come ulteriore misura nell'immediato, non sia il caso di elevare una vibrata protesta presso il Ministero dell'interno al fine di richiamarlo al rispetto delle norme contenute nella legge n. 109 del 2010 in vigore.

Cagliari, 27 aprile 2018